N° 4 - Aprile 2013
Storie dei lettori
  BUONA GIORNATA!
di Paola G. Vitale


 
 

 

È l’innovazione più bella, al termine della S. Messa. Oramai, ogni celebrante rivolge questo saluto ai fedeli, al termine della benedizione finale. È un umano richiamo al fatto che la vita è, per il cristiano, il proseguimento dell’azione di Dio nelle umane faccende, nelle umane relazioni e per di più ti fa sentire vicina quella persona del sacerdote e allora, anche i partecipanti si rendono vicini a lui.  E cresce la fiducia e la vicinanza e la comunione. Che sia così! E c’è, sempre, anche il bacio dell’altare!!

 
 

  C’È LUNI MARE
di Paola G. Vitale


 
 
 

 

“Scrivi qualcosa di fresco!” dice Walter ed io, da un po’ vorrei parlare della frazione in cui abito da quasi quarant’anni, cioè Luni Mare.

Luni Mare inizia alla fine del cavalcavia che supera l’autostrada La Spezia-Livorno e termina prima della rotonda sul viale XXV aprile che porta al mare.

La sua storia si è svolta ad alterne vicende di sviluppo, di valido e gradito commercio e poi di abbandono e decadimento. Molte famiglie che avrebbero potuto costituire un “nucleo storico” tipo paese si sono stabilite altrove l’una dopo l’altra. I molti stranieri qua ospitati non certo gratuitamente, fanno vita a sé, come la maggior parte delle giovani famiglie.

La parrocchia stenta a prendere corpo, anche se alcune catechiste e qualche coppia di sposi non abbandona del tutto. Da parte mia ringrazio Dio di tutto ciò che mi concede di fare e dire per lui.

Prego e non mi stanco di chiedere uno sviluppo sereno intorno alla gioia che è Gesù Sacramentato, come è nelle parrocchie in collina e alta ferrovia.

Al mattino, dopo le sette puoi vedere un nutrito gruppo di adolescenti studenti che un pullman trasporta a scuola, verso Carrara. Tutti ragazzi che non frequentano la chiesa e che mi fanno sognare un “fresco coro” di voci intorno a Nostro Signore. Va bene andiamo avanti e offriamo tutto di noi, all’autore della vita, ma cerchiamo di destarci dal sonno e di creare “spazi” che non portino i nostri giovani ad Avenza, a Sarzana e altrove, altrimenti questa rimarrà una realtà “turistica” dove il popolo estivo riempie volentieri il prato dove celebriamo la fonte della gioia.

E allora, che dire? Buona Pasqua a tutti!

 
 

  Auguri, mamma!
di Mila, Morena e Antonella.


 
 
 

Cara mamma, il 9 aprile compirai 90 anni: un bel traguardo!

Con queste poche righe vogliamo ringraziarti per tutto ciò che hai fatto per noi,

per quello che fai e quello che ancora farai.

Grazie del tanto bene che ci vuoi.

Grazie perché ci hai unito ancora di più.

Grazie per i valori che ci hai insegnato.

Un caro pensiero va al nostro babbo che fino all’ultimo istante di vita, quando gli chiedevamo: “A  chi vuoi più bene di noi tre?”. Lui sempre rispondeva: “A tutte e tre uguale!”

 
 


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  LA PASSIONE DI GESU’
di Doretto


 
 
 

Martedì 26 marzo 2013

 

 Avere un foglio bianco davanti con in mano una penna e non sapere cosa scrivere. Il mio cuore è vuoto. Sono giorni che tento di scrivere qualcosa per i lettori de “Il Sentiero” che ormai li sento come miei fratelli e sorelle, ma non riuscivo a scrivere niente. Oggi è martedì Santo. Sì, siamo nella Settimana Santa; è come se il buio fitto fosse sceso nel mio cuore. Poi, ecco che questa notte ho pensato: “Ma “Il Sentiero” esce subito dopo Pasqua!”. E allora ecco che il buio che avevo nel cuore ha preso il suo significato; sì, è come se nel mondo fossero calate le tenebre, come se le forze del male avessero prevalso, come se tutto fosse diventato morte. Gesù sta vivendo la Sua Passione, che culminerà nel Suo grido: “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?... E il buio era sceso sulla terra, il sole si era eclissato, la luce era scomparsa.

Questo accadeva il venerdì; poi venne il giorno della Parasceve, sabato,  tutto il creato sembrava si fosse fermato: il silenzio regnava su tutta la terra come in attesa del più grande avvenimento di tutti i tempi, l’avvenimento che ci avrebbe salvati, che ci avrebbe spalancato la porta del Paradiso, che ci avrebbe dato la vita eterna: la Pasqua! La Sua, la nostra Pasqua; la Sua, la nostra Resurrezione. E allora come si può stare tristi e vivere nel buio? Come si può lasciarsi andare al pessimismo e vivere nell’incertezza del domani, vivere nella paura: vivere come se Gesù non fosse risorto e noi con Lui?

            Ecco la vera Pasqua! Gesù è veramente risorto, ha vinto la morte! E dopo essere risorto ha voluto restare con noi. Ci ha costruito una casa, bella, risplendente di luce: la Chiesa; la Sua, la nostra Chiesa; con Lui come capo, poi Pietro e suoi discendenti, i papi, i vescovi, i sacerdoti e tutti noi, popolo di Dio.

