N° 7 - Luglio 2016
DIARIO di Giugno 2016
di Walter


Da giovedì 2 a domenica 5,  sono stato con mia moglie e la nipotina più grande a Roma. Se non ricordo male, l’ultima volta era stata in occasione della morte di San Giovanni Paolo II: un’occasione molto triste e tanto faticosa.  Questa volta, invece, tanta gioia e molta meno fatica. Ho approfittato di questo lungo ponte (non per me pensionato, ma per mia moglie che ancora lavora) e dell’invito di mio fratello Giuseppe (che vive nella capitale). Una settimana fa era qui a Ortonovo e mi aveva detto: “Non vieni mai a trovarmi!
Approfitta di questa occasione: c’è questo lungo ponte, il Giubileo della Misericordia e ho un appartamento tutto per voi!”. E così, in quattro e quattr’otto, alcuni giorni fa, abbiamo deciso di partire per Roma. Sono stati quattro giorni intensi ma non tanto faticosi. Venerdì abbiamo assistito, in Piazza S. Pietro alla celebrazione col Papa del Giubileo dei Sacerdoti. Sabato ci siamo aggregati al folto gruppo di don Andrea (un centinaio di persone)  per la visita alle Basiliche. Sapevo che era a Roma con i suoi parrocchiani di Isola e di Luni; abbiamo trovato il gruppo nella Basilica di S. Maria Maggiore dove don Andrea stava celebrando la Santa Messa e, con loro abbiamo poi visitato le altre Basiliche Maggiori. Ma che combinazione: oggi è il 1° sabato del mese e in quello del mese scorso a Brugnato, sul pullman che ci riportava a casa, era stato detto che il 1° sabato di giugno non ci saremmo visti perché tanti sarebbero andati a Roma con don Andrea. E invece, con quei tanti, mi ritrovo qui a Roma e non alle Grazie, dove si sta svolgendo il pellegrinaggio diocesano. Infatti, in questo gruppo, ci sono parecchie persone che di solito partecipano come me agli incontri del 1° sabato col Vescovo. Ho detto che abbiamo visitato le Basiliche Maggiori, abbiamo varcato le Porte Sante, abbiamo percorso,  in ginocchio (forse non tutti) la Scala Santa, ma per me il momento di più intensa spiritualità è stata la visita della chiesa di Santo Spirito in Sassia, la chiesa della Divina Misericordia.
Nelle grandi Basiliche c’è sempre tantissima gente e quindi anche un po’ di confusione, invece in questa bellissima chiesa ce n’è poca, ci si può fermare e restare in preghiera e raccoglimento.

Giovedì 9 -  Oggi, 2° giovedì del mese, concludiamo il ciclo delle Adorazioni Eucaristiche interparrocchiali di quest’anno nella chiesa di S. Maria Maddalena a Castelnuovo Magra.
Il parroco, don Alessandro, ci accoglie cordialmente; si vede che è contento della nostra presenza, quella di noi di Ortonovo, un po’ meno di quella dei suoi parrocchiani. Ma, come mi sembra d’aver già scritto in un’altra occasione, su questi incontri bisogna insistere, non bisogna mollare. Anche noi, a Ortonovo, abbiamo attraversato, diversi anni fa, un periodo in cui c’era poca, pochissima partecipazione a questi incontri mensili; si parlava addirittura di sospenderli. Poi piano piano c’è stata una ripresa ed ora vediamo che la partecipazione è sempre buona e costante. Come già detto sopra, poca la partecipazione dei castelnovesi, c’era però una organista e un coretto (solo femminile). Dovrebbe essere stata molto interessante anche la riflessione di don Alessandro; dico ‘dovrebbe’ perché sono riuscito a capire poco a causa (l’ha detto anche il parroco) della cattiva acustica della chiesa o, penso io, dell’impianto microfonico inefficiente, ma anche alla poca o bassa voce di don Alessandro. E dico ‘molto interessante’ perché  parte di quello che ha detto l’ho sentito e qualcosa mi hanno riferito persone che hanno più udito di me o che erano più vicine all’altoparlante. E’ stata comunque una piacevole serata e speriamo che la volta prossima sia ancora migliore per far sì che questi incontri diventino una bella realtà anche a Castelnuovo e vicariale. Al termine don Andrea ha ricordato che questi incontri riprenderanno il 2° giovedì di ottobre nella chiesa di Nicola.

Sabato 11 -  Questa mattina ho partecipato, presso il circolo ‘Barontini’ a Sarzana, ad un Convegno organizzato dagli “Amici di padre Damarco”, con la presentazione della ristampa del libro “Commenti ai Vangeli” scritto dal padre vincenziano oltre quarant’anni fa.
Su questo c’è un ampio commento di Egidio Banti a pag.8.

