N° 4 - Aprile 2009
I nostri poeti
  Scacco matto
di Maria Angela Albertazzi


 SCACCO  MATTO

 

Come te nessuno è

imperturbabile;

senza ritegno, l’andar avanti

è il tuo sistema;

sei inesauribile dall’eternità,

nell’eternità:

non ti alterni mai:

uguale eri, uguale sei e stai,

e avanti così vai;

non dai nessuna tregua,

nessuna probabilità

sei di una tale crudeltà,

anzi, ora pare che hai allungato

il tuo passo

inflessibile, senza pietà.

E noi esseri- per quel poco- viventi

dobbiamo adeguarci ai tuoi tempi.

L’uomo, la vegetazione,

tutto ciò che esiste, ed è,

è sottomesso alla tua azione.

Sei, a volte, bramato,

sei terribile, sei temibile.

Ma così Tempo tu sei fatto

E dai a tutti scacco matto.

 

                                 Maria Angela Albertazzi

  Invidia - Saggezza - Amore
di Adriana Polla Luciani


 INVIDIA-SAGGEZZA-AMORE

 

Invidia è malattia che divora

e i sentimenti calpesta.

 Saggezza è ben meditare

prima di parlare.

 Amore è ricordare il bene

che le persone han dato,

ignorare il negativo in loro

e scordare il male

che ti hanno fatto.

 

Milano, 29.12.1977     -     Adriana Polla Luciani

 

  Un fiore
di Angiola Billi


 UN  FIORE

 

Il fiore dell’amore

della semplicità,

della sincerità,

con l’amore che ognuno di noi

porta nel suo cuore.

L’amicizia è una casa grande

che solo si può colmare

con tanto amore.

Iris e Alessandro

mi aspettano al mattino

con il mio cagnolino

e passo con loro qualche minuto

in buona compagnia.

Con un saluto ed un sorriso

sincero ci promettiamo

amicizia vera.

                                         Angiola Billi

  Pensiero notturno
di Concita


 PENSIERO NOTTURNO

 

E’ notte fonda,

il buio mi circonda,

attendo una parola

che mi conforta e mi consola.

Sento un sussurro in cuore,

mi dice:”Prega con fervore!”

Ed io rispondo:

“Lo so, Signore

di non meritare tanta grazia e gioia,

ma ti imploro con amore:

non dimenticarTi di me, Signore!

E quando un giorno sarò al tuo cospetto

Ti ringrazierò per i doni che mi hai fatto

Tutto ciò non l’ho meritato,

ma la Tua bontà infinita

mi accompagni in questa vita.

 

                                             Concita

  Risurrezione
di Padre Maurilio Montefiori


 RISURREZIONE

 

Era ancor buio quando tremò la terra

mentre voi

piccole donne angosciate

eravate  in attesa

di riveder più devastanti,

dopo le lunghe notti

del sepolcro,

i segni del suo martirio.

 Le vostre mani fragranti

di balsami e di mirre

reggevano trepide

l’ultimo omaggio alla morte.

 Ma l’angelo irrompeva dal cielo

a spezzare i sigilli

della tomba.

Squillo di eternità

richiamava il Crocifisso

alla vita.

Piangevate, ombre sbattute

nell’oscura bufera.

 Oh, ditemi

qual fu il vostro riso

quando da lui sentiste:

“A voi salute!”

V’inginocchiaste a cingere i suoi piedi

Che non sfuggisse

E l’adoraste.

 E poi correste nel suo nome,

verso il sole nuovo che sorgeva

a dire a Pietro ed ai fratelli:

“Sì, il Signore è risorto,

Alleluia!!!”

                        

                                  Padre Maurilio Montefiori

  La batoleda
di Mario Orlandi


 LA  BATOLEDA

 

La st’mana santa

arm’tev ‘n funzion

la mi batoleda

c’ la sonev pu forta

e la gav i man’ghi bon.

 

Sonand ‘n po’ p’r on

‘n tre o quatro

a girev’n ‘l paeso

sblord’land pù che ‘l campanon

p’r ‘nvitar tuti a la funzion.

 

A gav anch ‘na gre-gre

d’cana d’india

fata col rochet d’l refo

ma nisciun la volev sonare

p’rché ormai er’n grandi, bardascion.

 

Arv’nù ‘n t’la Pià

d’ut’ma sonata lunga ‘n t’l sagrà

coi braci stesci e la testa ‘ndré

P’r non pigh’ar la batoleda ‘n t’l muso,

gher la dimostrazion d’es’r c’rsciù.

                                     Mario Orlandi  

 

LA BATTOLELLA - Nella  settimana santa  rimettevo in funzione la mia battolella che suonava forte e aveva i manici robusti.

Suonando un po’ per ciascuno, in tre o quattro, giravamo il paese facendo più rumore del campanone per invitare tutti alla funzione (religiosa). 

 Avevo anche una gré-gré di canna d’India, fatta col rocchetto del refe ma nessuno la voleva suonare perché ormai eravamo grandi, giovanotti.

Ritornati nella piazza l’ultima sonata sul sagrato, con le braccia stese e la testa indietro per non prendere la battolella sul viso, era la dimostrazione d’essere cresciuti.                     

 

Ricordiamo ai lettori che il libro di Mario Orlandi “Pane per la memoria”(corredato anche di tante foto storiche) è disponibile in tutte le rivendite di giornali del nostro territorio.

 

  Oggi non mi parlare
di M.G.Perroni Lorenzini


OGGI  NON  MI  PARLARE…

 

Oggi, non mi parlare!

I pensieri son tesi a ricontare

i ciocchi già bruciati,

per tener vivo il fuoco della vita.

Oggi non mi guardare!

Gli sguardi sono tesi a sorvegliare

gli assetati deserti

del giardino languente della vita.

Oggi non mi toccare!

Le mani sono tese a riparare

le mille e mille crepe

dello splendido tempio della vita…

Ma se tu lo farai con tanto amore,

per un istante ancora,

traboccheranno lucidi tesori

dall’argentina fonte della vita.

 

                                          M.G. Perroni Lorenzini

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