N° 10 - Novembre 2020
Spiritualità
  ADORAZIONE EUCARISTICA
di Enzo Mazzini



 Giovedì 8 ottobre sono riprese le bellissime adorazioni Eucaristiche che si svolgono il secondo giovedì del mese. Molto commovente questo incontro di preghiera! Don Carlo lo ha dedicato anche alla Beata Itala Mela (Maria della Trinità) Oblata benedettina. Infatti, dopo la lettura di un brano del Vangelo secondo Luca, molto toccante e cioè Gesù che si reca al monte degli Ulivi, seguito dai Suoi discepoli, viene ricordata Itala Mela, nel modo seguente: " Itala Mela nasce a La Spezia il 28 agosto 1904. Papà e mamma sono maestri elementari di sani principi, ma lontani dalla fede. Dal 1905 al 1915, trascorre l'infanzia e l'adolescenza dai nonni materni per via del lavoro dei genitori. Nel 1915, con discreta preparazione, riceve la Prima Comunione e la Cresima.
Mentre frequenta il Liceo Costa, il 27 febbraio 1920, le muore il fratellino Enrico di 9 anni e, ritenendo che dopo la morte ci sia il nulla, si professa atea.

Nel 1922 supera brillantemente la licenza liceale e si iscrive alla facoltà di lettere  all'Università di Genova.

L' 8 dicembre dello stesso anno, a seguito di una violenta scossa
interiore, dopo essersi confessata e comunicata, inizia per lei una nuova vita basata sul motto: "Signore, se ci sei, fatti conoscere". Nel 1923 entra a far parte della FUCI, e qui incontra diverse personalità alle quali resta legata per tutta la vita, fra cui il futuro Paolo VI, Giovanni Battista Montini e Padre Agostino Gemelli. La sua carriera di giovane insegnante è sconvolta da un evento verificatosi a Pontremoli il 3 agosto 1928 nella chiesa del Seminario: dal Tabernacolo riceve un raggio di luce e il messaggio divino "Tu la farai conoscere". È la prima irruzione di Dio nella sua vita, cui ne seguiranno tante altre che fanno di lei una delle più grandi mistiche italiane del Novecento. A settembre pensa alla vocazione benedettina, ma deve rinunciarvi perché ammalata. Infatti nel marzo del 1929 è colpita da una febbre altissima e pensa: " Per me è finita", ma alla Pentecoste dello stesso anno si offre Vittima dell'Amore misericordioso. Il giorno della SS.Trinità riceve dal Belgio una lettera con la quale viene invitata a immergersi nella Trinità ed a cambiare nome: Maria della Trinità. Nel 1933 conclude il noviziato benedettino con la professione come Oblata del Monastero in San Paolo fuori le Mura in Roma. L'11 giugno 1933, con il quinto voto, l'Inabitazione diventa il centro della sua vita e della sua missione nella Chiesa. Il 27 luglio, per malattia, lascia Milano e torna a La Spezia. A partire dal 1936 si fanno sempre più frequenti le sue estasi, le visioni e i messaggi della SS.Trinità, che si accompagnano a sfibranti persecuzioni diaboliche, quasi a conferma che la spiritualità da lei perseguita procura molto fastidio al demonio.
Nello stesso anno compie il voto "del più perfetto" (che consiste nel ricercare sempre l'azione più perfetta da fare) e le nozze mistiche. Nel 1937 le muore la madre e, per difficoltà economiche, abbandona l'insegnamento. Il 21 aprile del 1941 presenta al Santo Padre Pio XII il Memoriale di Maria della Trinità e questi lo approva. Dal 5 al 15 ottobre 1946 compie a Genova un ciclo di Esercizi Spirituali e pensa di creare una famiglia sacerdotale per la quale offrirà nel 1947 la vita eremitica. Dieci anni dopo, il 27 aprile 1957, Itala Mela muore. Il 21 novembre 1976 è iniziata la causa di canonizzazione ed il 12 giugno 2014 è stata proclamata Venerabile. A La Spezia il 10 giugno 2017 è stata dichiarata Beata". Che emozione quel 10 giugno! Una giornata davvero indimenticabile. Numerosi gli Ortonovesi che con auto private e con numerosi autobus hanno partecipato a questa storica cerimonia. Quali sensazioni ho provato e quanti ricordi si sono affacciati nella mia mente! L'appuntamento mi riempie infatti di profonda commozione. Infatti Itala Mela in casa nostra è sempre stata considerata la "nostra" Santa Protettrice. Come ho già riferito in quella occasione, mio zio Don Luigi Mazzini era stato Suo confessore ed aveva condiviso con Itala un rapporto di profonda comunione spirituale che è durata per alcuni anni. Infatti Itala, nel 1937, dovette ricoverarsi nell'Ospedale di Fivizzano dove mio zio era cappellano e quindi Itala si rivolgeva a lui per i consigli spirituali e per le confessioni e quindi è subentrata una notevole comunione religiosa. Inoltre, durante la guerra, era stata ospite di una cara amica, la Sig.ra Marchini, a Pognana di Fivizzano dove era parroco mio zio don Luigi. Altro fatto importante: mia sorella Giulia era stata, prima allieva di Itala, poi amica, tanto che in più occasioni Giulia si è recata ad assisterLa, essendo subentrato un rapporto di profonda ammirazione prima e di amicizia poi. E mia sorella custodiva gelosamente un fazzoletto con il quale asciugava la fronte di Itala, fazzoletto che Giulia usava quando assisteva dei malati, per lenire le loro sofferenze. Purtroppo, dopo la morte di Giulia, non sappiamo dove sia stato riposto. Speriamo che il figlio, Piergiuseppe, possa rinvenirlo.
Inoltre, mio zio Don Luigi aveva ricevuto in dono una preziosa reliquia: un cuoricino contenente i capelli di Itala. Speriamo che anche questo ritorni alla luce, così come speriamo che Piergiuseppe possa rinvenire alcune lettere che Itala aveva scritto di proprio pugno ed inviate a Giulia che, insieme allo zio don Luigi, ha trasmesso questo profondo sentimento e venerazione verso Itala, a noi fratelli, sorelle e parenti che, come già detto, L'abbiamo sempre venerata ed invocata come Santa Protettrice e quindi la Sua beatificazione ci riempie di profonda commozione. Ecco perché mentre mi recavo alla cerimonia di beatificazione avevo il cuore in subbuglio e, durante la solenne cerimonia, mi sono sorpreso più volte con le lacrime agli occhi. Sì, perché il momento era uno di quelli per i quali ringrazi il buon Dio per averteli donati e che non si potranno mai più ripetere e mai più dimenticare.

