N° 11 - Dicembre 2017
Dal "diario" di un parrocchiano
di Enzo Mazzini

Domenica 29 ottobre -
Dopo aver partecipato, come sempre, alla S. Messa delle 9,30 presso la Chiesa di San Martino, sono corso nella Chiesa di S. Giuseppe dove sarebbe stata celebrata una santa Messa dal significato davvero particolare: a celebrarla sarebbe stato il nostro amato Padre Onildo che per tanti anni è stato nostro parroco e nostra alta guida spirituale e che ora è stato inviato a svolgere il suo apostolato in una parrocchia della Val d'Aosta. 
La chiesa di S. Giuseppe era veramente stracolma di fedeli come a significare che si trattava di un grande avvenimento religioso. Anche i giovani, i bambini e le bambine partecipano in massa a questo grande appuntamento, pervaso da un velo di grande commozione e nostalgia.
Io ho sostituito Pier Giuseppe nel compito di organista, essendo lui assente per un importante impegno familiare ed ho scelto dei canti liturgici che erano i prediletti da Padre Onildo. La corale di S. Giuseppe era presente al gran completo per solennizzare un così sentito avvenimento.
Molto profonda l'omelia di Padre Onildo che non sto a sintetizzare perché sciuperei l'alto insegnamento che ne è derivato e, attraverso il quale, i fedeli hanno ricevuto profonde indicazioni sui doveri del cristiano.
Dopo la S. Messa tutti si sono trovati in sacrestia per riabbracciare il loro indimenticabile pastore e per manifestare la grande stima ed il grande amore che nutrono per lui. Ci è stata di grande conforto la promessa che non ci dimenticherà e che spesso ritornerà fra di noi per glorificare con noi nostro Signore, la nostra Madre Celeste e San Giuseppe, nostro patrono e, da parte nostra, per ringraziarLi del grande dono che ci hanno fatto, affidandoci a lui per quasi dieci anni.
Dobbiamo essere riconoscenti anche al suo ordine religioso: "Fraternità Missionaria di Maria" che, dal lontano Guatemala, ha inviato in Italia dei Pastori semplicemente meravigliosi. Come non ricordare Padre Carlos, Padre Victorio ed ora Padre Mario e Padre Domingo ultimo arrivato, oltre ovviamente Padre Onildo? Sicuramente la nostra Madre del Mirteto non ci abbandona e ci è venuta in aiuto, affidandoci a questi pastori semplicemente meravigliosi.
Ora spetta a Padre Mario di continuare a sostituire Padre Onildo nella guida delle anime di San Giuseppe e San Martino, con un impegno veramente commovente, dato che Padre Mario svolge, contemporaneamente, il gravoso impegno di parroco anche in un'altra importante e popolosa realtà: San Lazzaro. È vero che Padre Mario è ancora giovane e pieno di energia, ma l'impegno attualmente assolto è davvero straordinario ed esemplare! Senza poi parlare di molte altre sue iniziative e la cura particolare nel seguire i fratelli ammalati. Non dice mai che è occupato: trova sempre il tempo per tutto, addirittura anche per seguirci nei Pellegrinaggi Mariani mensili, facendoci da guida spirituale durante il viaggio in autobus e poi dedicandosi interamente alle confessioni durante le celebrazioni delle Sante Messe. Grazie Padre Mario da tutti noi. Sei semplicemente meraviglioso!

