N° 5 - Maggio 2017
Dal diario di un parrocchiano
di Enzo Mazzini

Sabato 25 marzo- Oggi è festa grande nella comunità dell'Annunziata perché si festeggia l'Annunciazione del Signore. Il diacono Agostino, che si impegna con tutte le sue forze per salvaguardare e rendere sempre più bella la Chiesa dell'Annunziata, si dà come sempre un gran da fare per onorare la nostra Madre Celeste e solennizzare questa importante ricorrenza. Non per niente sono presenti 7 sacerdoti e numerosi fedeli che sono corsi anche dalle altre parrocchie per eseguire una solenne messa "De Angelis" ed altri bellissimi inni sacri. Veramente toccante l'omelia di don Carlo Cipollini che ha fatto rilevare come ognuno di noi, dopo aver ascoltato l'annuncio evangelico odierno, è chiamato a seguire la parola del Signore che a volte ci può apparire un po’ dura perché non siamo ancora pronti ad accoglierla, ma in realtà quello di Gesù è sempre un invito all'amore verso il prossimo.
Ritornando a casa, siamo accompagnati dalla parola che abbiamo ascoltato e dobbiamo essere desiderosi di annunciare il Vangelo a tutti i fratelli.

Sabato 1 aprile - Oggi è in programma il Pellegrinaggio Mariano mensile, presieduto dal nostro Vescovo, Mons. Luigi Ernesto Palletti e che si svolge nella Chiesa della SS. Annunziata in Castiglione Vara. I fedeli delle parrocchie di Ortonovo si recano all'appuntamento utilizzando un autobus della ditta Lorenzini,con la massima puntualità e partecipazione. Alle ore 8 il nostro Vescovo apre la bellissima cerimonia e quindi prende il via la grande processione verso la Chiesa della SS. Annunziata, con la recita del S. Rosario.

Arrivati alla chiesa, viene celebrata la S. Messa da parte del nostro Vescovo che svolge una bellissima omelia che di seguito riporto: "Mai un uomo ha parlato così" e sono le guardie che dicono questo. "Mai un uomo ha parlato così". Ecco, di fronte al Signore Gesù, veramente sorge una meraviglia nuova, una meraviglia che può portare anche confusione, al primo momento, e certamente porta a posizioni diverse. Alcuni dicono: "Ma, chissà, forse che non sia il Cristo", altri che invece dicono: "No, non è possibile, non viene di qui". Altri dicono: "Ma noi non sappiamo da dove dovrebbe venire mentre di questo sappiamo tutto". Ecco, allora veramente ci troviamo di fronte a questo mistero: di fronte al mistero del Signore Gesù, che noi riconosciamo come nostro Salvatore, dunque come figlio di Dio, come nostro Redentore, che veramente ci meraviglia ogni volta che fa risuonare la sua voce, in modo particolare proprio attraverso l'annuncio evangelico, ma che a volte, forse, può trovarci anche distratti ovvero credenti, certo, ma non così disposti, non così aperti ad accogliere quella parola che è pane di vita. Oggi, invece, siamo proprio qui per accogliere quella parola. È bello farlo nel nostro cammino quaresimale perché sappiamo che la Quaresima si nutre fortemente della parola. Infatti è proprio attraverso la parola che giunge a noi la verità per la conversione autentica. Perché se il nostro cuore si è aperto totalmente alla fede, non è tanto per un privilegio quanto per un dovere: quello di annunziare il Vangelo ad ogni uomo.
Ecco, L'accogliamo così, chiedendo ovviamente la grazia di tante e sante vocazioni al sacerdozio perché sappiamo quanto abbia bisogno la Chiesa di questo perché questo non è qualcosa che ci differenzia, che ci separa, ma è veramente quel cuore in modo che tutto il popolo di Dio possa innalzare la sua preghiera, partecipare all' Eucaristia e ricevere il pane di vita insieme, insieme tutti, annunciare il Vangelo che salva. Ecco, L'accogliamo così e L'affidiamo all'intercessione materna della Vergine Maria.
Al termine della S. Messa i fedeli si sono poi riuniti per un momento conviviale e quindi noi delle parrocchie di Ortonovo abbiamo raggiunto l'autobus che ci attendeva, per far ritorno alle nostre case, portando in cuor nostro tanta serenità e felici di aver vissuto un'altra esperienza molto emozionante e sicuri che tanti nostri concittadini vorranno anch'essi vivere queste bellissima esperienza che riempie i cuori di gioia.

