N° 5 - Maggio 2014
12 I PADRI DELLA CHIESA: SANT’ILARIO DI POITIERS
di Ratti Antonio



 Ilario nasce a Pictavium (l’attuale Poitiers), in Aquitania (Francia) tra il 310 e il 315. E’ venerato dalla Chiesa cattolica, ortodossa, anglicana e luterana: questo a dimostrazione della sua grandezza morale e spirituale. La ricorrenza e la memoria liturgica cadono il 13 gennaio. Non disponiamo di molti dati certi per stendere una biografia precisa, ma da fonti antiche sappiamo che appartiene all’aristocrazia gallo-romana ed è un proprietario terriero. La famiglia, sicuramente pagana, gli fa impartire una solida educazione letteraria e filosofica in ambito neoplatonico. Lo stesso Ilario ci parla del suo cammino di ricerca della verità, preso com’è dal profondo desiderio di dare un senso al proprio destino; la filosofia pagana non gli offre una soddisfacente risposta, mentre trova la nuova dottrina, che va diffondendosi rapidamente, più adatta a fornire la risposta cercata e attesa.
Riceve il Battesimo nel 345. E’ molto probabile che, per i suoi integerrimi costumi di vita, abbia ricevuto qualche incarico nella comunità cristiana da parte del vescovo, tanto che, nonostante fosse sposato e padre di una bimba di nome Abra, i religiosi di Poitiers, nel 354,lo eleggono vescovo della città. Sentendosi impreparato dottrinalmente si sottopone a un periodo di studio anche sotto la spinta dell’eresia ariana che sta prendendo campo. Pur mite di carattere, è inflessibile nella tutela dell’ortodossia uscita dal Concilio di Nicea (325). Purtroppo, l’arianesimo, dopo aver invaso l’Oriente con il supporto di alcuni imperatori, sta diffondendosi in modo preoccupante anche in Occidente per le medesime motivazioni. Vari imperatori, come Costanzo, figlio di Costantino il grande, sono filoariani e nominano vescovi che aderiscono all’eresia nella convinzione di poter ritrovare all’interno del vasto Impero quell’unità politica, economica e militare che sta rapidamente e pericolosamente scemando. La battaglia teologica intrapresa da Ilario è così decisa da essere definito l’Atanasio d’Occidente. L’imperatore Costanzo gli impone di presenziare al Sinodo di Bèziers (sud della Francia) definito da Ilario “il sinodo dei falsi apostoli”, perché dominato dai vescovi ariani della Gallia guidati da Saturnino di Arles, i quali chiedono il suo esilio (estate 356) come prevede la legge per i perturbatori della pace religiosa e politica. La destinazione è la Frigia, regione della Turchia, dove il contesto religioso è completamente dominato dall’eresia ariana. Anziché arrendersi, ne approfitta per un intenso approfondimento sul dogma trinitario come uscito da Nicea, studiando Origene e i grandi padri orientali e scrivendo il risultato delle sue riflessioni nel trattato De Trinitate. Per concretizzare il suo piano politico, che prevede una netta posizione pro-ariana, l’imperatore Costanzo indice due Concili, uno a Rimini per l’Occidente e l’altro a Seleucia Tracheotis nell’Isauria (l’attuale città di Silifke nel sud della Turchia), per l’Oriente.

A quest’ultimo partecipa e gli è concesso nel suo intervento di sostenere la fede nicena, ma il risultato finale è ampiamente scontato per la fiera avversione della maggioranza dei vescovi. Allora, chiede all’imperatore di poter discutere a Costantinopoli in seduta pubblica con la sua vecchia conoscenza e causa del suo esilio, Saturnino. Dipinto dagli ariani, padroni della corte imperiale, come “seminatore di discordia e perturbatore dell’Oriente”, Ilario riceve da Costanzo il rifiuto e l’ordine di rientrare in patria (359-360). A Poitiers è accolto in trionfo e riprende possesso della sua diocesi.  Anche Martino, che aveva lasciato la milizia per diventare suo fido discepolo, abbandona l’esilio sull’isoletta della Gallinara (davanti ad Albenga) per porsi di nuovo al servizio del suo maestro e mèntore. Poco prima di essere nominato vescovo di Tours, Martino, con la benedizione di Ilario, fonda a Ligugé il primo monastero della Gallia con l’obiettivo di neutralizzare la dilagante eresia. Ilario è solito visitare i cenobiti per unirsi alla loro preghiera e ai canti. Per contrapporsi all’attività poetica e musicale degli ariani, si cimenta con successo nella composizione dei primi inni religiosi dell’Occidente.
La situazione politica cambia notevolmente nel maggio del 360, quando le truppe di stanza a Parigi proclamano imperatore dell’Occidente Giuliano, detto in seguito, l’apostata. Ilario ne approfitta con decisione e moderazione per indire sinodi provinciali con lo scopo di riconfermare i vescovi fedeli all’ortodossia nicena o i sinceramente pentiti della devianza teologica. In uno di questi viene dichiarata la deposizione di Saturnino e Paterno di Pèrigueux, dando il definitivo colpo di grazia all’arianesimo occidentale. La morte di Costanzo nel 361 e il diverso orientamento del successore toglie ogni sostegno agli ariani anche in Oriente, tanto che vengono richiamati dall’esilio i vescovi che non si sono piegati all’eresia e nel 362 S. Atanasio può radunare nel suo patriarcato di Alessandria d’Egitto il “Concilio dei confessori” per mettere al bando definitivamente l’eresia, ma usando moderazione verso i pentiti e prendendo d’esempio l’operato di Ilario.

