N° 10 - Dicembre 2021
Dal diario di un parrocchiano
di Enzo Mazzini

Don Domenico Lavaggi è tornato alla casa del Padre nella notte di martedì 2 marzo ed ora dal Paradiso veglia su tutti noi. Lui era molto orgoglioso di essere un collaboratore del "Sentiero" e ci ha fatto dono di pagine davvero indimenticabili. Per questo riteniamo di fare un gradito dono ai lettori del Sentiero pubblicando il suo messaggio rivolto al suo caro amico e confratello don Carlo Cipollini il 27 Giugno 2006, in occasione dei 25 anni di sacerdozio di don Carlo, festeggiati con una solenne e commovente cerimonia nella bellissima Chiesa di Nicola.
Quel giorno c'eravamo veramente tutti, per vivere una giornata davvero commovente ed indimenticabile ed ecco il messaggio  che don Domenico ha rivolto al suo confratello don Carlo al quale era legato da una profonda amicizia:
"Caro don Carlo, sono passati 25 anni da quel 27 giugno 1981, quando il Vescovo Siro ti ha detto: "Oggi sei prete nella chiesa di Gesù". C'eravamo tutti sulla piazza della chiesa quel giorno e oggi, in molti, siamo ancora qui per lodare e ringraziare Dio dei suoi tanti doni. Quante volte, in questi anni,  tu hai ripetuto le parole che hanno aperto nel mondo una via nuova per una nuova civiltà: "Gesù prese il pane, lo spezzò e disse: mangiatene tutti! Questo è il mio corpo dato per voi" ed ogni volta Gesù si è fatto presente nel pane spezzato perché l'uomo potesse vincere la sua fame: "fame  di verità, fame di giustizia, fame di amore ". Se oggi, tra i presenti in questa chiesa, qualcuno mi chiedesse: " Chi è il prete?", gli darei una sola risposta - che mi pare la più evangelica: "Il prete non è l'uomo più intelligente o più colto, e non è neppure l'uomo più santo: il prete è  l'uomo che, come Gesù, nel pane dell'Eucaristia,
accetta di essere pane spezzato perché chi ha fame ne possa mangiare ogni giorno: pane spezzato per i bimbi, per i ragazzi, per i giovani, per gli adulti, per gli anziani. Pane spezzato per chi è vecchio, ammalato, moribondo. Il prete è l'uomo per gli uomini, per quelli che credono, per quelli che ancora non credono, per quelli che hanno smesso di credere: il prete è l'uomo di tutti,  perché così era Gesù, che non aveva paura di essere sempre disponibile per chiunque incontrava sulla Sua strada. Al funzionario di Erode che gli diceva: "Mio figlio è molto malato: scendi a casa mia prima che egli muoia" Gesù rispose: "Va',  tuo figlio vive" (Giov.4,47-49).  Alla donna cananea che gridava in preda alla disperazione: "Pietà di me, Signore Figlio di Davide, mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio" Gesù, avendo visto la sua fede, disse: "Donna, davvero grande è la tua fede, ti sia fatto come desideri: tua figlia è fuori pericolo ed è salva" (Matteo 15,22-28). Al centurione romano che gli diceva: "Signore, il mio servo più anziano giace in casa paralizzato e soffre terribilmente", Gesù rispose: "Io verrò e lo curerò" (Matteo 8,6-7). Alla donna che i sacerdoti volevano lapidare perché colpevole di adulterio Gesù, rimasto solo con lei, disse: "Donna, dove sono i tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata? ": "Nessuno" - rispose la donna - E Gesù: "Neppure io ti condanno: va' e d'ora in poi non farlo più " (Giov.8,10-11). Questo è il prete! È l'uomo che sa dire ad un padre spaventato per suo figlio molto malato: "Non aver paura,  tuo figlio è caro a  Dio: Lui saprà guarirlo'".  Il prete è l'uomo che sa dire ad una madre preoccupata per la figlia che cammina per sentieri pericolosi: "Non disperare, tua figlia è nel cuore di Gesù: Lui saprà condurla sui sentieri della vita ".  Il prete è l'uomo che sa dire ad un vecchio malato e sofferente: "Non ti cruciare, Gesù lo sa che tu soffri e ti è vicino per confortarti". Il prete è l'uomo che sa dire a chi ha peccato: "Abbi fiducia, Gesù è morto sulla croce anche per te: Egli ti ha liberato dal peccato".
Carissimo Carletto, noi sappiamo dal Vangelo che, prima di ascendere al cielo, Gesù ha parlato così ai Suoi discepoli: "Andate nel mondo e dite a tutti: Dio vi ama ed è il vostro padre".  È questa la Buona Notizia che Gesù ha affidato al prete: Dio è il Padre che ama i Suoi figli e che rimane con loro quando sono buoni e quando dimenticano di essere buoni con Lui e con i loro fratelli.

Miei cari amici presenti in questa chiesa,  se Dio ha dato al prete il potere di rimettere i peccati nel Suo Nome, l' ha fatto perché ha voluto far sapere a tutti che Egli  è "Padre Misericordioso" e di questa misericordia di Dio il prete è  ministro e messaggero.
Carissimo don Carlo, quando tu ed io saremo davanti a Dio, Egli ci chiederà: "Siete stati i messaggeri della misericordia  e dell'amore?"  Se noi potremo rispondere di sì,  allora vorrà dire che siamo stati i preti che Gesù voleva che noi fossimo nel Suo nome. Ci conforta e ci dà speranza la Parola che oggi abbiamo letto nella Preghiera dell'ufficio  delle Letture: " Poiché Tu, o Padre, non privi mai della Tua guida coloro che hai stabilito sulla salda roccia del Tuo amore". È questo "amore" che ci dà la forza per essere ogni giorno "Pane spezzato".



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