N° 8 - Ottobre 2010
I nostri ragazzi
  Dall'America all'Egitto
di Bertolini Sofia Elena-Jessica Corsini-Chiara Orlando


 
 
 

A New York, in una base spaziale, tre animali, un coniglio, un cavallo e un doberman (che si chiamavano Puffo, Gufetto e Guizzo) per sbaglio salirono su un razzo che era diretto sul pianeta Giove. Dopo un po’ che erano partiti il razzo si scontrò con un meteorite e precipitò in Egitto.

        Lo scontro però fece mischiare gli animali con dei disegni raffigurati sul razzo. Il coniglio diventò così per metà farfalla, il doberman diventò per metà lucertola e il cavallo diventò per metà gufo. Quando scoprirono che erano caduti su una piramide, scesero dal razzo, ma vennero circondati dalle mummie. Queste mummie portarono Puffo, Gufetto e Guizzo nella piramide dove vennero sgridati da Cleopatra. Questa, inoltre, decise di sottoporli ad una prova: avrebbero dovuto ricostruire la punta della piramide che nello scontro si era rotta.

        Il mattino seguente Puffo, Gufetto e Guizzo si misero a lavorare sulla piramide e la sera avevano già finito. La regina Cleopatra, per ringraziarli, decise di rimandarli a New York.

 
                                                                              

  IL GRANDE SOGNO
di Serena Rocchi, Benedetta Ruzzante -1^ C.


 
 
 

         Leo e Aria erano due grandi amici che condividevano tutto e soprattutto il dolore di dover vivere dietro le sbarre di un famoso zoo di Londra. Leo era una giovane antilope e il suo compagno di gabbia era Aria, un maestoso falco dalle candide piume.

         A prima vista erano senz’altro diversi ma nei loro occhi  si celava un grande sogno comune, quello di vivere liberi, ma quel desiderio era imprigionato dietro le sbarre come i loro corpi. I giorni allo zoo passavano veloci ma tutti uguali e monotoni sotto gli sguardi curiosi dei visitatori.

         Ma una mattina, inconsapevoli, il loro sogno si stava avverando…Infatti quella mattina non c’era nessuno, nemmeno i guardiani; lo zoo era deserto e tutto intorno regnava il silenzio. Subito Aria, che era già sveglia, pizzicò Leo sulla coscia per svegliarlo. Leo si alzò di scatto e, tutto assonnato, disse: “Che c’è?”. Aria tutta preoccupata rispose: “Guarda, è l’orario di visita e non è arrivato nessuno; stamattina non è passato nemmeno il guardiano a portarci il mangiare”. Leo si guardò intorno e con voce preoccupata aggiunse: “Come farò senza la colazione? Moriremo di fame!”. Aria per calmare l’amico replicò : “Non ti preoccupare, avranno ritardato, aspettiamo”.

         Aspettarono per ore e ore ma nessuno si era fatto vivo, nessuno; erano rimasti soli, abbandonati a se stessi. Tutti e due si erano fatti prendere dal panico: Aria volava sbattendo fortemente le sue ali, mentre Leo correva all’impazzata, era un caos totale. Tutto a un tratto Aria si fermò e disse: “Ho trovato, perché rimanere dietro queste sbarre? Possiamo scappare via”. Tutto deciso il falco si avvicinò alla serratura del cancelletto della gabbia, sicuro di riuscire ad aprirla.

         Infatti infilò il suo affilato e possente artiglio dentro la toppa della serratura, ma il cancello non ne voleva sapere di aprirsi. Dopo numerosi tentativi si udì un clak pieno di speranza ed infatti, come per magia, la gabbia si aprì mentre entrambi sentivano già odore della libertà. Aria, con un paio di sbattiti d’ali, uscì frettolosamente, mentre Leo lasciò la gabbia con qualche passo insicuro. Ma subito dopo tutti e due fuggirono velocemente. Fecero chilometri e chilometri fin quando, dopo aver attraversato tutta la città di Londra, trovarono un grande bosco dove molti animali di specie diversa li accolsero calorosamente.

         E così restarono in quel bosco per sempre, liberi come non lo erano mai stati.

 

                                                                                       
 

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