N° 2 - Febbraio 2018
Spiritualità
  Dal DIARIO DI UN PELLEGRINO
di Gualtiero Sollazzi


                     

               RALLEGRATI!

Vicende amare, gravi problemi familiari e altro, hanno fatto perdere a molti il sorriso. In alcuni casi, anche la fede. P. Bernard Dullier, un amico di Dio, ha immaginato un dialogo fra l’uomo provato e il Signore. E’ assai bello e ricco di consolazione: “Eccomi davanti a Te, povero di una fede spenta, lontano dalla Chiesa, nella notte del dubbio. E Tu mi dici: “Ma io sono sempre accanto a te.
Ho bisogno di te, come ho avuto bisogno di Tommaso e dei suoi dubbi per proclamare che sono il Figlio di Dio. Io ti ho guardato e ti ho amato così come sei. Rallegrati, allora: io pongo il mio sguardo su di te! Se lo vuoi, fai strada con me.”
C’è un versetto del Salmo 63 che conferma, per ogni giorno, la ragione per camminare con gioiosa speranza: “ Esulto di gioia all’ombra delle tue ali, Signore!”

 

              SETTIMO POSTO

Se si trattasse di Champions League, si sarebbe fuori. Non si tratta però di coppe, ma di fiducia. Con brutte notizie per la comunità ecclesiale.
Da un’inchiesta recente risulta che, tra i giovani dai 15 ai 24 anni, solo il 38% ha fiducia nella Chiesa. “Crede” di più nell’Unione Europea, nelle forze dell’ordine, nel presidente della Repubblica. Così la Chiesa in questa particolare classifica è al settimo posto. Inutile rimpiangere ‘i vecchi tempi’ lamentandosi della ‘gioventù bruciata’ e altre amenità. Ci si sfoga soltanto.
Conviene chiederci: Che cosa fare per avvicinare alla Chiesa i giovani ancora lontani dalla fede? Con una “ricetta” di Paolo VI°: “Il mondo ha bisogno oggi di testimoni, più che di maestri.”
Forse occorre qualche segnale più esplicito di povertà; una Liturgia sobria, sfrondata da appesantimenti; comunità dove l’amore è legge e la condivisione un bisogno.
Più che con le strategie, i giovani si conquistano con fatti di Vangelo.

  QUANDO UN BAMBINO SI INTENDE DI CHIESA
di don Franco Cerri, giornalista e parroco di Lunata (Lucca)



Mi ha fatto molto sorridere e riflettere quel bambino di Peccioli che, qualche tempo fa, richiesto dalla maestra di disegnare una chiesa, mentre i suoi coetanei disegnavano un luogo di culto, appunto, una chiesa, lui ha disegnato il calciatore della Fiorentina che si chiama Chiesa. Un’idea geniale.
Certamente il bambino non l’ha fatto apposta, quasi per un dispetto. Ha disegnato quello che a suo parere, corrispondeva a quanto richiesto dalla maestra. E’ stata una trovata geniale, apprezzata da tantissime persone. Una trovata che mi ha fatto riflettere molto e l’ho vista come un messaggio che il bambino ha lanciato alla Chiesa. Mi sbaglierò, ma io l’ho vista così. Un bambino che vede probabilmente una Chiesa che non lo diverte, che per lui non significa molto, perché la vorrebbe vedere attraente, proprio come quel suo idolo, il giocatore Chiesa.  Vede una Chiesa lenta, ancora troppo in difesa, mentre il suo idolo è veloce, scattante, trascinatore, all’attacco.
Quel bambino vuole una Chiesa che arrivi a segno, che attiri la simpatia di tanta gente, proprio come quel suo Chiesa. Il disegno di quel bambino lo trovo interessante, lo vedo come una sollecitazione alla Chiesa, perché si dia una mossa, si avvicini di più alla gente, susciti interesse, non si rinchiuda in se stessa, ma esca, vada nelle periferie, non si stanchi di andare in missione.
Il bambino sente parlare molto del calciatore Chiesa e forse sente parlare poco della Chiesa. Lui ha visto e ha sentito dire che il suo idolo gioca bene in casa, ma anche in trasferta e che conquista le simpatie dei tifosi. Ebbene, vorrebbe così la Chiesa, desidererebbe sentirne parlare bene. I bambini hanno un intuito particolare, vedono più lontano di quanto si pensi, guardano e giudicano a colpo sicuro e senza sconti. Noi adulti sbagliamo quando diciamo: “sono bambini, non capiscono.” I bambini capiscono, eccome. Sono esigenti, anche dal punto di vista della fede. Si accorgono facilmente della poca coerenza di tanti adulti, di tanti, troppi, genitori che si dicono cristiani, ma che in realtà hanno poco di cristiano. E i bambini, anche quelli di sei anni, se ne accorgono.
Un bambino raccontava: “ Mio papà e mia mamma, la domenica, mi mettono la sveglia perché io vada a Messa. Io, mi alzo e ci vado. Loro, però, rimangono a letto.” E un altro diceva: “Mio papà mi accompagna alla chiesa, dicendomi che tornerà tra un’oretta a riprendermi, perché lui va a farsi la barba.”  I bambini sono “tremendi” quando osservano gli adulti, in particolare i propri genitori. E’ avvenuto che dei genitori, in estate, ogni domenica svegliavano i loro due bambini molto presto, per andare al mare. Una domenica, i bambini si lamentano con i genitori: “Il sabato, al catechismo ci dicono che la domenica i cristiani vanno a Messa per incontrare Gesù. Voi, invece, ogni domenica ci portate al mare.” I genitori entrarono in crisi e dovettero cambiare modo di fare.
Il bambino, tifoso del giocatore Chiesa, con il suo disegno “ingenuo” ha lanciato un forte appello alla Chiesa e ovviamente a tutti i cristiani, che dovremmo accogliere: “ Siate come Chiesa, mettetecela tutta e noi bambini tiferemo per voi.”