Sabato 8 - Oggi ho trascorso una giornata a dir poco meravigliosa ed indimenticabile. Alle ore 7, con l'auto di Nuccio, sono partito per far visita al nostro caro don Giovanni a Trebaseleghe (Padova) insieme a Giovanna (mia moglie) ed a Manuela, moglie di Nuccio che ci ha fatto anche da autista. Siamo arrivati verso le ore 11 quando don Giovanni era già nella chiesa della Casa Don Orione e quindi abbiamo potuto partecipare alla S. Messa e solo alla fine della stessa abbiamo potuto riabbracciare il nostro caro don Giovanni, pervasi da una grande emozione. Non sto a descrivervi la commozione di don Giovanni che da quel momento non si è più staccato da noi ed ha chiesto ed ottenuto dai responsabili della Casa di rimanere con noi anche per condividere il pranzo che abbiamo consumato in un ristorante molto vicino alla Casa don Orione. Io non sono capace, e me ne rammarico, di descrivervi l'emozione da noi provata e pienamente ricambiata. Si leggeva sul volto di don Giovanni la gioia di chi ringrazia il Signore per un meraviglioso dono ricevuto ed al quale si aggrappava con commozione e riconoscenza. Gli abbiamo portato i saluti e l'abbraccio di Padre Onildo che avrebbe voluto unirsi a noi, come peraltro ha sempre fatto, ma che poi ha dovuto rinunciarvi per adempiere ai suoi primari doveri di parroco, in quanto non gli è stato possibile trovare un sostituto che potesse celebrare la messa prefestiva a S. Giuseppe. Abbiamo portato anche il saluto e l'abbraccio di tutto il suo popolo di Casano e S. Martino che porta sempre nel cuore il suo grande pastore che per tanti anni si è dedicato con tutte le sue forze al bene delle loro anime. Don Giovanni resterà infatti nel cuore di tutti quelli che hanno avuto il dono dal Signore di conoscerlo, frequentarlo e di ricevere tanto, tanto aiuto e conforto spirituale. Mentre eravamo al ristorante, si è avvicinato al nostro tavolo un signore che, con grande educazione, ci ha chiesto se quel signore che era con noi era don Giovanni ed, a seguito della nostra risposta affermativa, gli si è avvicinato chiedendo la sua benedizione. Don Giovanni non solo gli ha impartito la sua benedizione, ma prima ha voluto che tutti insieme recitassimo un pater, ave e gloria.
Dopo il pranzo lo abbiamo accompagnato alla Casa don Orione e siamo rimasti a lungo con lui perché era veramente vitalizzante conversare con lui e ricevere tanta carica cristiana. Non riuscivamo a staccarci da lui anche se sapevamo che ci aspettavano più di 4 ore di viaggio. Anche don Giovanni con lo sguardo sembrava invitarci a restare ancora un po' e, nonostante i suoi 104 anni che compirà il 16 agosto, ci ha confessato che non dispera di poter ritornare a farci visita a Casano, tanto è l'amore che lo lega ai suoi vecchi parrocchiani che non dimentica mai nelle celebrazioni delle messe e nelle recite dei santi rosari che sono almeno 6 ogni giorno.

Domenica 9 - Con la Domenica delle Palme inizia la Settimana Santa di passione, morte e risurrezione ed i riti contemplati sono i più commoventi ed importanti dell'anno liturgico. Con questo spirito, mi sono recato nella Chiesa di S. Martino dove, alle ore 10, padre Onildo ha dato vita ad una commovente cerimonia, culminata con la benedizione delle palme e dei ramoscelli di olivo. La Chiesa di S. Martino era gremita di fedeli che poi, in processione, hanno raggiunto la Chiesa di S. Giuseppe, dove è stata celebrata la S. Messa solenne.

