N° 4 - Aprile 2012
I RITI DEL VENERDI’ SANTO
di Marta

 

 

            Gli scarponcini avevano la punta aperta come tante bocche ridenti, i calzini sempre umidi e le dita dei piedi congelate. Faceva freddo in quelle sere, ma la pelle d’oca e il tremore non impedivano certo il lavoro di noi ragazzi nel preparare le fascine racimolate dai contadini che durante la potatura delle vigne e degli olivi le avevano accatastate, in cambio di altre cortesie. A quei tempi non si buttava via niente: quelle fascine servivano per avviare il fuoco nei camini delle case. E così noi le accumulavamo una dopo l’altra nel posto prefissato dove sarebbe passata la processione del Venerdì Santo.

            Quella sera noi tutti avevamo il permesso, dai nostri genitori, di restare fuori fino a tardi. Mai come il Venerdì Santo eravamo ubbidienti e volenterosi nello sbrigare le cose che ci venivano richieste, per non compromettere l’uscita della sera. Poi si usciva; eravamo trepidanti: il tempo non passava mai; poi le case cominciavano a riempirsi di lumini, fatti con le scatolette del lucido da scarpe (pazientemente messe da parte durante l’anno), con un po’ di olio (ma era “morca” nera, il fondo del “coppo”) con dentro degli stoppini fatti con frange di vecchi asciugamani che, intrisi in questa mistura, bruciavano fino a tardi, alcuni fino al mattino.

            Ed ecco il momento di accendere il falò. L’eco della processione si avvicinava e noi dovevamo fare la fiamma più grande proprio nel momento che la processione sarebbe arrivata lì, da noi. Non stavamo nella pelle dall’emozione nel vedere quelle lingue infuocate verso il cielo, e tutte quelle scintille ci ipnotizzavano. Per noi ragazzi era una cosa che ci rapiva, ci affascinava e si entrava anche in competizione con altri gruppi: si doveva stabilire chi aveva fatto il falò più grande, più lungo, più bello e più puntuale, ma fino al giorno dopo non era dato saperlo poiché erano le persone della processione che dovevano stabilirlo e, se per caso era il nostro, ci gongolavamo per tutto l’anno.

            Era in uso anche accompagnare la processione con la “rarà”, uno strumento fatto con una canna spaccata e da una ruota dentata inserita in essa che girando emetteva un certo suono, appunto rarà, rarà…; questo suono, si dice volesse significare il pianto delle genti per la Passione di Gesù, mentre i falò dovevano illuminare il cammino del Signore.

            Ma torniamo a periodi più recenti. Un anno, durante questo rito, nella “iara” (il torrente Parmignola) si vide un magnifico falò; vi erano diverse persone attorno che lo rendevano spettacolare, ma, ahimé, qualcuno chiamò i Vigili del Fuoco che intervennero tempestivamente minacciando perfino l’arresto del padrone del sito.

            Così finiscono col tempo queste antiche tradizioni che rimangono però indelebili nei ricordi delle persone anziane: Per noi ragazzi era anche un modo di pregare e dedicare il nostro lavoro al Signore.

                                                                                                                                 

 

            




<-Indietro
 I nostri poeti
 Storie dei lettori
 Spiritualità
 I nostri ragazzi
 La redazione
 Galleria Foto
 E Mail
Lunae Photo
Archivio
2022
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2021
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Settembre-Ottobre
n°6 Giugno/Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2020
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°6 Settembre-Ottobre
n°5 Giugno
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2019
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2018
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Settembre
n°7 Luglio-Agosto
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2017
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Settembre
n°7 Luglio-Agosto
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2016
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Agosto-Settembre
n°7 Luglio
n°6 giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2015
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Agosto-Settembre
n°7 Luglio
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2014
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2013
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2012
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2011
n°11 Dicembre
n°10 Numero speciale
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2010
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2009
n°11 Edizione speciale
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
 
     
 Copyright 2009 © - Il Sentiero. Bollettino Interparrocchiale di Ortonovo (SP) Crediti