N° 5 - Maggio 2013
Spiritualità

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  AVE MARIA
di Antonio Ratti


 
 
 

                    Questa vuole essere una sintetica radiografia della preghiera più recitata insieme al Pater Noster:

1)    Saluto angelico :        Ti saluto piena di grazia, il Signore è con te. ( Lc 1,28 )

2)    Saluto di Elisabetta: Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo ( Lc 1,42 )

3)    Invocazione di intercessione : Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

Le tre parti (Saluto angelico, saluto di Elisabetta e Invocazione) in cui, palesemente, è divisa l’Ave Maria, si sono formate in due momenti molto distanti tra loro: le prime due risalirebbero al X-XI sec. nella loro stesura definitiva ( ne fa menzione Pier Damiani nel 1072), mentre la terza parte sarebbe stata elaborata tra il XIV e il XV sec., adottata dall’Ordine dei Mercedari (1514) e ratificata da papa Pio V in occasione della battaglia di Lepanto (1571) e della successiva istituzione della Festa della Madonna del Rosario (papa Gregorio XIII, 1573). Il primo testo scritto con una preghiera a Maria risale al IV sec. Infatti, nel 1917 in Egitto è stato ritrovato un papiro contenente l’invocazione Sub tuum praesidium (Sotto la tua protezione) che fa pensare al primitivo nucleo dell’Ave Maria.  Il testo tradotto dal greco in latino è il seguente:

Sub misericordiam tuam / confugimus, Dei Genitrix. Nostras deprecationes / ne despicias in necessitate, / sed a periculis libera nos, / una sancta, una benedicta. (Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Madre di Dio. Non disprezzare le nostre suppliche quando siamo in difficoltà, ma liberaci dai pericoli, o Santa e Benedetta).

                                                                              

 

 

  Leggendo il mariologo S. Bernardo da Chiaravalle
di Angelo Brizzi


 
 


            “Il cielo onora la presenza della Vergine Maria, in terra se ne venera la memoria. Il tuo nome, o Signore, perdura in eterno; la memoria della Vergine di generazione in generazione di uomini, non di angeli. In noi c’è solo il nome e il ricordo, in cielo vi è la presenza. Il profeta, riferendosi al Figlio dice: “Il respiro della nostra bocca., l’unto del Signore; sotto la sua ombra vivremo tra le genti”. Con i beati del cielo, non si vive nell’ombra ma nella luce viva; tra gli splendori dei santi, Maria è la prima stella del mattino. La Vergine ha generato lo Splendore nell’ombra, in quell’ombra da cui è stata adombrata per opera dell’Altissimo. In ragione dunque è la Chiesa pellegrina nel cantare: “All’ombra di Colui che desideravo, mi sono riposata, e dolce è il suo frutto al mio palato”. La Chiesa anela alla pienezza della luce dello Sposo, ma deve accontentarsi di riceverlo nell’ombra. Se togliamo Maria, la stella del mare, mare particolarmente grande e immenso, cosa rimane, se non nebbia, ombre di morte e tenebre fittissime?

Veneriamo, dunque, con tutto il nostro fervore, con tutto il nostro affetto, Maria. Ella ha posto nel nostro credo un fratello; il fratello che Maria ha dato a noi è la nostra convinzione della vita eterna, in Lei noi abbiamo un avvocato che ci consiglia, ci esorta, ci difende, ci insegna la via per accostarsi a questo nostro Fratello. Noi ricorriamo a Maria; l’amore di Maria è puro, non solo perché Ella è pura da ogni peccato, ma puro per una particolare prerogativa. Noi dobbiamo essere certi che la sua intercessione alle nostre suppliche sarà esaudita; sicuramente il Figlio esaudirà la Madre; il Padre esaudirà il Figlio.

            Fratelli, questa è la scala di noi peccatori, è la nostra più grande fiducia, è tutta la nostra ragione di speranza. “Hai trovato grazia presso Dio”, disse l’Angelo a Maria. Sì, Ella troverà sempre grazia per noi presso Dio; ed è soltanto della grazia che noi abbiamo bisogno. Maria non ha cercato la sapienza, come Salomone, o le ricchezze, o gli onori: la grazia ha cercato, per poterla dispensare a noi, con gioioso amore materno, per la nostra salvazione. Non cerchiamo altre cose, cerchiamo solo la grazia di Dio per mezzo di Maria. In ammirazione di Maria, pertanto, il cantore ispirato diceva profetizzando: “Chi è Costei che sorge con l’aurora, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come un esercito?”.

            Maria, Ella sale al di sopra del genere umano, sale fino agli angeli, anzi  al di sopra degli angeli e di ogni creatura celeste. E’ lassù che attinge tutta la grazia necessaria a noi, per la nostra vita terrena e spirituale.

            Salve, Regina! Ti gloriamo, piena di grazia, dal cuore ricolmo di misericordia, dolcezza e speranza nostra; ti lodiamo, noi confidiamo, appoggiati a Te, di non scivolare nelle tenebre; protetti da Te non avremo paura e con la tua guida cammineremo sicuri, giungendo a destinazione con la consapevolezza di morire col tuo nome sulle labbra. O Signora, benedici il tuo popolo!”.

 

                                                                                               

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