N° 10 - Dicembre 2021
Caro Gesù Bambino,
di Antonio Ratti

NATALE 2021

 

Caro Gesù Bambino,

 mi sono accorto che questa è la ventottesima  volta che mi rivolgo a Te, nel giorno della memoria della tua nascita, con i miei mugugni nella convinzione che anche Tu sia d’accordo  che l’uomo sta scivolando a grandi passi verso una situazione globale gravissima di non ritorno.
Ho detto volutamente globale, infatti tutto ciò  che tocca e fa dà risultati perniciosi.
I cambiamenti climatici di cui solo ora cominciano ad avvertirne le conseguenze  – ma se ne parla ( bla, bla, bla…, come dice Greta Thunberg ) in mille convegni internazionali, come il G20 di Roma e il Cop 26 di Glascow,  che hanno  il pregio di costare cifre ingenti per l’organizzazione senza incidere   -  sono un problema antico, poiché lo sfruttamento  sempre più indiscriminato  del pianeta e delle sue risorse è cominciato con l’homo habilis e sapiens.   Il legno era fondamentale, tutto era di legno: ecco la deforestazione, resa ancora più amplificata dall’esigenza di creare sempre maggiori spazi da destinare alle coltivazioni agricole.     Risultato: siccità e desertificazione.
La necessità crescente  di fonti energetiche, ha portato all’impiego di materiali fossili  (carbone, petrolio, metano ) altamente inquinanti.  E si potrebbe continuare quasi all’infinito.
La società civile mondiale è veramente civile e consapevole del suo ruolo e dei suoi doveri? 
Le belle eccezioni e alcuni aspetti positivi  spariscono di fronte alla marea delle negatività.

L’egoismo, che ha il solo obiettivo di prevalere, non importa come, impedisce la crescita sociale equa, dove il diritto al pane quotidiano del Padre Nostro, che significa garantire a tutti un’esistenza dignitosa e accettabile, è per miliardi di esseri umani totalmente disatteso, poiché l’80% della ricchezza è nella disponibilità del 10% di avidi personaggi mai sazi con la connivenza, spesso, di chi governa senza pudori.

E’ sempre e solo l’egoismo a sostenere la corruzione, l’eversione, la prevaricazione,  la violenza, la delinquenza, il  ricatto, il bullismo giovanile, tutto a danno del prossimo.
Pensiamo ai drammi e alle tragedie, troppo spesso silenti  fino a quando non accade l’irreparabile, che l’egoismo riesce a produrre all’interno delle famiglie, che sembrano ormai una istituzione del tutto obsoleta da accantonare. Oggi si convive, così il rapporto s’interrompe quando fa comodo senza l’intervento del magistrato che comporta il rischio di una pena.           A farne le spese sono i figli.
E’ eticamente corretto? Ma cos’è l’etica?

Un’altra domanda: oggi i genitori sanno fare i genitori o sono distratti da cose che si ritengono egoisticamente più urgenti e importanti?   Il vignaiolo sa che, se vuole uva di ottima qualità, la vite va sorretta nella sua crescita da un sostegno adeguato e attenzionata  costantemente.  Il genitore troppo spesso lo dimentica o, peggio, lo ignora per il proprio tornaconto, cioè per egoismo. Tutti gli animali, nessuno escluso, ci insegnano l’assoluta dedizione ai loro piccoli.     E noi intelligentoni?

Della politica è meglio non parlarne, perché, tutto sommato, è il mezzo più economico e diretto per gl’interessati, il più delle volte improvvisati competenti, di soddisfare le proprie egoistiche ambizioni di successo e visibilità: al cittadino non resta che sperare, che, per mera casualità, qualcuna delle cose  poste in essere  non sia dannosa.
Caro Gesù, è inutile che ti dica come anche la gestione della tua Chiesa, nonostante la presenza preziosa e vigile di papa Francesco, non brilli di un eccellente spirito evangelico: c’è un congruo gruppetto di  sapientoni ( la casta dei chiamati- testardi convinti ) che fa capricci di vario genere e gravità per far prevalere le proprie idee e primeggiare. Forse al loro libro del Vangelo sono state strappate alcune pagine, in modo particolare quella in cui si dice che chi vuole essere primo deve servire, cioè obbedire ( non dimentichiamo  che anche Giacomo e Giovanni  Ti hanno chiesto il posto a destra e a sinistra del tuo trono.     Quanti moderni imitatori !!)  e quella del convitato che si era seduto in un posto privilegiato pensando di meritarlo, sollecitato invece a sedersi dove era stato destinato, cioè molto più defilato.            Già una superficiale lettura dei Vangeli dovrebbe fare individuare al gruppetto di cui sopra tanti altri punti di riflessione: basta pensare alla manifesta simpatia che Tu, Gesù, mostri verso la casta politico-religiosa degli scribi e dei farisei.
Con loro sei stato solo duro e sferzante.
Credo che per oggi possa bastare anche per un mugognone incallito come me.
Un’ultima cosa: non farci affievolire la speranza che ci sarà un momento in cui del buio tunnel si veda la fine  sul nostro tormentato pianeta.
Oggi pensiamo alla gioia della tua nascita terrena, umile nella forma che più non si poteva immaginare, ma nella sostanza meravigliosa, perché rappresenta il primo momento del piano di salvezza che il Padre Ti ha affidato.

         Con l’affetto e l’amore, un po’ disordinati, che so esprimerti, al prossimo anno.
                                                                           Tonino


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