N° 7 - Luglio 2016
I nostri ragazzi

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  E’ primavera … voglia di vacanza
di I nostri ragazzi



La Nazione - Campionato di giornalismo - Cronisti in classe

 Ortonovo: a passeggio fra la piana di Luni e i colli costellati di borghi e uliveti

 

In cerca di vacanza… quella che si è fatta troppo aspettare. Se cercate una piacevole e rilassante vacanza,  all’insegna del turismo lento, Ortonovo fa per voi! Le affascinanti rovine della città romana di ”Luna” saranno la prima tappa del nostro itinerario a piedi dato che il 2016 oltre che del Giubileo è l’anno dei Cammini. Dopo un’accurata visita ai reperti romani e altomedioevali conservati nel museo, risaliamo la verde campagna che circonda la zona archeologica. Costeggiando la strada ferrata si raggiunge il sottopassaggio e si sbuca sulla via Aurelia. Attraversata la via Aurelia si risale via Larga fino al ponte di Isola di Ortonovo, così chiamata perché prima delle escavazioni degli anni ’60-’70 il Parmignola, in tale località, si divideva in due formando nel mezzo una ampia isola di sabbia. Dopo aver attraversato il ponte ci si immette sull’antico sentiero, oggi in parte asfaltato, che conduce a Casano. Poco sopra la riva destra del Parmignola troviamo un minuscolo agglomerato di case in pietra disposte lungo l’antica mulattiera: Annunziata.  Ci apprestiamo a risalire il colle di Ortonovo. Possiamo giungere al paese in due modi: incamminandoci lungo la comoda strada a tornanti, o lungo la scoscesa mulattiera  un tempo risalita dai penitenti il giorno della Natività di Maria, l’8 settembre. Noi vi consigliamo di inerpicarvi lungo la mulattiera, che conserva ancora l’acciottolato originario, che vi condurrà alla vecchia porta di accesso al paese. L’abitato digradante lungo la testata del crinale si sviluppa per cerchi concentrici aperti, dei quali l’ultimo costituisce la cinta fortificata. Salendo dalla strada carreggiabile è praticamente impossibile non notare il Santuario del Mirteto in marmo di Carrara dedicato alla Madonna.  Il Santuario, risalente al 1450, si trova sopra un poggio in una posizione alquanto curiosa rispetto al paese, quasi volesse invitare il visitatore a una sosta reverenziale in quel luogo.  Dal suo piazzale si può ammirare la foce e la piana della Magra su cui domina il paese di Nicola, e all’orizzonte, nelle giornate limpide lo sguardo può giungere sino alla Corsica. A questo punto scendiamo dal colle tramite il sentiero che conduce a  Nicola. Seguiamo le pittoresche stradine anulari del borgo fino alla sommità del colle dove sorge la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo. E’ una buona idea ridiscendere verso Isola lungo la suggestiva mulattiera.  Che ne dite? Resterete piacevolmente sorpresi dalla varietà del paesaggio in cui si susseguono vigneti, uliveti, antichi borghi e da lontano vi fa l’occhiolino il mare. Provare per credere!

Foto “dipinto” Gabriele Bologna - con descrizione (visibile sul sito www.ilsentieroweb.net)

Tra storia e leggenda: Nicola e… un pellegrino di nome Guglielmo

Curiosità: la leggenda di  San Guglielmo

“Nicola, estremo lembo della Liguria orientale, fu asilo degli ultimi cittadini che abbandonarono Luni, distrutta dalle incursioni barbariche e spopolata dalle febbri, si resse a governo municipale nel Medio Evo…”. Nicola pare eretta a guisa di palco per goder dall’alto lo svolgersi della tragedia di Luni Antica, messa a ferro e fuoco da orde di Vandali,  Saraceni e Longobardi. Tutti gli anziani del paese conoscono la leggenda di San Guglielmo. Era questi, alcuni secoli or sono, Duca di Aquitania che, trovandosi a passare un giorno in pellegrinaggio per Nicola, incontrò un buon uomo, il quale dopo averlo rifocillato, lo condusse presso di sé come aiuto nei lavori della campagna. Guglielmo trovandosi un giorno a caricare un carro di barili d’acqua per l’amico fece sì che più di 50 barili potessero contenere il prezioso liquido (nessuna fonte esisteva in paese) nonostante fossero privi di fondo. Il “miracolo” fece in breve il giro del paese e così il Santo si fece riconoscere. Il mattino dopo egli partì, lasciando al vecchio contadino la facoltà di guarire al ”tocco” un certo male misterioso conosciuto dai nicolesi ancora oggi come male del Patereccio o male di San Guglielmo.

San Guglielmo fu proclamato patrono di Nicola nella seconda metà del sec. XVII. La festa si celebrava il 10 febbraio e si prolungava per ben tre giorni, con una solenne processione per le vie del borgo, una fiera e balli in piazza che duravano tutta la notte.  Da pochi decenni la festa di San Guglielmo si celebra il lunedì prima delle Ceneri, in un’atmosfera più sobria in pieno periodo di Carnevale. 

Disegno statua di  San Guglielmo di Janis Della Croce (www.ilsentieroweb.net)

Curiosità : Ho invitato gli Ussari a cena!

 Dai registri delle spese comunali conservati nell’archivio storico del Comune di Ortonovo veniamo a sapere che nel dicembre del 1799 giunse nel nostro territorio un contingente di Ussari austriaci a cavallo per abbattere gli “Alberi della libertà”, piantati dai francesi nelle principali piazze dei borghi di Nicola e Ortonovo. Agli ufficiali venne preparata una cena sontuosa che comprendeva  un primo  a base di “Fideletti della regina” in brodo di cappone; quattro secondi: cappone lessato ripieno, fette di vitella e cervella impanate e fritte, arrosto di maiale, una spiedata di piccioni e cacciagione, grosse fette di mortadella nostrale, formaggi di pecora e di mucca; ventidue pagnotte.

Come contorni furono serviti: broccoli, zucche impanate e fritte, funghetti, olive grosse dette “tosari; patatine fritte (che ad Ortonovo già si preparavano), mele rotelle, arance e altra frutta di stagione.
Per concludere: biscotti insaporiti con semi di finocchio selvatico e focacce dolci. Il tutto innaffiato da ben nove fiaschi di vino Vermentino di Sarticola, una bottiglia grande di rhum e rosolio a volontà. Venne offerto del vino brusco alla servitù. Terminata la cena allegri e sazi a volontà gli Ussari tornarono al loro campo senza naturalmente pagare il conto, secondo una consolidata usanza delle truppe di occupazione, e fu il  cassiere del Comune parecchio tempo dopo  a risarcire il povero oste!

 

La redazione: Classe 2 C: Axinte Stefan, Bertolini Federica, Bertuccelli Lorenzo, Bianchi Emma, Bologna Gabriele, Ciobanu Daniela, Costache Alessia, Costi M. Luisa, Cozzitorto Leonardo, Croci Leonardo, D’Amato Clara, Della Croce Janis, Di Natale Brian, Gentili Anna, Gentili Beatrice, Gentili Luca, Giannetti Pietro, Gonzales Rivier, Minucciani Susanna, Paladini Alice, Pezzica Lorenzo, Poli Evelin, Ponzanelli Matteo, Sozzi Sara, Tavolaccini Sara, Tesconi Geremia.


Istituto Comprensivo Ortonovo- Scuola Ceccardi- Prof. Tutor: Francesca Bassani, Lucio Cesarini. Dirigente Prof. Roberto Stasi

Si ringrazia il Signor Elio Gentili per la preziosa collaborazione.



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