N° 11 - Dicembre 2017
I Vangeli del mese
di Claudia Pugnana


Dom. 3/12/2017  I^ Avvento anno B (Mc 13,33-37)
Oggi  celebriamo la prima domenica di Avvento, il Tempo liturgico di quattro settimane che ci prepara alla nascita di Gesù.
Il breve ma intenso brano evangelico di San Marco ha il compito di farci riflettere sulla caducità del tempo che viviamo e sulla necessità di essere pronti al passeggio nella vita vera, quella eterna, quella che il nostro “io profondo” anela da sempre.
Il cristiano è chiamato ad essere attento in ogni momento della sua vita.
La sua attenzione deve essere riservata a quello che fa, a quello che dice e a quello che pensa: non possiamo ridurci ad essere inutili come le foglie avvizzite che ci presenta  Isaia nella prima Lettura di oggi.
Chi non è alla sequela di Dio perde vitalità ed avvizzisce.
Il Natale è  festa  perché Dio viene a redimere l’uomo dai suoi errori e ad accendere in lui la speranza di diventare migliore.
Il Natale è un dono: possiamo renderlo fruttuoso o sprecarlo ….. Pensiamoci.

Dom. 10/12/2017  II^ Avvento Anno B (Mc 1, 1-8)

“Inizio del Vangelo di Gesù Cristo Figlio di Dio”: sono nove parole che riassumono tutto il messaggio evangelico.
San Marco è il primo evangelista che cerca di mettere ordine nei tanti racconti che venivano fatti su Gesù, sulla Sua vita e sul Suo insegnamento negli anni immediatamente successivi alla Resurrezione.
La parola “inizio” traduce il termine greco “archè” che ha anche il significato di “fondamento”,”nocciolo della questione”, per cui potremmo interpretare la frase in questo modo: “Fondamento  di ciò che si rivela al mondo come bella notizia: Gesù Cristo,Figlio di Dio”.
La parola ” Vangelo” viene dalla lingua greca e significa “ bella notizia”.Veniva usata nel mondo greco-romano  riferendosi ad annunci che facevano pensare a conseguenti tempi di pace: annuncio di una vittoria strepitosa contro i nemici dell’impero o annuncio della nascita di un principe ereditario che dava stabilità all’impero.
Gesù è portatore di pace. L’evangelista lo sottolinea ancora utilizzando la parola “Cristo” che traduce la parola ebraica “Messia”, “il prescelto” che avrebbe istaurato un Regno di pace. Gesù non parla mai di tale identità e la manifesta soltanto nel momento della Sua condanna, rispondendo in modo affermativo alla domanda del sommo sacerdote.
Con le parole “Figlio di Dio” inizia un nuovo modo di essere dell’uomo in Gesù: nessuno può più sentirsi lontano da Dio, poiché Egli ci è Padre.
La venuta di Gesù viene annunciata dal cugino Giovanni e  la sua missione ci appare come la realizzazione della profezia di Isaia.
Giovanni compie il rito del Battesimo su tutti quelli che si pentivano e volevano convertirsi.
E’ descritto come un asceta che ha rinunciato a tutti gli agi del mondo e vive in povertà nel deserto. Il suo compito è quello di preparare la gente all’incontro con il Messia, colui che porterà l’Amore per gli uomini.

  Dom. 17/12/2017 III^ Avvento Anno B  (Gv 1,6-8.19-28)

Il brano evangelico di oggi è formato da due versetti del Prologo e da nove della prima parte del Vangelo di San Giovanni.
Nei versetti 6-8 ci viene presentato il Battista: è un inviato di Dio, è testimone della divinità di Gesù ed ha la missione di portare tutti alla fede, non è lui il Messia.
Anche nei versetti 19-21 ribadisce di non essere il Cristo e probabilmente l’evangelista sottolinea questo concetto per cercare di far desistere alcuni discepoli del Battista che si erano legati alla setta dei mandei, la cui dottrina definiva Giovanni “il profeta” e Gesù un impostore.
Nel versetto 26  Giovanni Battista dice di essere solo colui che deve rivelare l’ingresso di Cristo nella storia.