Giovedì Santo 13 - Nel giorno del Giovedì Santo sono previste due importanti celebrazioni liturgiche: al mattino, nelle cattedrali, i Vescovi consacrano il sacro crisma e cioè l'olio benedetto da usare durante l'intero anno per i Sacramenti del Battesimo, Cresima e Ordine Sacro oltre gli altri oli usati per l’Unzione degli Infermi e per ungere i catecumeni.
Nel pomeriggio, nella Chiesa di S. Giuseppe, alle ore 18 ho partecipato alla Messa in "Coena Domini" (la Cena del Signore) e cioè la rievocazione dell'ultima Cena che Gesù consumò con i 12 Apostoli e che rappresenta un vero pilastro per noi cattolici in quanto il Messia in quell'occasione si accomiatò dagli Apostoli pronunciando parole di profezia, di promessa e consacrazione.  Commovente la rievocazione della lavanda dei piedi che Gesù fece nei confronti dei Dodici dando loro una grande lezione e mandato in quanto sta a significare che i discepoli dovranno seguirLo sul cammino della donazione totale verso tutti i fratelli, a qualsiasi ceto sociale o razza appartengano. Inoltre, impartì un nuovo comandamento: "......Dove vado io, voi non potete venire. Vi dò un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri". E poi Gesù prese il pane e, pronunciata la benedizione, lo spezzò e lo distribuì agli Apostoli dicendo: "Prendete questo è il mio corpo" e poi prese il calice con il vino, rese grazie, lo diede loro dicendo: Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza versato per molti". Veramente un gesto del tutto particolare e forse lì per lì non facilmente  comprensibile neanche da parte degli Apostoli, ma che rappresentava il dono più prezioso che Gesù potesse fare all'umanità: donare  sé stesso nel  Sacramento dell'Eucaristia e col completamento della frase: "Fate questo in memoria di me" istituì il sacerdozio cristiano che perpetuerà nei secoli futuri il sacrificio di Gesù, attraverso il sacrificio Incruento rinnovato ogni giorno ed in ogni angolo della terra, con la celebrazione della S.. Molto commovente la lavanda dei piedi fatta da una ventina di bimbi e bimbe della nostra parrocchia e molto significativa la re posizione dell'Eucaristia in un locale adiacente alla chiesa, che è diventato sede di devozione ed adorazione per l'intera serata ed anche per tutto il giorno seguente (venerdì S.).

L'altare della reposizione è il luogo in cui viene riposta e custodita l'Eucaristia al termine della celebrazione eucaristica del Giovedì Santo, la "Missa in Coena Domini". La reposizione dell’Eucaristia si compie per invitare i fedeli all'adorazione tra giovedì e Venerdì Santo in ricordo del l'istituzione di un mistero così grande e nella meditazione delle sofferenze della Passione di Cristo. Nella tradizione e nel linguaggio popolare l'Altare della Reposizione viene comunemente chiamato "Sepolcro", ma tale terminologia è impropria perché in esso viene riposta l'Eucaristia, segno sacramentale di Gesù Cristo vivo e risorto. L'altare della reposizione non è dunque un sepolcro che simboleggia l morte di Gesù, bensì un luogo in cui adorare l'Eucaristia. È la presenza eucaristica di Gesù nel Tabernacolo che vogliamo adorare e contemplare.

Venerdì Santo 14 - Questo, per noi fedeli, è un giorno di grande tristezza. Gesù, il nostro Redentore ci ha salvati "facendosi obbediente fino alla morte e alla morte in croce" e di questo noi tutti ci dobbiamo sentire responsabili, in quanto peccatori.
Io ho partecipato alla S. Messa in San Giuseppe, una funzione segnata dal dolore, nella rievocazione delle sofferenze e morte del nostro Redentore. La lettura del brano evangelico di Giovanni che ci descrive la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo ci fa rivivere i momenti così crudeli vissuti dal nostro Salvatore, vittima innocente ed unico riparatore dei nostri peccati. Per questo noi tutti dovremmo sforzarci di essere veri fratelli e di amarci l'un l'altro come Gesù ci ha amati.
Alle 20,30, come è ormai consuetudine, è iniziata la processione della Via Crucis che ha attraversato tutto il territorio parrocchiale fino alla Chiesa di S. Martino, con grande partecipazione di fedeli, specialmente giovani e ragazzi, lungo un percorso segnato dalle case illuminate e dai lumini accesi.

