N° 1 - Gennaio 2020
Dal diario di un parrocchiano
di Enzo Mazzini

 

Sabato 23 novembre - Oggi è la vigilia della grande Solennità di Cristo Re dell'Universo e, come ogni sabato, partecipo alla S.Messa nella Chiesa di S.Giuseppe.
Nonostante il brutto tempo, molti sono i fedeli presenti che la rendono davvero solenne con i preziosi canti eseguiti. Molto profonda l'omelia di Padre Michele che di seguito riporto:
"Oggi è la festa di Cristo Re, Re dell'universo. È davvero commovente vedere il nostro Re crocifisso, un Dio potente crocifisso! E come posso confidare in un Dio forte, potente, crocifisso? Questo Dio che si è fatto uomo in Gesù Cristo ed ancora, dopo duemila anni e più, Lo adoriamo. Lui non ha avuto paura di essere rifiutato, di non essere accolto. Ecco l'onnipotenza di Dio, un Dio che si è avvicinato a noi non per renderci Suoi schiavi, ma per renderci Suoi figli. È entrato nella nostra natura umana, nella nostra sofferenza, nei nostri dolori, nelle nostre difficoltà.
La festa di oggi, già da questa sera, ci invita non soltanto a guardare, ma a riconoscere che da quel Gesù Crocifisso, da quel Dio Crocifisso, è venuta la nostra salvezza. Abbiamo ascoltato: i soldati, i Farisei Lo guardavano non per adorarLo, ma per metterLo in ridicolo, dicendogli: " Se Tu sei il Figlio di Dio, salva Te stesso, scendi dalla Croce e noi Ti crederemo". Lui avrebbe potuto farlo: era Dio, ma non lo ha fatto, anzi si è fatto umile per salvarci. Quante volte anche noi, nella nostra esperienza umana, quando sperimentiamo i momenti in cui la nostra vita è provata, quando stiamo sperimentando la sofferenza, le difficoltà della vita, che cosa facciamo? Ci rivolgiamo a Dio, al nostro Dio, perché Lui ci conosce ed è passato lì proprio dove noi passiamo oggi, per raggiungere la gloria del Signore. Quant'è bella la risposta di Gesù al condannato crocifisso accanto a Lui e che Gli dice: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel Tuo regno!" E Gesù risponde: "In verità ti dico: oggi sarai con me nel Paradiso".
Ecco, questo ci invita, ci incoraggia, perché la nostra vita non è di questo mondo. Noi siano di passaggio, ma in questo passaggio, la nostra vita, ci sono tanti momenti nei quali dobbiamo incontrare molte difficoltà che dobbiamo affrontare con l'aiuto del Signore, per poter entrare nella Sua gloria, nel Suo Regno, nella Sua presenza e questa è la nostra Messa, che noi celebriamo ogni volta che partecipiamo alla Santa Eucaristia. Gesù è il nostro Re, un Re che ci salva, un Re che ha donato la Sua vita per noi.
Ecco, riconosciamo in questa santa Eucaristia che Gesù è morto, è morto ma è risorto e ci ha salvati. Non è rimasto sulla Croce, ma è risorto per darci una vita, per darci il senso, ma soprattutto la luce della nostra vita, la luce della nostra mente, la gioia della nostra vita, nel nostro cuore. Ecco cosa celebriamo oggi: noi non celebriamo un Gesù crocifisso per niente, ma un Gesù crocifisso per tutti noi e quel Gesù crocifisso per noi ci ha dato la possibilità di chiamarci "Figli di Dio". E noi possiamo avere questa opportunità, questo privilegio di chiamare Dio "Nostro Padre" e di poter dire: "Signore, voglio fare la Tua volontà. Signore, da solo non ce la faccio: dammi la forza, aiutami, Signore!". Se noi lo diciamo veramente col cuore, il Signore ci ascolta e ci aiuta. Non ci toglierà le sofferenze, ma ci darà la forza per affrontare ogni difficoltà ed arrivare alla Sua presenza. Lui ha vinto la morte, Lui ha vinto la sofferenza, per entrare nella presenza di Dio.
Il Signore ci dice: "Io sono con te; Io sono morto per te; Io sono stato crocifisso per te, per darti la vita, il vero senso della tua vita".