( Da “ Tra sacro e profano”  M. Pacini Fazzi  Editore )

 

NOTA. Al termine di alcuni miei scritti (Il dopo prima Comunione e Cresima, Ateo a 18anni ed altri di cui non ricordo i titoli) sulla macroscopica mancanza di una specifica programmazione di formazione permanente dei giovanissimi e dei giovani, l’episodio del calciatore Chiesa, avvenuto nella primavera del 2017, e gli altri descritti da don F. Cerri, mi sono sembrati molto pertinenti. Ma non sono eventi isolati. Mia moglie mi ha ricordato quando, in una sua 3^ elementare ( dopo oltre due anni di Catechismo! ), alla domanda “chi è per voi Gesù Bambino ? ”, uno scolaro, velocissimo ad alzare la mano e sicuro, rispose: “ Gesù Bambino è il figlio di Babbo Natale che insieme portano i regali.” All’ ovvia reazione della maestra, l’alunno ribatté:” Mia mamma dice che è Babbo Natale a portare i regali, mentre la nonna dice Gesù Bambino, così ho pensato quello che ho detto.”   Mi sembra che un attimo di riflessione l’argomento lo meriterebbe, specie per gli addetti ai lavori.  ( Antonio Ratti )


Clicca sulla foto per ingrandirla
  Dal "diario" di un parrocchiano
di Enzo Mazzini


