N° 11 - Dicembre 2011
L’IMMACOLATA
di Antonio Ratti

 

 

 

Nei primissimi secoli il cristianesimo, impegnatissimo nella sua azione missionaria e di tutela dell’ortodossia messa a rischio da tante voci stonate e stonatissime, non si poneva come primario il problema riguardante la natura di Maria quale madre di Gesù, cioè, Madre di Dio. Comunque, i Padri delle Chiese d’Oriente ritengono normale esaltare Maria come Madre di Dio, attribuendole una natura speciale.

Per esempio: Proclo di Costantinopoli (V sec.) sostiene che Maria “è il santuario dell’impeccabilità, il tempio santificato di Dio…il paradiso verdeggiante e incorruttibile”, mentre Theoteknos di Livia (VII sec.) la definisce “tutta bella, pura e senza macchia…Nasce come i cherubini colei che è fatta di argilla purissima e immacolata.”

Il primo teologo e padre della Chiesa latina che discetta con decisione sulla natura peculiare e perfetta di Maria, è Agostino (354- 430), vescovo di Ippona (nell’odierna Tunisia).

Agostino, in terra d’Africa, è alle prese con una posizione eretica sostenuta dal monaco-teologo Pelagio, il quale tendeva a rivedere e ridimensionare il ruolo e il peso del peccato originale nella condotta morale dell’uomo. Agostino, per mantenere salda la dottrina della Redenzione, operata soltanto in virtù del sacrificio di Gesù, sosteneva come l’umanità fosse una “massa dannata” del tutto inadeguata a una prospettiva di salvezza senza l’intervento totalizzante e indispensabile di Gesù Cristo. (Concetto ripreso e portato all’estrema conseguenza dai padri della Riforma protestante Lutero e Calvino).

Agostino dissocia Maria dalla condizione di peccato dell’umanità sostenendo che “la pietà impone di riconoscere Maria senza peccato … Per l’onore del Signore … non entra assolutamente in questione quando si parla di peccati.”   

Dopo alcuni secoli di quasi silenzio teologico, ma con il culto popolare che si diffonde, intorno al mille, si torna a parlare della condizione di Maria.

Pascasio Radberto (IX sec.) sostiene che Maria “è stata esente da ogni peccato originale.” Il benedettino inglese Eadmero (1064 – 1124), commentando la diffusione del culto dell’Immacolata “mosso dall’affetto della pietà e della sincera devozione per la Madre di Dio”, ritiene Maria libera da ogni peccato: Non poteva forse (Dio) conferire a un corpo umano di restare libero da ogni puntura di spine anche se fosse stato concepito in mezzo ai pungiglioni del peccato? E’ chiaro che lo poteva e lo voleva; se lo ha voluto, lo ha fatto (potuit plane et voluit; si igitur voluit, fecit). Solo con la scolastica medioevale si entra nel merito della discussione sulle modalità effettive con cui porre teologicamente il concetto di Maria senza peccato. La teologia patristica, orientale e latina, concorda nel sostenere la posizione speciale di Maria, ma, mantenendo il contrasto tra il dogma della natura umana universalmente corrotta e l’universale redenzione operata da Cristo, non affronta nel merito la ragione o le ragioni teologiche dello status di Maria.

Anselmo di Canterbury (1120 ca) sostiene che Maria, concepita come ogni mortale nel peccato originale, sia stata anticipatamente redenta da Cristo. La tesi di Anselmo sulla redenzione anticipata a prima della nascita del Salvatore è ripresa dai grandi teologi della Scolastica come Bernardo da Chiaravalle (1150), Alessandro di Hales (1200), Alberto Magno (1250), Tommaso d’Aquino (1270), Bonaventura (1270).

 Il francescano Giovanni Duns, detto Scoto perché scozzese, detto anche il Dottore dell’Immacolata, dà sostanza a un ragionamento teologico che verrà – come vedremo - ripreso e fissato come dogma dal magistero della Chiesa. Il teologo francescano, al contrario della “redenzione anticipata” di Anselmo e della Scolastica, insiste sulla “redenzione preventiva” o “preservativa.” Diversamente dai predecessori, asserisce che Maria non è concepita nel peccato e poi redenta presumibilmente nel momento dell’annunciazione dell’Angelo, ma che è stata concepita senza peccato originale. E sostiene che anche Maria è stata redenta da Gesù con una redenzione preventiva, prima e fuori del tempo, che l’ha preservata dal peccato originale in previsione dei meriti del suo figlio divino. “Ciò era conveniente, era possibile e dunque fu fatto.”  Questa tesi ribalta totalmente i termini della questione: Maria non è un’anomala eccezione di redenzione anticipata, bensì la logica sequenza dell’azione salvifica operata dall’unico mediatore (Gesù): “Cristo esercitò il più perfetto grado possibile di mediazione relativamente ad una persona per la quale era mediatore. Ora, per nessuna persona esercitò un grado più eccellente che per Maria….Ma ciò non sarebbe avvenuto se non avesse meritato di preservarla dal peccato originale.”

