N° 11 - Dicembre 2017
Don Giancarlo Gramolazzo
di Andreani Paolo

Don Giancarlo Gramolazzo era nato il 16 Novembre del 1944 ad Ortonovo (Sp). All’età di 12 anni aveva sentito la chiamata di Dio alla vita sacerdotale intraprendendo il suo cammino vocazionale nella famiglia fondata da Don Orione, dove si era distinto per grande pietà e per uno spirito di allegria e di fraternità.
Fu ordinato Sacerdote ad Ortonovo, il 28 Luglio 1973, nella gioia dei suoi 29 anni. Fin dai primi anni della sua vita sacerdotale, Don Giancarlo si era impegnato nei due seminari orionini di Roma (Montemario e Istituto S.Maria), nella formazione dei seminaristi con l’amorevolezza di un padre e la competenza di un educatore, dando ai suoi ragazzi esempio di preghiera e di fedeltà allo spirito del fondatore. Qualche anno dopo, a 40 anni, dopo aver superato con sofferenza e con tenacia un tumore, accettò l’incarico di assistente all’Istituto Orfani di Roma – Montemario.
Nel 1990 diveniva direttore del Piccolo Cottolengo di Monteverde a Roma. Nel 1999 fondò la “Famiglia dell’Immacolata Concezione”, che, secondo il suo desiderio, doveva essere un cenacolo di preghiera. Grande esperto di possessione diabolica e di esorcismo, dal 2000 fino alla morte rivestì la carica di Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti.
Negli ultimi mesi di vita desiderò rimanere a fianco dei suoi anziani prediletti per affrontare la grave malattia che in breve tempo l’avrebbe portato all’incontro con il suo Signore, al quale si preparò nell’umiltà e nella preghiera. Si spegneva serenamente la sera dell’8 Novembre 2010, assistito con amore e con il conforto sacramentale di Gesù Eucaristia. Personalmente non ho mai avuto rapporti di amicizia con Don Giancarlo, d’altronde lasciò Ortonovo a 12 anni ed oltre a centinaia di Km ci separavano 15 anni d’età, ma di lui ricordo, durante i suoi sporadici soggiorni ortonovesi, lo spirito di allegria con cui si rivolgeva a noi ragazzi, come se ci fossimo sempre frequentati, con la battuta pronta e rigorosamente in un dialetto spontaneo, quasi a ricordare le proprie origini, evidentemente mai dimenticate.
Ma nel libro della memoria c’è un evento che mi ricorda Don Giancarlo, una gita di 2 giorni a Roma organizzata dal nostro parroco, Don Barbiero, credo fosse l’estate del 1975.
Quel pullman di 50 ortonovesi era composto soprattutto dai giovani del coro parrocchiale, che grazie all’intercessione di Don Giancarlo, cantò nella Basilica di San Pietro, la chiesa cattolica più grande al mondo, accompagnati all’organo da mio fratello Giulio. L’emozione era tanta, pensate, ci trovavamo nel cuore pulsante del cattolicesimo, dove ogni anno milioni di pellegrini giungono da ogni parte del mondo per pregare ed ottenere la benedizione del Papa. Quell’emozione ci stava accompagnando sin dall’arrivo nella grande piazza antistante la Basilica, che il Bernini realizzò con imponenti colonnati ed enormi statue, quasi a significare di quanto fosse piccolo l’uomo di fronte alla casa di Cristo. Eravamo tutti affascinati non solo dalla sacralità del luogo ma anche colpiti dalla ricchezza artistica degli interni, dove la Pietà di Michelangelo troneggiava su tutto il resto e il fatto che fosse stata scolpita nel marmo apuano, la rendeva quasi familiare.
Il soggiorno a Roma ci fu garantito proprio dall’Istituto di Montemario, sempre grazie a Don Giancarlo, che in quei 2 giorni ci fece da cicerone, guidandoci e descrivendoci le meraviglie romane, la fontana di Trevi, Piazza di Spagna con la scalinata di Trinità dei Monti, Piazza Navona, il Colosseo, il Foro Romano ecc. ecc., percorrendo vie con permessi speciali ed ingressi riservati, attraversando la periferia per visitare le catacombe sulla via Appia e le fontane di Tivoli a Villa d’Este. Fu veramente una girandola di emozioni e un’indimenticabile spasso.
Ricordo che l’autista del pulman di “Lorenzini”, un certo “Paolino”, che ci conosceva tutti, ci confidò che quello che eravamo riusciti a visitare noi in quei 2 giorni, le normali gite riuscivano a farlo in una settimana. Giancarlo, ora che i ricordi si fanno più vivi mi viene spontaneo chiamarlo per nome, non per mancanza di rispetto, bensì per confidenza, era riuscito con quella gita a trasmettere a tutti noi felicità e un senso di partecipazione che, nei mesi successivi, portò il coro a trasferte canore presso altre parrocchie.
I ricordi dell’infanzia sono sempre i migliori, non solo per l’età, forse per la purezza che era ancora in noi e scevri da ogni compromesso.
Concludo confessandovi che, quando la redazione del Sentiero mi ha proposto di scrivere alcune righe in ricordo di Don Giancarlo, inizialmente non sapevo proprio cosa dire ma per fortuna i ricordi mi son corsi in aiuto e mi hanno permesso di risvegliare le emozioni provate in quei giorni, ormai dimenticate. Ho accettato non solo per ricordare una persona che col proprio esempio di vita, incentrato sulla cultura e sulla purezza di spirito, ha dato lustro al paese di Ortonovo ma anche per l’amicizia che accomuna da sempre la sorella maggiore di Don Giancarlo, Lina, a cui mando un abbraccio fraterno, a mia mamma.


PREGHIERA

COMPOSTA DA DON GIANCARLO

Santissima Trinità, Mistero immenso di Amore

che hai reso sempre più misteriosa la mia vita

nella mia anima e nel mio corpo.

Tu che con la misericordia del Padre

mi hai aperto la porta del cielo,

Tu che con il corpo e il sangue prezioso del Figlio

hai elevato il mio corpo e la ma anima a Te

donando vita purificata.

Tu che con lo Spirito Santo mi hai parlato

della Verità di Dio.

Tu che attraverso la Vergine Immacolata

mi hai chiamato a desiderare e vivere

la vocazione alla sanità, accoglimi in paradiso

con la Vergine Trasfigurata tra i cori degli angeli

e nella comunione dei santi a contemplare e adorare

il mistero trinitario per l’eternità


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