Ecco, preghiamo il Signore in questa Santa Eucaristia perché possiamo accogliere questo Gesù come il Re della nostra vita e che ha pagato il prezzo della Sua vita, della Sua vita divina, per dare a noi la vista divina del Signore. Preghiamo il Signore Onnipotente che ci dia questa grazia, già da questa sera, in ogni momento della nostra vita e chiediamo l'intercessione della nostra Madre, la Vergine Santissima. Amen".
Domenica 24 novembre - Oggi si festeggia la solennità di Gesù Re dell'universo. Nella Sua tenerezza il Padre ci dona un Re e ce Lo dona sulla croce. E proprio qui, il primo ad accoglierLo, a desiderare il Suo regno, è un malfattore che ne condivide la sorte finale e che Lo supplica: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel Tuo regno!". Cosa ha determinato questa conversione? Come giunse a riconoscere Gesù come re mentre, secondo il Vangelo di Matteo, poco prima insultava anch'egli Gesù? Sarà stata la presenza di Maria ai piedi della Croce? Certamente è questa conversione che il Padre oggi vuol donarci: manifestare la regalità di Gesù, contemplando Gesù crocifisso, Gesù abbandonato e riconoscendo in Lui Colui, non solo per mezzo ed in vista del quale tutte le cose sono state create, ma anche per mezzo ed in vista del quale tutte le cose sono state riconciliate. Ed allora, innamorati di Lui e del Suo Regno, non avremo nessun altro re nel nostro cuore e saremo liberi di percorrere la via che Egli ci ha indicato, liberi dalla schiavitù del peccato, lodando Dio senza fine.
Con questi convincimenti, dopo aver partecipato alla S. Messa nella bellissima Chiesa di San Martino, sono corso nella Chiesa di Isola per unirmi al coro, diretto da Nicoletta, per solennizzare questa importante ricorrenza. La Chiesa "Maria Ausiliatrice" è veramente stracolma di fedeli che partecipano con grande devozione.
Molto profonda l'omelia del Parroco, Don Carlo, che di seguito riporto: "Di solito quando noi desiderassimo incontrare un re, dovremmo entrare in un sontuoso palazzo ed anche quando nasce un re, nasce con tanto rumore, così come quando nasce un bambino che qualche volta nasce in casa ma, il più delle volte, nasce in ospedale ed allora, quando si viene a casa, si fa davvero festa. Però non è così per tutti: perché? Non parlo di Gesù, ma parlo di tanti altri bambini: qualcuno nasce anche nella foresta, per esempio, lontano da tutti, nelle capanne e nasce solo, abbandonato da tutti.
Certamente non è giusto ma succede. Anche Gesù sappiamo dove è nato e come è nato. Inoltre ci chiediamo perché Gesù non ha risposto a quella domanda che Gli hanno rivolto, alcuni personaggi anche importanti: "Salta di lì e noi crederemo in Te!" Certo Gesù che se fossi saltato da quella Croce avresti fatto un rumore tremendo e tutti Ti avrebbero creduto. È proprio così!
Forse sono belle parole perché sarebbe stata una cosa grandiosa. Noi cerchiamo Dio. Tutti noi cerchiamo le cose grandi. Perché non l'hai fatto, Gesù?
Ci spieghi il motivo? Il motivo è molto semplice: perché ci sono tante persone, milioni di persone, crocifisse e che rimarranno sempre sulla croce. Moriranno lì: non solo la croce come albero, come legno, ma nelle capanne, nelle case, negli ospedali: moriranno così, abbandonate da tutti e Lui ha fatto questo per essere con loro, in quel momento. Che bello, Signore! Noi abbiamo forse capito che cos'è il Tuo grande amore, diverso dagli altri, diverso da quello di noi uomini: io sarei saltato giù velocemente da quella croce e poi avrei preso un bastone ed avrei dato delle bastonate a tutti quelli che mi avevano crocifisso! Perché Tu non l'hai fatto? Mi vuoi spiegare il perché? La risposta è che non saresti stato vicino a tutti noi, alla maggior parte delle persone che pregano e rimangono sempre nel loro dolore. Bene, questa è una grande verità e questo è il fondamento della nostra fede. Gesù nasce in una capanna. Lo vedremo nell'Avvento, faremo il Presepe nelle nostre case, nelle scuole e nelle Chiese. Gesù nasce in una capanna, abbandonato da tutti e poi finirà la vita, ancora abbandonato da tutti, sulla Croce. Che missione