A questo punto si può affermare che, a grandi linee, si formano due partiti con i domenicani sostenitori della redenzione anticipata (macolisti) e i francescani della redenzione preventiva di Scoto (immacolisti). Le accese discussioni sull’argomento sono continuate per secoli con la comparsa anche del terzo partito, quello dei negazionisti, bollati come eretici. Per la delicatezza del tema, la posizione della Chiesa e della Gerarchia è stata sempre improntata alla prudenza. 

Papa Sisto IV (1471  - 1484) introduce la festa liturgica della Concezione. Sul piano dottrinale non prende posizione, ma con le bolle Cum Praeexelsa (1477) e Grave Nimis (1482) vieta alle due maggiori correnti di pensiero di accusarsi reciprocamente di eresia. Papa Alessandro VII nel 1661 emana la bolla Sollecitudo dove manifesta il suo favore per l’immacolata concezione di Maria. Clemente XI nel 1708 rende universale la festa dell’Immacolata, fino allora celebrata a Roma e in alcune aree della cristianità.

Nel 1848 Pio IX è deciso a chiudere la questione in modo definitivo, ponendo fine alle secolari diatribe e dispute. Istituisce una commissione di teologi e una di cardinali, dalle quali emergono opinioni contrastanti.

Il Papa, allora, decide di rivolgersi direttamente ai vescovi e lo fa con l’enciclica Ubi Primum (1849): 546 vescovi su 603 interpellati si pronunciano a favore del dogma e della tesi di Scoto. Pio IX prepara l’enciclica, che, dopo 8 stesure – a conferma del travaglio interno alla Chiesa e, soprattutto, alla gerarchia e ai teologi – viene promulgata il giorno 8 dicembre 1854 con nome Ineffabilis Deus. Queste sono le parole conclusive che proclamano il dogma della concezione immacolata, cioè senza peccato, di Maria: “……declaramus, pronuntiamus et definimus la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per grazia e un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale, e ciò deve essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli.

Secoli di discussioni e malumori si concludono teologicamente chiarendo la posizione di Maria nell’ambito del progetto salvifico operato da Gesù.  

La promulgazione del dogma, per la sua tormentata preparazione, è stato un grande atto di fede e di estremo coraggio da parte di Pio IX, ma quattro anni dopo, le apparizioni di Lourdes apparvero la prodogiosa conferma dell’operato del Papa. Una curiosità: quale diretta conseguenza della devozione per l’Immacolata si ha la diffusione, in Italia, del nome femminile Concetta, in Spagna quello di Conceptiòn: nomi che indicano l’attributo più alto di Maria, “sine labe originali concepta,” cioè, concepita senza macchia di peccato, perciò, Immacolata.                                                                                                     

Una considerazione su Pio IX per i suoi comportamenti, da più parti, ritenuti discutibili. Nel suo lungo pontificato (32 anni: 1846 – 1878) ha dovuto affrontare sul piano politico due veri cataclismi, l’unità d’Italia e la fine del potere temporale dei papi con l’annessione dello Stato Pontificio nel Regno d’Italia (Porta Pia, 20 sett.1870), mentre sul piano strettamente dottrinale s’impegna a dire la parola definitiva su due temi controversi e dibattuti da tempi lunghissimi, l’immacolata concezione di Maria e l’infallibilità papale ex cathedra  (8 dic.1869) con la promulgazione dei rispettivi dogmi di fede.

                                                                                                                                   

 


<-Indietro
 I nostri poeti
 Storie dei lettori
 Spiritualità
 I nostri ragazzi
 La redazione
 Galleria Foto
 E Mail
Lunae Photo
Archivio
2022
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2021
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Settembre-Ottobre
n°6 Giugno/Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2020
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°6 Settembre-Ottobre
n°5 Giugno
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2019
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2018
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Settembre
n°7 Luglio-Agosto
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2017
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Settembre
n°7 Luglio-Agosto
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2016
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Agosto-Settembre
n°7 Luglio
n°6 giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2015
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Agosto-Settembre
n°7 Luglio
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2014
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2013
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2012
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2011
n°11 Dicembre
n°10 Numero speciale
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2010
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2009
n°11 Edizione speciale
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
 
     
 Copyright 2009 © - Il Sentiero. Bollettino Interparrocchiale di Ortonovo (SP) Crediti