Cerchiamo di esserne degni; Lui ci ama tanto. Cerchiamo di amarlo un pochino anche noi. Come? Iniziando ad andare a Messa la domenica, dove si celebra la Sua Parola, la Sua Morte e Resurrezione, dove si può ricevere il Suo Corpo accostandoci al banchetto eucaristico, dove ci si incontra con altre anime che hanno ricevuto il meraviglioso dono della fede, e poi tutti uniti, con Lui in mezzo a noi, lo porteremo per le strade del mondo come sale per la terra e annunciando a tutti che Lui è risorto: ecco l’evangelizzazione!

Ricordiamoci sempre di amare il prossimo come Lui ci ha amati, e il Paradiso sarà già qui, sulla terra.

                                                                                                         

 

 

  LE MIE SUORE
di Marisa Lisia


 
 
 

E’ tanto tempo che ho in animo di parlare delle mie mai dimenticate suore, essendo io stata in collegio per conseguire un piccolo, utile attestato di studio e posso personalmente testimoniare in loro favore per la loro abnegazione e disponibilità d’animo verso gli ultimi. Ora, brevemente, vorrei raccontarvi qualche breve loro storia drammatica e non.

Citerò per prima la mia cara insegnante di scuola: madre Cherubini, validissima insegnante e maestra nel consolare cuori di adolescenti in crisi. Persona oltremodo umana, sempre col sorriso pronto per ciascuna di noi. Mi è rimasto impresso il suo scaldino (unica fonte di calore nel freddo inverno): nella sua generosità se ne privava per passarlo a noi bambine, infreddolite.

Poi madre Trinità, la più anziana delle suore; era nata al confine con l’Austria e sapeva perfettamente il tedesco e questo ci era stato molto utile perché, durante la seconda guerra mondiale era riuscita a dissuadere una squadra di tedeschi dal portare sul belvedere del collegio la contraerea! Grazie a madre Trinità era stato scongiurato un pericolo  mortale Diceva sovente: “Le nostre bambine non sono mai trattate abbastanza bene!.” E’ morta centenaria senza mai un rimprovero, mai!

Madre Colomba, giovanissima, solare, amabile, comunicativa, era per noi, tanto bisognose di affetto,  una vera manna piovuta dal cielo.

Poi suor Cecilia, bravissima organista, di bella presenza, morta giovane in conseguenza di una pallonata ricevuta in pieno petto da un ragazzo.

Suor Michelangela, morta anche lei giovanissima; aveva anche lei la vocazione della missionaria: raccoglieva attorno a sé molte ragazze che rapite l’ascoltavano parlare di Dio. Un vero gioiello di suorina. Poi una suora anziana,  ma dire anziana è dire ancora poco: tutta ricurva col suo bastoncino ci veniva incontro, e tirava fuori dalle tasche della sua tonaca piccoli pezzi di pane evidentemente a lei destinati. Non seppi mai il suo nome, ma il suo gesto ci lasciava un grande insegnamento: amare fino all’ultimo respiro…

Madre Gabriella, professoressa e superiore dell’Ordine di San Domenico, fondatrice di una Casa per fanciulle orfane in difficoltà e di una struttura per ragazze madri che accoglieva insieme ai loro bambini con vitto e alloggio gratuito e artefice di tante altre opere di beneficenza. Per tutto ciò aveva ricevuto solennemente il Premio della Bontà in pergamena che le sue consorelle tengono ancora gelosamente custodito a suo ricordo e onore.

Sono esempi edificanti che uno  porta nel cuore come buona semente. Come posso io ascoltare senza fremere di sdegno le critiche rivolte ai sacerdoti ed alle consacrate che tanto bene hanno fatto e fanno a questa nostra povera umanità? Tanti sono i ricordi che si accavallano nella mia mente; ricordi forse sacri, anzi, decisamente sì.

Madre Cherubini, madre Trinità, madre Colomba, suor Cecilia, suor Michelangela, suor Gabriella, a presto!

 

                                                                                                         

 

  Buon compleanno, Nicole!
di Marta


 
 
 

Buon compleanno, Nicole!

 

Sono passati ormai tre anni da quando ci hai lasciati, ma sei sempre presente nel nostro ricordo, vivo, indelebile.

Il 27 aprile, una data importante per te, avresti compiuto il diciottesimo anno di età. Sono gli anni del passaggio dall’adolescenza alla giovinezza. Amiamo immaginarti nei preparativi della festa che avresti fatto: la scelta del vestito: forse verde intonato al colore dei tuoi occhi, grandi, mandorlati, aperti come il mare!

E tu parlavi, con quegli occhi!

            Gli inviti agli amici; forse in pizzeria; la scelta delle canzoni da cantare col karaoke;  una giornata indimenticabile con la gioia di mamma e papà.

Il diciottesimo anno, è quello dell’esame di maturità. Che indirizzo universitario avresti scelto? Tutte queste cose per prepararti ad una vita lavorativa serena. Quaggiù tutte queste banalità fanno parte della nostra esistenza.

Ti ricordiamo tutta gioiosa alla Scuola di Danza, con le tue scarpine e il tutu, tu, piccola farfallina, che danzavi forse sognando di diventare una “etoile” della Scala… Ebbene, siamo certi che danzerai per noi in mezzo alle nuvole assieme agli angeli che ti faranno da coreografia e ci verrai incontro quando un giorno anche noi saliremo verso il Cielo, verso l’eternità.

            Tanti, tanti cari auguri, cara Nicole,

                            

                                                                   

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