Nel concilio di Parigi del 361 Ilario con S. Eusebio, vescovo di Vercelli, dà l’anatema ad Aussenzio, potentissimo vescovo ariano della sede imperiale di Milano, il quale si appella all’imperatore Valentiniano producendo a suo sostegno i decreti pro-ariani del Concilio di Rimini  e accusando i suoi avversari di turbare la pace religiosa in un momento difficile per l’Impero. L’imperatore, impressionato da queste considerazioni, conferma Aussenzio alla guida della diocesi ambrosiana e ordina a Ilario di lasciare Milano (364), dove si trova con l’intenzione di ripristinare l’ortodossia. Prima di lasciare la città Ilario scrive Contra Auxentium per smascherare le ipocrite reticenze e le affermazioni mendaci del vescovo milanese causa di confusione per l’integrità della fede tra il popolo impreparato alle dispute teologiche e per lamentarsi dell’ingerenza imperiale nelle nomine dei vescovi. E’ l’ultima missione fuori dalla sua diocesi. Gli ultimi anni di vita sono dedicati agli studi teologici e alla scrittura dei commenti ai Salmi. Muore il primo novembre del 367. Le sue reliquie gelosamente custodite sono date alle fiamme, per spregio, durante la rivolta anti-cattolica degli Ugonotti nel 1562. Nel 1851 Pio IX lo proclama, per la sua opera in difesa dell’ortodossia della fede, Dottore della Chiesa di Roma.
Nel De Trinitate ho individuato questo brano dove viene, in modo chiaro e semplice, indicata l’ansia di dare un significato al dono della vita e il desiderio di ricerca della verità assoluta. E’ frequente trovare il medesimo atteggiamento e analoghi percorsi spirituali tra i grandi di questo periodo, basta pensare, uno per tutti, a S. Agostino.

“Io sono consapevole che tu, o Dio Padre onnipotente, devi essere il fine principale della mia vita, in maniera che ogni mia parola, ogni mio sentimento, esprima te. L’esercizio della parola, di cui tu mi hai fatto dono, non può avere ricompensa più ambita che quella di servirti facendoti conoscere, di mostrare a questo mondo che ti ignora, o all’eretico che ti nega, che tu sei Padre, Padre cioè dell’Unigenito Dio. Questo solo è il fine che mi propongo. Per il resto bisogna invocare il dono del tuo aiuto e della tua misericordia, perché tu col soffio del tuo Spirito possa gonfiare le vele della nostra fede e della nostra lode e guidarci sulla rotta della proclamazione intrapresa. Non viene meno infatti alla sua parola colui che ci ha fatto questa promessa: ”Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Mt7,7).  Allora noi, poveri come siamo, ti chiederemo ciò che ci manca e scruteremo con zelo tenace le parole dei tuoi profeti e dei tuoi apostoli, e busseremo a tutte le porte che sbarrano il riconoscimento della verità. Ma dipende da te concedere l’oggetto della nostra preghiera, essere presente a quanto si chiede, aprire a chi bussa. La natura è presa da una strana pigrizia e non possiamo capire ciò che ti riguarda per la debolezza della nostra intelligenza. Ma lo studio dei tuoi insegnamenti ci mette in grado di intendere la tua divinità, e la sottomissione alla fede ci innalza al di sopra della conoscenza naturale. Attendiamo dunque che tu dia slancio agli inizi di questa impresa, causa per noi di trepidazione, che la consolidi con crescente successo e la chiami a partecipare dello spirito dei profeti e degli apostoli, perché possiamo capire le loro parole nello stesso senso con cui essi le hanno pronunziate e le interpretiamo nel loro significato. Parleremo, infatti, di quanto essi predicarono per tua ispirazione. Annunzieremo cioè di te, Dio Eterno, Padre dell’Eterno e Unigenito Dio. Confesseremo che tu solo sei senza nascita con l’unico nostro Signore, Gesù Cristo, generato da te fin dall’eternità e da non annoverarsi fra gli dèi. Generato da te, che sei l’unico Dio, e non da diversa sostanza. Crederemo che è veramente Dio colui che è nato da te, che sei veramente Dio e Padre”.
(De Trinitate, lib.1)




<-Indietro
 I nostri poeti
 Storie dei lettori
 Spiritualità
 I nostri ragazzi
 La redazione
 Galleria Foto
 E Mail
Lunae Photo
Archivio
2022
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2021
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Settembre-Ottobre
n°6 Giugno/Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2020
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°6 Settembre-Ottobre
n°5 Giugno
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2019
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2018
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Settembre
n°7 Luglio-Agosto
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2017
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Settembre
n°7 Luglio-Agosto
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2016
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Agosto-Settembre
n°7 Luglio
n°6 giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2015
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Agosto-Settembre
n°7 Luglio
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2014
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2013
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2012
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2011
n°11 Dicembre
n°10 Numero speciale
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2010
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2009
n°11 Edizione speciale
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
 
     
 Copyright 2009 © - Il Sentiero. Bollettino Interparrocchiale di Ortonovo (SP) Crediti