Sabato 4 novembre -
Oggi, primo sabato del mese, si svolge il Pellegrinaggio Mariano mensile, presieduto dal Vescovo, S.E. Mons.Luigi Ernesto Palletti ed ha come meta un santuario meraviglioso, quello di N. Signora della Guardia di Levanto.
Il percorso da compiere è quindi più lungo del solito e per questo l'ora di partenza è anticipata alle 6,30.
L'autobus inviatoci dalla Ditta Lorenzini è come sempre un pullman di gran turismo e devo dire che questa volta la scelta è stata avveduta, dato che il numero di fedeli partecipanti al pellegrinaggio è molto superiore rispetto a quello consueto. Meno male che il numero dei partecipanti aumenta, come noi avevamo auspicato nel precedente numero del Sentiero! Oggi, come la volta scorsa, siamo accompagnati, oltre che da Agostino che come sempre è l'organizzatore, anche da Padre Mario che ci fa pure da guida spirituale, oltre a dare la sua collaborazione spirituale nelle confessioni durante la S. Messa.
Arriviamo a Levanto in perfetta puntualità. Una breve e piacevole passeggiata, lungo la riva marina, ci consente di raggiungere la Chiesa di S. Andrea. Io sono colto da una certa emozione nell'entrare in questa chiesa meravigliosa. Lì era stato parroco per molti anni un mio cugino al quale sono profondamente legato: Don Domenico Lavaggi che, fra l'altro, è anche un prezioso collaboratore del Sentiero. Come non ricordare i suoi numerosi e meravigliosi articoli già pubblicati sul Sentiero? Ed altri sono in attesa di essere pubblicati. Fra l'altro, proprio nel grande piazzale antistante la chiesa, mia figlia Manuela ha tenuto un concerto per pianoforte davvero memorabile!
Quindi capite bene che il mio cuore era abbastanza in subbuglio.
Comunque, alle ore 8, in perfetto orario, il nostro Vescovo dà inizio al pellegrinaggio, rivolgendoci il seguente invito: "Carissimi, nelle celebrazioni che pochi giorni fa abbiamo vissuto, siamo stati richiamati non semplicemente alla fugacità della vita, ma al destino meraviglioso a cui siamo destinati e la vita quindi non è una corsa verso il nulla, ma è pellegrinaggio caratterizzato dalla speranza, che è certezza, alimentata dalla preghiera, sostenuta dalla carità reciproca. Il gesto mensile che viviamo è un ulteriore richiamo a questa verità: la speranza anima la nostra preghiera; siamo certi che non è un'invocazione lanciata nel vuoto, ma accolta da un cuore accogliente e amorevole che esaudirà certamente quello che chiediamo.
Questa certezza non ci esime dal nostro impegno nel vivere la fede testimoniandola nella carità così da trasmetterla e aiutare i ragazzi e i giovani a crescere nella conoscenza di Gesù e lasciarsi interrogare da Lui, prestando ascolto alla Sua voce che ci invita a seguirlo. Noi con fiducia filiale raccomandiamo i nostri giovani e chiediamo il dono di sante vocazioni”.
Quindi don Giorgio Rebecchi procede alla recita del santo Rosario che inizia nella chiesa di S. Andrea e prosegue lungo le strade di Levanto che hanno condotto i fedeli in processione al Santuario di N. Signora della Guardia dove viene celebrate una solenne Santa Messa, mentre numerosi sacerdoti erano a disposizione per le confessioni dei fedeli.
Molto profonda e densa di contenuti, come sempre, l'omelia del Vescovo che ha sottolineato l'importanza della odierna ricorrenza della festa di San Carlo Borromeo, Vescovo di Milano e grande riformatore della Chiesa ai tempi del cinquecentesco Concilio di Trento. Oggi, ai piedi di Maria celebriamo la grande figura di S. Carlo che tocca anche la nostra esistenza.
"Innanzitutto la tocca perché S. Carlo sa cogliere la novità dell'essere cristiano nel suo tempo e lo fa proprio prendendo, anzi portando operativamente in atto, ciò che allora era stato deciso nel grande Concilio Ecumenico, come una riforma profonda della Chiesa, una riforma che vedeva la Chiesa veramente ritoccata profondamente, non in quanto Chiesa, ma in quanto membri, in quanto fa ritrovare quella genuinità evangelica del cammino, quella correttezza del comportamento di vita, quell'autenticità nella preghiera, quella dedizione alla carità, quella fedeltà alla parola. Ecco, S. Carlo compie tutto questo. Lo compie nella sua storia concreta, dunque tenendo presenti i suoi tempi, i modi di quell'epoca, la sensibilità di quell'epoca, ma fa scendere l'Evangelo in mezzo al suo popolo. Noi dobbiamo dunque coglierlo così e lo vogliamo fare ovviamente alla luce della Vergine Maria, la quale rimane sempre Madre ed anche Maestra del nostro cammino: Madre perché ha generato il nostro Redentore e dalla Croce ci ha ricevuti come figli, Maestra perché ci insegna con la Sua preghiera, con il Suo silenzio, con la Sua presenza costante, anche eroica, a rimanere lì dove il Signore ci ha posto, dove Lui ci ha voluto, ci ha collocati, ci ha chiamati, perché quello è il posto della nostra testimonianza". ......"Oggi la situazione storica è diversa, ma l'esigenza è la stessa e cioè di tornare all'autenticità del Vangelo, sia personalmente, sia come comunità. Senza un autentico incontro col Signore non può esserci alcun rinnovamento". Ma il Vangelo richiede anche visibilità, non solo interiorità, dunque, ma anche il camminare insieme, il proporLo. La fede non va solo creduta ma anche annunciata. Ebbene S. Carlo fece tutto questo, tenendo conto della sensibilità dei suoi tempi.
Concludendo: "Alla luce di San Carlo rivediamo quindi il nostro cammino, riscopriamo la penitenza perché porta a Dio e riscopriamo la luce del Vangelo perché ci permette la carità. Proponiamoci, come chiede il Papa, sempre, che il Vangelo torni ad essere il centro della vita. Quante notizie inutili sentiamo ogni giorno! Il Vangelo che è la lieta notizia, non va sentito solo la domenica, ma deve essere il riferimento quotidiano. Bisogna tornare ad Esso, leggendoLo e meditandoLo. Così c'è rinnovamento vero e vita autentica nel nome del Signore Gesù".
Al termine di questa bellissima S. Messa e dopo il rituale momento conviviale, abbiamo raggiunto l'autobus che ci ha riportati alle nostre case, ancora una volta con tanta serenità interiore e ringraziando il buon Dio dei doni che distribuisce a piene mani e con tanta generosità.