Domenica 24 dicembre -
Oggi si respira un'aria di festa, forse la festa più sentita dell'intero anno: la nascita del Salvatore del mondo. Quanta commozione! Ogni anno si rinnovano gli stessi sentimenti vissuti da una vita. Ed allora riaffiorano dei ricordi che ti fanno davvero venire il nodo alla gola ed in particolare persone care che ci hanno preceduti nell'ultimo viaggio verso la glorificazione del Signore e di Maria. Rivivi gli anni della tua infanzia, quando facevi il chierichetto  ed utilizzavi tutte le tue risorse di immaginazione per dar vita ad un presepe sempre più bello nella chiesa del tuo paesello natio.
Ebbene, anche quest'anno mi sono recato alla Santa Messa della vigilia, nella Chiesa di Maria Ausiliatrice, per dare il mio contributo canoro. Il coro, come sempre diretto da Nicoletta, era presente al gran completo e devo dire che tutti eravamo animati da una certa emozione: la Chiesa era stracolma di fedeli e poi la S.Messa di mezzanotte risveglia sempre in tutti noi sentimenti di grande partecipazione e commozione.
Molto significativo il Presepe che vuole lanciare un messaggio di grande attualità e fraternità: i nostri fratelli che fuggono dalle guerre e dalla miseria fisica e morale.
Profonda, come sempre, l'omelia di don Carlo che ci ha fatto rivivere commoventi passi del Vangelo e facendoci comprendere il progetto divino, la chiamata di Maria e la Sua risposta salvifica. Molto commovente il racconto dell'Annunciazione ed il saluto di Gabriele a Maria che riecheggia il grande annuncio della venuta messianica in mezzo al Suo popolo. Fondamentale è il ruolo che il cattolico deve svolgere nell'attuale momento storico, cercando di vivere fino in fondo il messaggio salvifico di Gesù. Come sono veri e commoventi gli insegnamenti che ci vengono trasmessi dalla Chiesa! In quel momento mi sono venute alla mente alcune affermazioni di Papa Francesco che nella sua omelia aveva stabilito una grande somiglianza tra i passi di Maria e Giuseppe e quelli dei migranti. La condizione di Gesù Bambino che fugge dalla propria terra ci ricorda la dura sorte di chi è costretto a lasciare la propria famiglia ed i propri cari per cercare il sostentamento in terre lontane. "Vediamo le orme di intere famiglie che oggi si vedono obbligate a partire. Vediamo le orme di milioni di persone che non scelgono di andarsene ma che sono obbligate a separarsi dai loro cari, sono espulse dalla loro terra. In molti casi questa partenza è carica di speranza, carica di futuro; in molti altri, questa partenza ha un nome solo: sopravvivenza. Sopravvivere agli Erode di turno che per imporre il loro potere e accrescere le loro ricchezze non hanno alcun problema a versare sangue innocente".
Lunedì 25 dicembre -
Alle ore 11,30 ho partecipato alla S.Messa solenne nella chiesa di Maria Ausiliatrice di Isola. La S. Messa è celebrata da don Nicola Reali, insegnante all'Università del Laterano in Roma, coadiuvato dal parroco, don Carlo.
Anche oggi la chiesa è strapiena di fedeli e la corale è al gran completo.
Molto significativa l'Antifona di Ingresso:"Oggi su di noi splenderà la luce, perché è nato per noi il Signore; Dio onnipotente sarà il Suo nome, Principe della pace, Padre dell'eternità: il Suo regno non avrà fine" e molto commovente il brano del Vangelo di Luca. In esso si contempla la visita dei pastori alla grotta. Dopo l'annuncio dell'angelo, i pastori vanno con sollecitudine fino a Betlemme. Sono gli umili a gioire del Vangelo, a dare gloria a Dio. Maria è la donna dell'ascolto e del silenzio. Dice Luca: "Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore". Ebbene, questi sono stati i temi sviluppati magistralmente anche da don Nicola nella sua profonda omelia. A questo punto la mia mente è corsa al messaggio del nostro Vescovo in occasione del Natale, "momento di luce, di speranza e di pace, ma anche di rinnovato impegno nel cammino che quotidianamente ci troviamo a compiere nella concretezza della nostra storia". Bellissimi altri passaggi che toccano i nostri cuori: "Il lavoro rimane certamente la priorità fondamentale, sia nel conservare quello già presente, sia nel suscitarne del nuovo.  Si pone infatti come condizione indispensabile per tutti, ma in particolare per i nostri giovani, per il loro futuro e per dar loro la possibilità di scegliere liberamente se rimanere su questo territorio o orientarsi altrove, nonché quella di poter progettare e costruire nuove famiglie".Il nostro Vescovo conclude il suo profondo messaggio, esortandoci a "riprendere in mano il Vangelo e ritornare così alla freschezza di quella Parola viva che è il Figlio di Dio venuto in mezzo a noi. In Esso risplende la luce di una vita creata per l'eternità, la gioia del saperci amati  da Dio, l'esigenza di camminare nella Verità, il dovere di vivere nella Carità....".