Dom. 24/12/2017 IV^ Avvento Anno B  (Lc 1,26-38)

Il Vangelo di questa domenica è lo stesso della festa dell’Immacolata concezione e della festa dell’Annunciazione.
Ci presenta l’incontro tra Maria e il messaggero di Dio, l’angelo Gabriele.
E’ il momento più importante della storia dell’umanità per i credenti: con la risposta di Maria, libera creatura, sarebbero cambiate le sorti degli uomini.
Maria è una giovanissima abitante di Nazareth, piccolo villaggio della Galilea, così sconosciuto che per alcuni archeologi era frutto della fantasia degli evangelisti (finché non se ne sono ritrovati resti) ed è fidanzata di Giuseppe.
La proposta che le viene fatta è credibile soltanto per chi ha una fede grande e accettarla significa annullare se stessa, i propri progetti, le proprie certezze, significa esporsi al giudizio della gente e dei rabbini, significa perdere la propria vita.
L’angelo Gabriele la saluta con la parola greca “chaire” che significa “rallegrati”,”sii felice” e le manifesta il progetto di Dio, che definisce onnipotente ( “nulla è impossibile a Dio”) raccontando che anche l’anziana Elisabetta, cugina di Maria, è incinta di sei mesi.
Maria non ha bisogno di prove rispetto alle affermazioni di Gabriele: appena l’angelo termina di parlare si sottomette al progetto di Dio, accetta di fare la Sua volontà.
Due parole per San Giuseppe.
Non si parla molto di lui nei Vangeli, ma se non avesse accettato di prendere con sé Maria, riconoscendo la straordinarietà della sua gravidanza, la Madonna avrebbe rischiato la condanna alla lapidazione, prevista per le adultere.
Grazie Giuseppe per aver creduto all’incredibile!

25/12/2017 Santo Natale  Anno B- Messa del giorno- (Gv 1, 1-18)

Il prologo del Vangelo di San Giovanni è questo inno diventato una delle pagine più conosciute dell’intera Bibbia.
L’inizio rimanda al Bereshit  del libro della Genesi dove la Parola di Dio crea ogni cosa e l’evangelista sottolinea che Cristo è all’origine del mondo e della vita. Ci presenta poi l’immagine antitetica della luce (simbolo di vita e salvezza) e delle tenebre (simbolo della morte, del peccato e del potere del male): la venuta di Gesù-luce nella storia crea tensione e rifiuto per alcuni e accettazione nella fede per altri.
Chi ha fede è considerato figlio di Dio, si guadagna l’elezione a fratello di Gesù.
Nel versetto 14 viene espresso il fatto dell’Incarnazione del Logos con la metafora della tenda in cui è venuto ad abitare: Dio non abita più nel Tempio di pietra di Gerusalemme, ma nella “carne” di Gesù.
L’Eterno e l’Infinito divini entrano nel tempo e nello spazio propri dell’uomo … e questa considerazione non piaceva alle dottrine gnostiche che volevano conservare il Verbo nel suo mondo trascendente. Alcuni esegeti dicono che Giovanni ha rimarcato il tema dell’Incarnazione perché mentre scriveva si stavano diffondendo queste eresie.
San Giovanni Battista porta la sua testimonianza sul primato di Cristo rispetto a lui e ne esalta la missione presso gli uomini.
Gesù offre all’uomo “la grazia e la verità”. La Grazia   è la salvezza che viene data “grazia su grazia”, cioè con un’effusione costante e piena. La Verità per Giovanni è la rivelazione di Dio e del Suo mistero che Gesù può dare agli uomini senza riserve e con autenticità.

Dom. 31/12/2017 Sacra Famiglia Anno B (Lc 2,22-40)

Gesù viene trattato come ogni bambino ebreo appena nato.
Viene circonciso, secondo la prescrizione mosaica, ed entra a far parte del popolo ebreo. Viene poi portato al tempio a Gerusalemme per essere “riscattato”, secondo la tradizione che, dopo la liberazione dalla schiavitù in Egitto, ogni primo ebreo maschio era consacrato a Dio (Esodo 13,2) e la famiglia, per riaverlo, doveva offrire un obolo al Signore (una coppia di tortore o di colombi).
Mentre stanno compiendo il rito nel tempio Maria, Giuseppe e il Bambino vengono avvicinati da due persone che rappresentano i “poveri del Signore”, cioè i veri fedeli. Sono Simeone ed Anna, la vedova anziana.
Entrambi, mossi dallo Spirito Santo, riconoscono nel neonato “ la redenzione di Gerusalemme” e “il conforto d’Israele”.
Simeone,”uomo giusto e timorato di Dio”, si rivela come profeta, poiché vede in quel bambino un “segno di contraddizione”, con il quale si dovrà confrontare tutta l’umanità, nell’accettazione o nel rifiuto.
Anche Maria parteciperà alla vita del Figlio, ma la sua anima sarà trafitta dalla spada del dolore.
Simeone pronuncia l’inno Nunc dimittis, un saluto festoso alla venuta del Messia,  che viene recitato ancora oggi nella Liturgia delle ore a Compieta.
Anche Anna vede in Gesù l’artefice della futura redenzione d’Israele.
Dopo aver compiuto il loro dovere di genitori religiosi tornano a Nazaret, dove Gesù visse la sua infanzia, ricevendo sapienza e grazia .

 



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