Giovedì 9 novembre -

Questa mattina sono corso nella Chiesa del Preziosissimo Sangue dove, alle ore 7,30 è stata celebrata una bellissima S. Messa, in collegamento diretto con Radio Maria, in occasione della Feste di "Dedicazione della Basilica Lateranense". La cerimonia è stata aperta da Elio Gentili che, come sempre, riesce a fare delle presentazioni e ricostruzioni storiche semplicemente meravigliose e sono lieto di riportare quella odierna, integralmente, all'attenzione dei lettori del Sentiero: "La Parrocchia del Preziosissimo Sangue in Luni. Ai piedi delle colline che digradano dalle Alpi Apuane verso il mare, sul confine tra la Liguria orientale e la Toscana, in provincia della Spezia, sorge la parrocchia del Preziosissimo Sangue di Luni.
La parrocchia prende il nome dall'antica città di Luna, fondata sulle rive del mare Tirreno dai Romani nel 177 a.C., i cui ruderi imponenti affiorano a poche centinaia di metri dalla chiesa.
In epoca imperiale la città di Luni si ingrandì e si arricchì di opere d'arte grazie al florido commercio dei marmi che venivano estratti dalle vicine cave apuane per essere imbarcati nel suo porto in direzione di Roma. La presenza di imponenti monumenti emergenti nell'area archeologica, come l'anfiteatro, il Foro e il teatro, la cattedrale di S. Maria Assunta testimoniano l'importanza della città.
Secondo la tradizione, l'annuncio del Vangelo fu portato agli abitanti di Luni da un discepolo di San Paolo e già nel 275 il presbitero lunense Eutichiano era eletto Papa, martirizzato nel 283 sotto l'imperatore Numeriamo. La persecuzione colpì duramente la florida comunità cristiana lunense, come testimoniano i santi vescovi della diocesi lunense Basilio, Solaro,Terenzio e Ceccardo che subirono il martirio durante le invasioni barbariche. Un esempio clamoroso si verificò il Venerdì Santo dell'anno 782 quando approdò nel porto di Luni una navicella senza equipaggio. Sulla tolda fu trovata un'ampolla contenente il Sangue di Cristo inserita all'interno di una croce con l'immagine del Salvatore. La Reliquia del Sangue fu custodita nella cattedrale di Luni, mentre la Croce, definita Volto Santo, fu portata a Lucca dove ancora oggi è venerata.
La città di Luni decadde lentamente a causa dell'impaludamento del porto e della malaria, finché agli inizi del secolo XIII venne abbandonata dal vescovo e dalla popolazione che si rifugiava sulle vicine e più salubri colline dove sorsero nuovi paesi. La morta città fu visitata nel 1306 dal poeta Dante, alla quale dedicò versi struggenti nel canto XVI del Paradiso.
Le comunità dei borghi collinari non dimenticarono le loro radici e per lunghi secoli continuarono a scendere ogni anno in processione, per le Rogazioni di S. Marco, per pregare sui ruderi della antica cattedrale di S. Maria. Dopo la bonifica delle terre paludose, avviata nel secolo XIX, si verificò una lenta migrazione dai paesi collinari verso la pianura, tanto che nel 1936 fu costruita per comodità della popolazione una chiesetta nella frazione di Isola. Nel dopoguerra, in seguito alla massiccia urbanizzazione del territorio, l'allora parroco di Isola mons.Felice Viani dava inizio, non molto distante dall'antica cattedrale di Luni, alla costruzione al centro della nuova parrocchia di una grande chiesa intitolata al Preziosissimo Sangue che venne inaugurata il 30 giugno 1960.
L'edificio si affaccia su un vasto piazzale in cotto circondato da piante di ulivi e aiuole fiorite e presenta una bella facciata in stile ligure, sovrastata da uno svettante ed originale campanile. L'interno, a una sola navata, raccoglie nell'avancorpo numerosi reperti marmorei, capitelli e bassorilievi provenienti dagli scavi di Luni, a testimonianza delle antiche radici della comunità. La navata è pavimentata in marmo di Carrara, come di marmo sono l'altar maggiore, l'ambone e il fonte battesimale. Tre grandi sculture in bronzo, realizzate della prof.ssa Giuliana Racchi-Iannucci, ornano la parete del presbiterio e rappresentano, al centro, un imponente Crocifisso, con le mani protese verso l'alto e sulla sinistra, in basso, l'immagine della Madonna Addolorata sorretta da S. Giovanni e da Maria Maddalena e a destra un angelo con grandi ali spiegate che fanno da cornice e protezione al tabernacolo.
La parrocchia celebra la solennità del Preziosissimo Sangue, titolare della chiesa, la prima domenica di luglio, mentre la seconda domenica di settembre si festeggia la Madonna Addolorata, scelta come patrona per desiderio dell'allora parroco don Lodovico Capellini.
La comunità conta circa 6 mila anime ed è guidata dal parroco don Carlo Cipollini. Nell'oratorio adiacente alla chiesa si svolgono diverse attività di catechesi, incontri interparrocchiali, conferenze, giochi per bambini. Operano in parrocchia l'associazione "Progetto Gemma" che offre sostegno economico a madri in difficoltà, il gruppo che coordina le Adozioni a distanza e tre comunità neocatecumenali. Una Corale, diretta dal dott. Giuseppe Cecchinelli, anima tutte le celebrazioni ed anche questa liturgia con Radio Maria".
Dopo la recita del S. Rosario e delle Lodi, è stata celebrata una S. Messa molto sentita e partecipata, arricchita da canti meravigliosi eseguiti dalla Corale di Caffaggiola, diretta dal dott. Giuseppe Cecchinelli . Molto profonda, come sempre, l'omelia del parroco don Carlo Cipollini.