Martedì 26 dicembre -
Oggi ricorre la festa di S.Stefano diacono e primo martire. Stefano incantava le folle con le sue predicazioni del Vangelo, cosa non tollerata dal sinedrio che lo condannò alla lapidazione fuori di Gerusalemme, intorno all'anno 36 d.C. Uno dei principali inquisitori era Saulo di Tarso, grande persecutore dei cristiani, le cui vicende ben note lo porteranno alla conversione, tanto da diventare uno dei più grandi seguaci di Gesù ed apostoli della Chiesa, diventando San Paolo.
S.Stefano viene festeggiato all'indomani del Santo Natale perché la Chiesa ha voluto collocare vicino al Natale i compagni più vicini a Gesù ed i primi a testimoniare la fede in Cristo, pagando anche con il martirio il prezzo della loro fede cristiana.
Io mi sono recato nella Chiesa di Maria Ausiliatrice per partecipare ad una messa veramente solenne ed in cui si respira ancora un clima natalizio.
Molto profonda, come sempre , l'omelia di don Carlo che esordisce richiamando tutti noi al grande significato del Natale. Il Natale è una luce che si accende ed illumina la vita di tutti gli uomini. La festa odierna mette insieme due grandi esempi: Gesù e S. Stefano. Stefano offre la sua vita, donando sé stesso a Gesù, dando la sua vita per testimoniare la propria fede in Cristo e per la diffusione del Vangelo, Gesù offre la Sua vita per la salvezza dell'uomo e quindi di tutti noi. Entrambi sono portatori di pace ed amore, portando in questo mondo il desiderio di fratellanza, di pace e d'amore. E l'esempio di Stefano ci dimostra che non è solo la guerra a dividere gli uomini, ma anche la calunnia e così il bambino Gesù offre la Sua vita per la salvezza dell'uomo ed il Suo messaggio è un messaggio d'amore che unisce tutti gli uomini. Quel bambino, che viene rappresentato con le braccia spalancate, vuole inviare un abbraccio a tutti noi, un abbraccio a tutto il mondo. Ecco, non lasciamo cadere questo abbraccio e, uscendo da questa chiesa, portiamolo sempre con noi ed estendiamolo a tutti i nostri fratelli!
Domenica 31 dicembre -
Oggi ho partecipato a due bellissime cerimonie religiose in occasione della recita del "Te Deum" di ringraziamento per l'anno appena trascorso.
Alle ore 17, nella Chiesa di S.Giuseppe, Padre Mario ha dato vita al canto dei Vespri e del Te Deum ed all'esposizione ed adorazione del Santissimo. Numerosi i fedeli presenti che hanno partecipato con grande fede ed impegno. Subito dopo, sono corso nella Chiesa di S. Maria Ausiliatrice dove, alle 18,30 si è svolta una intensa cerimonia di ringraziamento con una nutrita partecipazione alla sentita cerimonia organizzata da don Carlo. Molto profonda la sua omelia nella quale è stato sottolineato che dobbiamo ringraziare il Signore per tutto ciò che ci ha dato nell'anno che volge al termine, lodandoLo per la Sua infinita misericordia e bontà. In particolare dobbiamo ringraziarLo della pace che dona ai nostri cuori, proprio in questa giornata della pace e del profondo amore che offre a tutti noi. Che bello poterLo chiamare "Abbà; Padre!"
Sicuramente questa sera ognuno di noi porta nel suo cuore i ricordi di questo anno che volge al termine: ricordi piacevoli e qualche volta anche dolorosi, come la perdita di persone a noi care, ma comunque dobbiamo ringraziarLo per il bene che abbiamo potuto riscontrare sia vicino a noi, sia nel mondo. Dio è buono e generoso!  E in questa importante ricorrenza non possiamo non sottolineare il fondamentale ruolo svolto da Maria, la nostra Madre Celeste, Madre del Figlio incarnato e Madre di Dio. La prima a sperimentare la pienezza della presenza di Gesù è stata proprio Lei, la Donna da cui Egli è nato. Quindi a Lei deve andare il nostro grazie, sapendo che a Lei possiamo sempre affidarci per ottenere il Suo incessante aiuto. Lei è la nostra Madre Ausiliatrice.