  PER ME VIVERE E’ CRISTO
di La REDAZIONE


PER ME VIVERE E’ CRISTO

La misura dell’amore di Dio è amare senza misura.

E la nostra vita, con l’amore di Gesù, ricevendo l’Eucarestia, si fa dono.

 

Papa Francesco

  VENITE A ME VOI TUTTI CHE SIETE STANCHI E OPPRESSI E IO VI DARO’ RISTORO
di Giuliana



Gesù non si stanca mai di amarci. In questo brano del Vangelo ci indica la strada sicura per affrontare le difficoltà, le malattie, gli inconvenienti della vita senza sciupare nulla anzi trasformandoli in tesoro: gettare tutto su di Lui, sulle sue spalle. Devo liberarmi dei miei pesi affidandoglieli e, poiché gliene ho fatto dono, è come se non li avessi più. Grande è il senso di libertà e leggerezza che ne deriva: non senti più il peso delle contrarietà, perché se lo è caricato addosso Lui e voli leggero come una piuma, anzi come un gabbiano che dall’alto si gode le distese azzurre marine e i prati verdeggianti. Ma devo imparare da Lui che è mite e umile, cioè benevolo e modesto, di cuore, un cuore grande capace di accogliere tutto se gliene facciamo dono, e affidarmi completamente alla sua volontà.
La sua volontà, il suo ristoro non si farà attendere: Dio è un Padre pietoso e misericordioso, ci ama immensamente e si commuove di fronte alle nostre fragilità, quando gli chiediamo aiuto.
Dobbiamo essere pronti a pronunciare il nostro si, come Maria, la mamma celeste: “Eccomi avvenga di me quello che hai detto”. Lo Spirito Santo, Spirito Consolatore non mancherà, di volta in volta, di illuminare la nostra mente suggerendoci ciò che è conforme al suo amore e ci darà una gioia piena, ci farà sentire che non manchiamo di nulla; ci condurrà a pascoli erbosi e ad acque tranquille e ci farà sedere ad una ricca mensa.
Ci verrà incontro ci chiamerà per nome, ci prenderà per mano, ci starà vicino, ci darà la forza per superare ogni cosa. Se agiremo così non saremo piu vittime, ma protagonisti e la nostra vita si dipanerà come un filo d’oro tempestato di perle, come un percorso di luce che illuminerà anche i fratelli che ci passano accanto, facendo assaporare anche a loro la possibilità di liberarsi dalle catene del dolore. Difatti, come dice San Paolo, Cristo ci ha creati per la libertà.

Un abbraccio Giuliana
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