Sabato Santo 15- Oggi la Chiesa celebra la solennità più importante dell'anno liturgico. Gesù, che per redimerci è morto sulla croce, il terzo giorno è risuscitato, come aveva detto agli Apostoli. Solo Lui, il Dio in terra, ha vinto la morte, come ha spiegato molto bene don Andrea nella sua bellissima omelia, ripercorrendo i momenti tristi del dolore fino alla gioia della resurrezione. La S. Messa nella Chiesa di Maria Ausiliatrice è iniziata alle ore 21, come da programma, con la benedizione del fuoco. Si sono spente le luci della chiesa ed i fedeli si sono riuniti nel piazzale dove è stato allestito il fuoco col quale don Andrea ha acceso il cero pasquale attraverso cui tutti i fedeli hanno acceso le loro candeline che hanno portato in processione, raggiungendo la chiesa illuminata solo dalle candeline, mentre il Sacerdote cantava per tre volte: "Lumen Cristi". A questo punto è iniziata la S. Messa con grande partecipazione di fedeli. Molto significativo anche il rito della benedizione del fonte battesimale, al quale hanno fatto seguito il canto delle Litanie dei Santi e la Rinnovazione delle promesse battesimali.

Domenica di Pasqua 16- Cristo è risorto! Nella tomba non giace più il corpo di Gesù perché Egli è vivente, pronto ad accogliere tutti noi perché chiunque crede in Lui è perdonato ed accolto nel Suo amore. Oggi la chiesa di Maria Ausiliatrice è stracolma di fedeli. Anche il coro è presente al gran completo per elevare a Cristo Salvatore tutta la gioia dei nostri cuori e per ringraziarLo per i dolori sofferti per redimerci dal peccato e farci rinascere a vita nuova. La risurrezione di Cristo è il trionfo sulla morte e sul peccato e tutti noi, come i discepoli di Emmaus, troppe volte non siamo capaci di riconoscere il Signore che cammina sempre con noi, ma noi il più delle volte non Lo riconosciamo come avviene quando non aiutiamo il nostro compagno di viaggio che è nel bisogno.
Veramente toccante l'omelia di don Andrea che ha sottolineato il fondamentale ruolo della donna nel piano di redenzione di Gesù. Le donne sono ai piedi della Croce con Maria e con Giovanni, l'Apostolo amato da Gesù. Dice Giovanni: "Vi erano anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra queste c'erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe e la madre dei figli di Zebedeo" . E don Andrea ricorda ancora che è Maria Maddalena ad andare al sepolcro la mattina presto e vide che dal sepolcro era stata tolta la pietra ed allora corse da Simon Pietro e Giovanni per annunciare loro che avevano portato via dal sepolcro il Signore ed ancora a Maria Maddalena appare Gesù che la chiama per nome e la incarica di riferire ai discepoli che Lui ascende al Padre e così Maria Maddalena corse ad annunciarlo ai discepoli.  Le donne sono state delle vere protagoniste anche durante la vita di Gesù e testimoni dei suoi miracoli. Basterebbe ricordare Marta e Maria, sorelle di Lazzaro e la Maddalena.

Giovedì 20- Alle ore 21, nella Chiesa della SS. Annunziata in Casano Alto, si è svolta l'Adorazione Eucaristica Interparrocchiale. La chiesa è gremita di fedeli corsi dalle varie frazioni e che improvvisano anche un nutrito coro che accompagna l'intera cerimonia. Molto profonde e significative le letture ed il brano evangelico prescelti da Padre Mario. In particolare, viene sottolineato come "le domeniche del tempo di Pasqua ci aiutano a capire la presenza di Gesù in mezzo alla Sua comunità, la Chiesa, perché lo sappiano riconoscere vivo e continuiamo con Lui la missione nella storia che ci ha dato di vivere.
Il mistero della Chiesa sta tutto in questa presenza viva e attiva di Gesù risorto e principalmente in quel momento di convocazione in cui facciamo memoria della Sua passione e proclamiamo la Sua resurrezione: la celebrazione eucaristica". Il Risorto affida alla Sua Chiesa il ministero della misericordia e del perdono.
Viene quindi letto un commovente brano evangelico di Giovanni (Gv 20, 19-31) in cui viene descritta la venuta di Gesù in mezzo ai discepoli, riuniti a porte chiuse per timore dei Giudei e che disse loro: "Pace a voi" ed ancora "Pace a Voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". Detto questo, soffiò e disse loro: "Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati" ed a Tommaso: "Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto". Questi beati siamo noi se, pur non avendo visto, crediamo.

                                                            


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