Lunedì 1 gennaio 2018 -
Di buon'ora, io e Giovanna ci siamo messi in viaggio per poterci ricongiungere con le nostre nipotine, la figlia e il genero, con i quali festeggiare l'inizio del nuovo anno, a Fiumicino (Roma). Prima delle ore 13, ora del pranzo, avevamo già raggiunto la meta e quindi abbiamo potuto riabbracciare i nostri cari. L'unico dispiacere che ci ha accompagnato è stato rappresentato dalla impossibilità di partecipare alla S. Messa nella nostra Chiesa di S. Martino in quanto avevamo l'assoluta necessità di festeggiare con i nostri cari almeno il primo dell'anno, visto che non era stato possibile farlo per il Natale.
Nel pomeriggio, ovviamente, abbiamo partecipato alla S. Messa nella Chiesa di S. Sebastiano in Parco Leonardo, assistendo ad una cerimonia veramente solenne, alla presenza di moltissimi fedeli. Bellissima l'omelia di un sacerdote proveniente dal Nicaragua e che sostituiva il parroco e che ci ha veramente commossi con le sue profonde riflessioni. Prima di tutto ha ricordato il ruolo svolto da Maria, nostra Madre Celeste, nel mistero di salvezza, Lei Madre Santa dell'Autore della vita e nostro Salvatore. Ma Maria, Madre di Cristo e di tutta la Chiesa, è anche la Regina della Pace ed infatti in questa importante ricorrenza, attraverso Maria, si implora da Dio Padre anche il dono supremo della pace.
Sabato 13 gennaio 2018 -
Ieri sera sono ritornato da Roma per partecipare ad una cerimonia a cui tengo molto: il Pellegrinaggio Mariano mensile che questo mese si svolge presso il Santuario di Nostra Signora di Roverano a Borghetto Vara.
Come sempre i fedeli di Luni e Fiumaretta partecipano in grande numero, utilizzando l'autobus appositamente noleggiato  e raggiungendo la meta con la massima puntualità. La giornata è davvero meravigliosa e, nonostante il freddo pungente, si respira un'aria fantastica e forse anche questo ha favorito una straordinaria partecipazione di fedeli.
Alle ore 8 il nostro Vescovo, S.E.Mons.Luigi Ernesto Palletti, dà inizio alla commovente cerimonia con una forte esortazione: "Carissimi, all'inizio del nuovo anno ci ritroviamo insieme per compiere il gesto del pellegrinaggio mensile; in questo momento vogliamo presentare la nostra Chiesa a Colei che ne è Madre e Modello, vogliamo presentare i giovani per i quali la Chiesa si riunirà a riflettere e pregare durante il Sinodo ad essi destinato perché sappiano che la Chiesa tutta lì guarda con stima, fiducia, amore e vuol donare loro la gioia dell'esperienza di fede. Vogliamo in modo particolare chiederLe di intercedere perché ci doni sante vocazioni al sacerdozio e sante famiglie, che sono il primo luogo dove si educa a conoscere il Signore Gesù.
Affidiamo il nostro seminario, perché sia una comunità animata dall'amore per il Signore e da una sincera devozione mariana che sfocia in un amore grande alla chiesa amata con tenerezza di figli."
A questo punto la processione si mette in movimento per raggiungere a piedi il Santuario, con la recita del S. Rosario intervallato da bellissimi canti Mariani. Quanta commozione da parte dei fedeli e quali indescrivibili sensazioni riesce a suscitare! Alle ore 8,30 viene raggiunto il Santuario dove viene celebrata una S. Messa davvero sentita.
Molto profonda, come sempre, l'omelia del nostro Vescovo che di seguito riporto:
"Apriamo il nostro anno solare nuovo proprio ai piedi di Maria ed è bello ritrovarci qui, ritrovarci qui alla luce ovviamente della grande liturgia dell'Eucaristia e, all'interno di questa liturgia, anche di quella preghiera che all'inizio è stata proprio detta, la colletta di questa Santa Messa, dove si parla di Maria, ma si parla appunto di un germoglio nuovo che proviene da Maria, ed ovviamente dal Padre che è nei cieli, dunque Cristo come germoglio nuovo dell'umanità. Ecco, mi sembra bello questo perché in fondo è anche profondamente legato al simbolismo di questo luogo di culto dove veramente il germoglio ha un posto privilegiato non solo nella devozione ma anche