è questa? Cosa ci racconti, Signore? Cosa ci dici? Come possiamo seguirti noi, miseri uomini, se Tu inizi in quel modo e finisci ancor peggio? Beh! È proprio questo tragitto meraviglioso che ci indica la grandezza di un amore infinito. Ci fa capire che le cose che contano sono quelle che vediamo con il cuore, non con il portafoglio: anche quelle, perché se io domani devo pagare delle bollette, ma non so come fare certamente è un problema però se io non ho amore, anche se ho di che pagare, non sarei felice ugualmente. Ecco perché è fondamentale quello che oggi Gesù ci dice, Cristo Re dell'universo per te, per me, in questo modo: per amore, per dirti che c'è qualcosa di veramente eccezionale, di grande che io con Te, con voi, dobbiamo scoprire. Potremmo dire: "Che cosa Signore?”. La folla, migliaia di persone, stava a vedere.
Coloro che erano i capi religiosi, politici, della cultura, Lo prendevano in giro: "Ha fatto tanto nella vita, ha salvato tante persone e poi è lì e muore!".
I soldati Gli davano da bere l'aceto e lo versavano anche sulle ferite, aceto che brucia da morire, come l'alcool e poi Lo prendevano in giro ed anche uno dei due malfattori Gli diceva: "Ma dai, saltiamo giù insieme. Salvaci". L'altro, ecco la risposta di tutto quello che cercavamo, diceva: "Noi siamo qui perché siamo cattivi, abbiamo fatto tanto male nella vita, Lui no". Addirittura (pensate: una persona così, ignorante, che forse non aveva conosciuto Dio, essendo un delinquente, un malfattore) riesce a dire: "Non hai alcun timore di Dio! Tu che sei condannato alla stessa pena: noi giustamente" - guardate che sono parole davvero soprannaturali - " perché noi riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni, Egli invece non ha fatto alcun male" e poi, rivolto a Gesù: "Ricordati di me nel Tuo regno!". Che fede, che intuizione, che intelligenza! Crede nel Paradiso. Lui sta per morire, crocifisso con Gesù, Gesù   è fallito, muore in croce ma, nonostante questo fallimento, è l'unico a dire: "Io credo, o Signore", come noi che oggi siamo qui perché crediamo, perché sappiamo che quel gesto d'amore è l'abbraccio tenero che durerà per tutta la nostra vita e non ci lascerà mai soli".

 



<-Indietro
 I nostri poeti
 Storie dei lettori
 Spiritualità
 I nostri ragazzi
 La redazione
 Galleria Foto
 E Mail
Lunae Photo
Archivio
2022
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2021
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Settembre-Ottobre
n°6 Giugno/Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2020
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°6 Settembre-Ottobre
n°5 Giugno
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2019
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2018
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Settembre
n°7 Luglio-Agosto
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2017
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Settembre
n°7 Luglio-Agosto
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2016
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Agosto-Settembre
n°7 Luglio
n°6 giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2015
n°11 Dicembre
n°10 Novembre
n°9 Ottobre
n°8 Agosto-Settembre
n°7 Luglio
n°6 Giugno
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2014
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2013
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2012
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2011
n°11 Dicembre
n°10 Numero speciale
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2010
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
2009
n°11 Edizione speciale
n°10 Dicembre
n°9 Novembre
n°8 Ottobre
n°7 Agosto-Settembre
n°6 Giugno-Luglio
n°5 Maggio
n°4 Aprile
n°3 Marzo
n°2 Febbraio
n°1 Gennaio
 
     
 Copyright 2009 © - Il Sentiero. Bollettino Interparrocchiale di Ortonovo (SP) Crediti