Giovedì 9 novembre -
Alle ore 21, nella meravigliosa ed antica Chiesa di S. Martino in Casano, si è svolta l'Ora di Adorazione per le Vocazioni, programmata dal Gruppo Iterparrocchiale, con una nutrita partecipazione di fedeli e la presenza dei parroci dell'intera Vicaria.
Dopo il canto di Esposizione del Santissimo e la recita della preghiera di adorazione, segue una breve pausa di silenzio e di preghiera personale.
Quindi inizia una prima meditazione: "Nella solennità di tutti i santi la liturgia ci fa volare in alto...la madre Chiesa ci invita a superare ogni confine di tempo e di spazio per riconoscerci parte di una moltitudine immensa di uomini e donne, a noi cari o sconosciuti, che hanno risposto a quel Dio che da sempre li ha amati e chiamati a una vita da figli, sulle orme di Cristo, unico Maestro: sono i santi, gli uomini e le donne delle beatitudini, non eroi, non gente super dotata o straordinaria, ma persone di qualsiasi condizione che Dio ama, guarda e sceglie singolarmente, attirandoli a sé. In questa schiera infinita di chiamati ci siamo anche noi...Viviamo questo momento di adorazione, pronti ad essere santificati dalla potenza di Dio e disposti a divenire strumenti nelle Sue mani per rendere concreto e visibile il Suo amore nel mondo, assetato di salvezza". Seguono quindi vari momenti di silenzio e preghiere personali, intervallati da altre bellissime meditazioni predisposte da Padre Mario, quali:

"Questa sera, siamo raccolti per meditare il volto della santità. I nostri occhi sono rivolti verso Gesù e già ora possiamo contemplare lo splendore dell'Amore che nasce dalla santità del Suo cuore. In questa adorazione eucaristica vogliamo, dunque, percorrere la strada che ci conduce per vivere e rispondere a questa chiamata: "Essere santi, come Lui è Santo."

Abbandoniamoci nelle Sue mani, distacchiamoci da ogni affanno o pensiero che può ostacolare questo momento di preghiera". Dopo altri momenti di lettura di importanti meditazioni, la recita della preghiera di San Massimiliano kolbe a Maria Santissima e la preghiera rivolta al Padrone della messe per chiedere il dono delle vocazioni, l'Ora di Adorazione si conclude con la Benedizione Eucaristica.

 



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