nella fede. Allora guardiamolo questo germoglio che viene a noi. Da Maria germoglia l'umanità  nuova. In Maria si compie il grande evento: il Figlio di Dio si fa uomo per noi. Non dobbiamo dimenticarlo. È una verità di fede profonda ed è una verità di fede importantissima, fondamentale. Noi crediamo in Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. Lo crediamo vero Dio perché è generato dall'eternità e nell'eternità dal Padre e dunque è Dio come il Padre Suo, però Lo crediamo anche nato dalla Vergine Maria in quanto uomo e dunque ha assunto un'umanità identica alla nostra, ovviamente tranne il peccato. In Lui non avrebbe potuto convivere questa duplice realtà terribile che invece portiamo spesso dentro di noi. Ecco Gesù Cristo è il vero Dio, è il vero uomo. Un unico Figlio di Dio che viene a noi nella Sua natura divina ed allora abbiamo sentito anche il Vangelo, in grado di dire, di compiere, di agire in modo nuovo. Veramente questa potenza nuova che agisce dentro di Lui, nello stesso tempo questa potenza che viene fatta passare attraverso quell'umanità che Lui ha preso proprio dalla Vergine Maria. Si è fatto uno di noi, per condividere con noi  tutto. In effetti questo brano di Vangelo ce lo ricorda. Quando i presenti si erano scandalizzati del comportamento di Gesù: "Mangia con i pubblicani e i peccatori! Siede a tavola con loro! “offre a loro un passaggio che sarebbe stato inconcepibile.
Il Figlio di Dio si sarebbe dovuto tenere distante da loro! Lui, infinitamente santo e puro. Eppure il Signore Gesù scende in mezzo a loro, ma scende in mezzo a loro non per condividere il loro peccato ma per offrire la Sua salvezza. Allora sì, realmente Cristo, pur essendo senza peccato, si addossa i nostri peccati, in modo da poterli cancellare una volta per tutte, però chiede a noi il passaggio fondamentale della nostra conversione. Se Gesù siede a tavola con i pubblicani, i peccatori, se mangia con loro, se dialoga con loro, se offre a loro amicizia nuova è perché loro si convertano. Non perché rimangano nello stato in cui sono. Ecco la bellezza allora di un Dio che scende in mezzo a noi, un Dio che ci accoglie certamente con le nostre fragilità, ma per darci la forza di quel rinnovamento di vita che solo Lui può portare. E questo è il grande dono del Vangelo che non dovremmo mai perdere, il dono che viene attraverso la Vergine Maria, il dono che giunge a noi mediante la Chiesa, il dono che siamo chiamati a vivere quotidianamente.
Da una parte fedeltà, fedeltà in ciò che viene proclamato, in ciò che viene detto, in ciò che viene vissuto; dall'altra parte misericordia perché il Signore ha usato a noi misericordia, ma la misericordia vissuta dentro la verità di modo che, quando scende il perdono, cambia la vita e, se cambia la vita, cessa il peccato. La fragilità no, quella ce la portiamo dentro di noi "passo dopo passo - dice l'apostolo - chi è in piedi guardi di non cadere". Ma la fragilità è un discorso, il peccato è un altro. L'inciampare, ebbè il Signore ci viene incontro e ci tira su, il volere rimanere seduti è tutta un'altra cosa! Il Signore chiede a noi una conversione vera; accogliamola così in modo che questo germoglio che sorge da Maria possa realmente sorgere anche dentro di noi ed attraverso di noi possa essere portato ad ogni nostro fratello.
E poi l'abbiamo ricordato proprio all'inizio della nostra salita, ma non dobbiamo mai dimenticarlo, ricordiamoci il motivo speciale per cui siamo qui: per chiedere sante vocazioni sacerdotali al Signore. Sappiamo quanto sono importanti: non sono un privilegio, sono un servizio e di questo servizio ne abbiamo bisogno tutti. Ecco, allora dobbiamo veramente fare nostra la preghiera di Gesù, quell'invocazione che Lui ci chiede di fare al Padrone della messe: "Pregate il Padrone della messe perché mandi operai alla Sua messe". Chiediamolo, chiediamolo nella speranza, chiediamolo nella ferma convinzione che il Signore ci ascolta. Chiediamolo perché il cuore di chi fosse chiamato sappia realmente dire il suo sì come Maria ha saputo dire il suo sì per la salvezza di ogni uomo.  Ecco, allora facciamo nostro questo cammino e continuiamo, con questa intenzione, la nostra celebrazione".