Giovedì 16 -  Oggi,  ricorre la festa liturgica di San Ceccardo, vescovo di Luni e martire, patrono della città di Carrara. Trovandomi proprio là, da mia figlia, ho approfittato per partecipare alla solenne celebrazione - alle ore 18,30 -  presieduta dal vescovo Santucci.
 Il Duomo non era gremito come mi aspettavo per un evento così importante, ma ho saputo poi che c’era stata una celebrazione ieri sera all’antica chiesa, questa mattina la Messa  solenne presieduta dal Vescovo, nella chiesa parrocchiale dedicata al Santo e,  oggi pomeriggio, Santo Rosario e Messa nell’antica chiesina; per cui era prevedibile che non ci fosse il pienone. Mentre il Vescovo e i concelebranti fanno l’ingresso processionale nel Duomo, noto tra loro anche il diacono Domenico Micheli: è la prima volta che lo vedo “all’opera”. Domenico è di Ortonovo (anche se importato), ha sposato una di Isola ed ha sempre abitato qui. Poi, frequentando la chiesa di Maria SS. Mediatrice (chiesa della Covetta), ha completato gli studi  e qualche anno fa è stato ordinato Diacono permanente.
Non l’ho mai visto “all’opera” nelle celebrazioni nel nostro territorio, forse perché è molto schivo, forse vorrebbe essere invitato ufficialmente da qualche parroco. A dire il vero l’avevo notato dietro di me, voltandomi, nella chiesa di Luni Mare, in occasione dell’ingresso del nuovo parroco, don Carlo Cipollini. Mi ricordo d’avergli detto: “Visto che sei qui, potevi andare all’altare”. Ma non mi ha risposto, solo un cenno di diniego; poi non l’ho più visto. Spero proprio di vederlo “all’opera” anche nel nostro territorio, magari al Santuario del Mirteto.

Sabato 25 -  Questa mattina, alla Santa Messa delle 9 al Santuario, oltre alle solite 4-5 presenze, ce ne sono 5 nuove, di cui una nuovissima, Asia; ha pochi mesi di vita ed è la prima volta che entra in questa chiesa; è accompagnata da tutta la famiglia; lei e l’altro fratellino danno un po’ di vivacità alla celebrazione. Speriamo di  rivederla quassù molto spesso.

Venerdì 24 -  Oggi pomeriggio la Paola (fiorista) mi chiede se stasera vado a alla conferenza a Caffaggiola, così verrebbe anche lei con me. Le rispondo che, se non ho impegni familiari, penso di andarci; in tal caso ci vediamo in piazza un po’ prima delle 21. A quell’ora infatti partiamo per la chiesa di Luni; durante il tragitto Paola mi dice che parlerà uno molto bravo sul tema della famiglia. Io le dico: “Vedi, Paola, noi ci andiamo ed è giusto partecipare a queste iniziative anche per rispetto per chi le organizza, però era senz’altro meglio se ci andavano le mie figlie e i tuoi figli, e noi magari restare a fare i nonni assistendo i nostri nipoti, non è vero? Sarà senz’altro un bravissimo e preparato oratore; ne sapremo senz’altro di più su quel tema; ma noi, poi, saremo in grado di raccontare ai nostri figli quello che avremo appreso?”. La conferenza inizia verso le 21,30 e termina quasi a mezzanotte, o meglio, noi due a quell’ora siamo venuti via perché iniziava il dibattito e le cose andavano troppo per le lunghe. Ho notato che dei numerosi partecipanti (150 circa) solo 5-6 erano sotto i 40 anni: vale anche qui il discorso fatto alla Paola in macchina. E inoltre: ci si lamenta sempre delle lunghe prediche dei preti durante la Messa; in questo caso il relatore ha parlato per oltre due ore: mi sono sembrate un po’ troppe.

Lunedì 27 -  Questa sera, dopo la bella vittoria dell’Italia sulla Spagna, sono sceso a Luni Mare dove, alle 21,  don Carlo Cipollini con la celebrazione Eucaristica festeggiava  il 35° anniversario di  Ordinazione. Mi avevano detto che sarebbe stata una cosa molto intima, invece la chiesa era gremita (però si fa presto a gremire quell’ “archetto”). Don Carlo mi è parso veramente un po’ sorpreso nel vedere tanta gente e, un po’ emozionato, ha subito ringraziato tutti della presenza e il buon Dio per i tanti doni ricevuti. Ci ha inoltre ricordato che anche don Andrea, lì presente, festeggiava il 18° anno di Ordinazione, ma questo forse nessuno lo sapeva. All’omelia ci ha parlato della vita sacerdotale, piena di tante gioie ma anche di delusioni e sacrifici ed ha aggiunto che il sacerdote ha bisogno di essere “amato, capito e perdonato”.  Ha ricordato i parroci che lo hanno preceduto alla guida di questa parrocchia e in particolare quelli che ci hanno lasciato: don Angelo, don Franco e don Lodovico. Al termine don Andrea ha ringraziato don Carlo per tutto quello che sta facendo  per le comunità di Luni Mare e  S. Lazzaro e ha invitato tutti a recarsi nel salone adiacente alla chiesa per un  momento di fraternità. La celebrazione è stata animata da un piccolo coro di bambine  che, con i loro canti, hanno reso molto gioioso questo incontro.
E’ senz’altro vero che quando ascolti canti in gregoriano eseguiti da grandi corali ti senti immerso in un particolare misticismo, ma è altresì vero che questi piccoli coristi, con canti popolari moderni, magari anche un po’ strillati o stonati, rendono più gioiosa e partecipata la celebrazione e infondono anche un po’ di speranza.

                                      


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