N° 2 - Febbraio 2020
I PRECETTI GENERALI DELLA CHIESA CATTOLICA (Prima parte)
di Antonio Ratti

                                              

I cinque Precetti della Chiesa sono leggi morali positive obbligatorie per i fedeli cattolici. A differenza dei 10 Comandamenti, non sono presenti nella Sacra Scrittura, ma provengono dalla Tradizione cattolica e sono emanati dall’autorità ecclesiastica. Infatti la morale cristiana non comprende solo la Legge di Dio, ma anche quella della Chiesa, che è la continuatrice e la testimone vivente della missione di Gesù Cristo nel mondo.
La Legge di Dio ha il suo fondamento nel Decalogo ( 10 Comandamenti ), che, confermato e perfezionato dall’insegnamento di Gesù, fa sintesi dei più stretti doveri che l’uomo ha verso Dio, verso il prossimo e verso noi stessi.

La Legge della Chiesa si esprime nei Precetti Generali, che, facendo riferimento e attuando il contenuto dei Comandamenti, congiuntamente all’insegnamento diretto di Gesù, puntualizzano i primi ed indispensabili doveri che permettono a ciascuno di sentirsi consapevolmente cristiano. Quanto detto ci proviene in modo preciso e chiaro dal Catechismo della Chiesa Cattolica del quale riporto parti di alcuni commi del Capitolo Terzo, Articolo 3 (La Chiesa, Madre e Maestra) che specificano come sono nati i Precetti e perché:

2030  E’ nella Chiesa, in comunione con tutti i battezzati, che il cristiano realizza la propria vocazione. Dalla Chiesa accoglie la Parola di Dio che contiene gli insegnamenti della “Legge di Cristo.”

2031 
La vita morale è un culto spirituale. Nella liturgia e nella celebrazione dei sacramenti, preghiera ed insegnamento si uniscono alla grazia di Cristo, per illuminare e nutrire l’agire cristiano. Come l’insieme della vita cristiana, la vita morale trova la propria fonte e il proprio culmine nel sacrificio eucaristico.

2032 
La Chiesa, “colonna e sostegno della verità” (1Tm 3,15 ), ha ricevuto dagli Apostoli il solenne comandamento di Cristo di annunziare la verità della salvezza. E’ compito della Chiesa annunziare sempre e dovunque i principi morali anche circa l’ordine sociale, e così pure pronunciare il giudizio su qualsiasi realtà umana, in quanto lo esigano i diritti fondamentali della persona umana o la salvezza delle anime.

2033
   Il Magistero dei Pastori della Chiesa in materia morale ordinariamente si esercita nella catechesi e nella predicazione. In tal modo, di generazione in generazione, sotto la guida e la vigilanza dei Pastori, si è trasmesso il “deposito” della morale cristiana. Tale catechesi ha tradizionalmente preso come base, accanto al Credo e al Pater, il Decalogo, che enuncia i principi della vita morale validi per tutti gli uomini.

2034  
Il Romano Pontefice e i Vescovi “sono i dottori autentici, cioè rivestiti dell’autorità di Cristo, che predicano al popolo loro affidato la fede da credere e da applicare nella pratica della vita”. Il Magistero ordinario e universale del Papa e dei Vescovi in comunione con lui insegna ai fedeli la verità da credere, la carità da praticare, la beatitudine da sperare.

2036  
L’autorità del Magistero si estende anche ai precetti specifici della legge naturale, perché la loro osservanza, chiesta dal Creatore, è necessaria alla salvezza. Richiamando le prescrizioni della legge naturale, il Magistero della Chiesa esercita una parte essenziale della sua funzione profetica di annunziare agli uomini ciò che essi sono veramente e di ricordare loro ciò che devono essere davanti a Dio.

2037  
La Legge di Dio, affidata alla Chiesa, è insegnata ai fedeli come cammino di vita e di verità. I fedeli hanno, quindi, il diritto di essere istruiti intorno ai precetti divini salvifici, i quali purificano il giudizio e, mediante la grazia, guariscono la ragione umana ferita. Hanno il dovere di osservare le costituzioni e i decreti emanati dalla legittima autorità della Chiesa. Anche se sono disciplinari, tali deliberazioni richiedono la docilità nella carità.

2040  
In tal modo può svilupparsi tra i cristiani un vero spirito filiale nei confronti della Chiesa. La Chiesa, nella sua sollecitudine materna, ci accorda la misericordia di Dio, che trionfa su tutti i nostri peccati e agisce soprattutto nel sacramento della Riconciliazione. Come madre premurosa, attraverso la sua lingua, giorno dopo giorno, ci elargisce anche il nutrimento della Parola e dell’Eucarestia del Signore.

2041
   I precetti della Chiesa si collocano in questa linea di una vita morale che si aggancia alla vita liturgica e di essa e di essa si nutre. Il carattere obbligatorio di tali leggi positive promulgate dalle autorità pastorali, ha come fine di garantire ai fedeli il minimo indispensabile nello spirito di preghiera e nell’impegno morale, nella crescita dell’amore di Dio e del prossimo.
Dai citati commi del Catechismo ufficiale della Chiesa, che ho parzialmente trascritto, si evince lo scopo e le intenzioni che hanno indotto la Chiesa a formulare nel tempo i Precetti: lo dice esplicitamente l’ultimo periodo del comma 2041. ( continua )

 

                                                                                


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