                                                                                   

  Maria la prediletta
di Domenico Lavaggi Prete e vostro conterraneo


Nelle feste di Maria Vergine si legge il Vangelo di Luca che dice: "L'Angelo Gabriele fu mandato da Dio a Nazareth, presso una giovane donna, sposa promessa di Giuseppe". Entrando da Lei, l'Angelo disse (cito il testo di Luca in greco): "kàire Kekaritomène" che significa: "Gioisci prediletta (di Dio)”.
Perché ha scritto "prediletta" e non "piena di grazia"? Perché per il Figlio prediletto di Dio, come dice il Vangelo, ci voleva una donna prediletta, e Maria è prediletta, perché Dio nella Sua sapienza l'ha preservata dal peccato originale a differenza di noi tutti che, per cancellare il peccato, abbiamo bisogno del battesimo.
Sono presuntuoso? Non lo so; so però che il merito della mia istruzione è del seminario che mi ha preparato al servizio pastorale con gli studi classici e teologici.
A proposito di prediletta, la Chiesa ha proclamato Maria Immacolata Concezione.
Dante aveva capito tutto, perché nel settimo cielo del paradiso , incontrando Maria, dice così: "Vergine Madre, figlia del tuo Figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso di ogni consiglio".
Maria è Vergine, non integra, perché la verginità consiste nella fedeltà.

Siccome Gesù, apparendo a Maria di Magdala, disse: "Va dai miei fratelli", vuol dire che Maria è madre nostra così come Dio è padre nostro e di tutti gli esseri umani, Maria è madre nostra e di tutti gli esseri umani.

Io considero la Chiesa madre mia e di tutti e non presumo di insegnare alla Chiesa come si fa a pregare, ma anche una voce semplice come la mia può essere utile a chi crede e anche a chi non crede.

  IN RICORDO DI NONNA DORIDE
di La tua famiglia.



Il giorno 22 Novembre u.s., l’adorabile nonna Doride ci ha lasciati per raggiungere la casa del Padre.
Gli ultimi 20 anni della sua vita sono stati segnati da dolore e sofferenza, ma grazie a tutti noi, suoi familiari, che siamo stati la sua cornice quotidiana, è riuscita a vivere con serenità e ad affrontare con forza e coraggio le avversità della sua infermità.
Si, il nostro compito è stato particolarmente impegnativo, ma siamo convinti che la centralità della persona umana in ogni luogo o situazione si trovi, aiuti a coltivare l’amore contro ogni egoismo e riaccenda il senso della dedicazione, della sopportazione, della comunicazione e della solidarietà.
Voglio sottolineare a proposito, l’importanza che la famiglia riveste per la nostra società. I nonni oltre a darci lezioni di vita, di pazienza e di saggezza, riescono a non farci disperdere un grande tesoro: la memoria di ciò che il tempo fa passare.
Grazie, Nonna Do per averci insegnato a camminare sulla strada dell’onestà, della generosità e della fratellanza. Il tuo spirito vitale e il tuo esempio continueranno a sostenerci per tutta la vita.


<-Indietro
 I nostri poeti
 Storie dei lettori
 Spiritualità
 I nostri ragazzi
 La redazione
 Galleria Foto
 E Mail
Lunae Photo
Archivio
2022
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2021
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Settembre-Ottobre
n°6 Giugno/Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2020
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°6 Settembre-Ottobre
n°5 Giugno
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2019
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2018
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Settembre
n°7 Luglio-Agosto
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2017
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Settembre
n°7 Luglio-Agosto
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2016
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Agosto-Settembre
n°7 Luglio
n°6 giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2015
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Agosto-Settembre
n°7 Luglio
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2014
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2013
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2012
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2011
n°11 Dicembre
n°10 Numero speciale
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2010
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2009
n°11 Edizione speciale
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
 
     
 Copyright 2009 © - Il Sentiero. Bollettino Interparrocchiale di Ortonovo (SP) Crediti