N° 6 - Giugno 2022
“Dal Diario di un povero prete che è anche un prete povero”
di don Mario Scarpato

 

  

FIGLIO DI DIO – FIGLIO DELL’UOMO E FRATELLO NOSTRO

La tua pazienza è grande. Ascoltami!    

 “Sono dalla parte dei poveri”

Poveri e basta senza aggettivi ed interpretazioni varie.
Quelli – tanto per intenderci – che sono senza lavoro – quelli dalla vita insicura e dall’avvenire molto incerto.  Quell’avvenire che dipende esclusivamente dal profitto degli altri.

Mi dirai: Fratello mio è facile oggi mettersi dalla parte dei poveri  - che è poi la mia parte –, fa tanto demagogia  e fa addirittura “snob”.
No. Signore – non mi rimproverare – forse non mi sono spiegato bene.  Sono dalla parte del povero per rimanere fedele a Te che sei stato e sei ancora il più povero del mondo; e poi perché i poveri hanno bisogno di me, vogliono sentirmi vicino, forse, per sentire ancora Te.

Qualcuno potrà dirti che i poveri non credono né al Padre né a Te.  Ma lo sai che di Te hanno una figurazione sbagliata? Lo sai che non hanno letto la Tua parola, perché nessuno l’annunciata loro nel modo vero? Lo sai che il loro “non credere” è solo esasperazione dinnanzi ad un cristianesimo fatto di compromessi e di mezze misure?  Non sanno, per esempio, ( ma non lo sanno neanche i ricchi ai quali hai detto: guai a voi ) non sanno che Tu sei Dio e che dalla tua felicità divina sei sceso per incarnarti e prendere la infelicità dell’uomo. Dell’uomo hai preso tutto – anche la tristezza – la miseria – la insicurezza – la morte. Non hai voluto il peccato perché è il solo fatto negativo dell’uomo, ed è “non amore”, “egoismo”, “oppressione”.
A proposito: l’Eresia più grave è l’oppressione del povero.

E’ vero che degli uomini che si chiamano “teologi” fanno tanta confusione e gli “interpreti” della Tua parola ne fanno altrettanta. Ma a noi, di loro, non ce ne importa niente e le loro elucubrazioni sono un soliloquio.
Il tuo popolo non li ascolta, perché noi poveri vogliamo la tua parola così come è: dura, scabra, incisiva e decisiva.

Hai detto : Se vuoi essere perfetto vendi tutto quello che hai, dallo ai poveri e seguimi.
Mi hanno domandato di tradurre in termini moderni questa parola.

Non sapevo rispondere – poi – dopo aver pensato ho detto: Signore fà che possiamo, noi cristiani, operare non per il profitto, ma solo per amore; fà che cerchiamo e facciamo la felicità degli altri sulla base  - se occorre – ( ed occorre ), della nostra personale infelicità.
Si sono messi a ridere – Signore – e mi hanno detto che la mia traduzione è sbagliata. Quattro in Vangelo!    E’ grave per un povero prete. A Te non hanno dato “quattro”: Ti hanno crocefisso.

Grazie. A me è andata bene.
Certo è più facile andare in processione con il cero acceso e il rosario fra le mani, che donare “noi stessi agli altri”.  Il tuo Francesco ha donato le vesti preziose al suo padre ricco mercante, ( solo mercante o ladro ? ) ed ai poveri hai donato se stesso. I poveri hanno capito, scelto e accettato. Hanno capito che Ti seguiva davvero. Che bravo S. Francesco, Signore! Aveva imparato  leggere la tua parola nella sua cruda realtà, senza commenti e distorsioni.

Un giorno – non lontano – un uomo mandato da Dio Tuo Padre – un uomo il cui nome era “Giovanni” ha aperto le porte del Tuo amore, perché tutti potessero entrare e vederti quale realmente sei.  Tu hai sorriso a Giovanni e a tutti noi. Abbiamo veduto la Tua povertà, il Tuo dolore, la Tua croce. Abbiamo capito che ci hai amato da sempre e che quelle porte non si potranno più chiudere.
Gesù – abbi pazienza – ancora una domanda: - E’ vero che l’uomo senza denaro è l’immagine della morte?

Nel Tuo Vangelo mi dici di no. Tu sei la via, la verità e la vita. Il denaro non c’entra – il denaro è la morte.
Infatti provoca l’odio – le guerre – la lotta di classe.

Hai detto : Riferite a Giovanni quello che voi udite e vedete. “ I ciechi vedono, gli zoppi camminano, i sordi odono, i lebbrosi sono mondati, i morti risorgono; ai “poveri” è annunciata la buona novella ed è beato colui che non troverà in me occasione di “scandalo”.
Era scandaloso non essere dalla parte del Sinedrio – è scandaloso essere dalla parte dei poveri.

Qui è un bel pasticcio, Signore. Quello che dici è tutto diverso da quello che dicono gli uomini saggi. Mi parlano di ricchezza – di proprietà – di interessi – di potenza. Costoro sono contro di Te anche se dicono di capirti e di spiegarti. Solo chi è povero può capirti e Ti comprende anche chi vende tutto quello che ha , chi non cerca profitto, ma vive del suo amore per riversarlo sugli altri – suoi fratelli.
Ho parlato con Te, o Signore,  perché sei presente e sei contro i sistemi degli uomini.

E attendi con amore a restaurare questo universo di cui sei il centro.
…. Non vi sarà più morte, né lutto  né grido, né pena esisterà più, perché il primo mondo è sparito e vi saranno cieli e terre nuove.

Grazie di questa certezza. Il Tuo amore vince e noi non avremo lottato invano.
Grazie anche della pazienza con cui mi hai ascoltato. Ti saluto tanto.

Affettuosamente.

Sono il povero prete di cui sopra


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