N° 4 - Aprile 2017
Dal "diario" di un parrocchiano
di Enzo Mazzini

 

Domenica 26 febbraio - Oggi ricorre la festa di S.Guglielmo , patrono di Nicola ed io, dopo la Messa di S.Martino, sono corso a Nicola per partecipare alla Messa Solenne presieduta da S.E. Mons. Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara. Per me è sempre un'emozione entrare nella Chiesa dei SS. Filippo e Giacomo perché è un vero monumento storico e racchiude importanti valori artistici e religiosi.
• Questa mattina sono entrato mentre Valentino intonava il canto di ingresso all'antico organo, col quale ha accompagnato una bellissima Messa "De Angelis".
• Meravigliosa anche l'omelia tenuta da mons. Brambilla che, dopo aver tracciato una breve biografia di S.Guglielmo ed il suo inserimento nel quadro storico in cui è vissuto, si è soffermato su alcuni episodi della sua vita travagliata e sul ruolo svolto da S.Bernardo di Chiaravalle che lo aveva convertito, dopo una vita abbastanza sregolata. Ha ricordato che compì i tre grandi pellegrinaggi medievali (Santiago di Compostella, Roma e Gerusalemme) e proprio in occasione del pellegrinaggio a Gerusalemme si trovò a passare da queste parti. Infatti si era messo in cammino come penitente per cambiare la rotta della sua vita.
• Si rese anche protagonista di vari miracoli, specialmente dopo la sua morte a Malavilla dove si verificarono miracolose guarigioni e questa località venne presa di mira da grandi moltitudini di malati ed anche al Piano di Nicola si rese protagonista di un fatto veramente miracoloso: caricò sull'asino di un nicolese due barili colmi d'acqua col buco aperto rivolto verso il basso, eppure neanche una goccia d'acqua uscì dai barili ed inoltre si tramandano altri miracoli compiuti. La sua vita e la sua conversione sono di grande insegnamento anche oggi a tutti noi.
• Ebbene mons.Brambilla è riuscito a dare una rappresentazione del Santo molto approfondita ed allo stesso tempo molto simpatica ed incisiva.
• Sabato 4 marzo - Il Pellegrinaggio  Mariano mensile, presieduto dal nostro Vescovo, mons. Luigi Ernesto Palletti questo mese si svolge a Sarzana.
La S.Messa verrà celebrata dal nostro Vescovo nella Cappella del Seminario Vescovile ed il ritrovo è fissato per le ore 8 presso la Cattedrale S.Maria da dove, in processione si raggiungerà la Cappella del Seminario.
• In S.Maria, con la massima puntualità il Vescovo ha dato inizio ad una meravigliosa cerimonia, esortando i fedeli a vivere la Quaresima appena iniziata come "tempo di grazia, momento favorevole, dove il Signore attraverso la Chiesa ci invita alla conversione ". L'invito non deve essere un richiamo formale, ma deve rappresentare un impegno quotidiano per una vera conversione. Un altro aspetto sottolineato dal nostro Vescovo è il fatto che ci dirigiamo verso il Seminario Diocesano che rappresenta un luogo che non deve stare a cuore solo ai presbiteri perché lì si sono formati ed hanno passato molti anni, ma anche a tutti i fedeli laici perché è in questa casa che "nella preghiera, nello studio, nella vita comunitaria si formano i futuri pastori".
Per questo il Vescovo ci esorta a pregare quotidianamente per questa comunità perché "i giovani che qui vivono, attraverso lo studio che diventa preghiera e la vita fraterna, diventino padri e pastori del popolo di Dio e siano capaci di suscitare, in modo particolare tra i giovani e ragazzi, la stima e il desiderio del "Sacerdozio". Affida quindi tutti i seminaristi ed i presbiteri "all'intercessione di Maria Santissima che lì viene venerata come Pellegrina, alla serva di Dio Itala Mela che desiderava la "famiglia sacerdotale", perché seminaristi e presbiteri insieme vivano il loro rapporto come Famiglia".
• A questo punto inizia la recita del S.Rosario e, al termine della prima decina, i fedeli si incamminano in processione verso il Seminario Vescovile, pregando la nostra Madre Celeste ed elevando al Signore canti che sgorgano veramente dai cuori, compiendo un percorso altamente suggestivo.
• Devo ammettere che io non ero mai entrato nel Seminario Vescovile e quindi sono stato colpito dalla bella Cappella e dall'aria di profonda compostezza ed intimità che vi si respira.
• Veramente sentita e partecipata la S.Messa celebrata dal nostro Vescovo e veramente commovente la sua omelia che non può essere compiutamente riassunta in poche righe, tanto è profonda e penetrante e quindi mi limiterò a tratteggiare solo alcuni passi: "Oggi la nostra preghiera sia ancora più intensa per le vocazioni sacerdotali. L'alzarsi subito in piedi, come fece Levi (Matteo), in risposta immediata alla chiamata di Gesù, ci sia di esempio, affinché siamo pronti alla preghiera perché il Padre doni in abbondanza nuovi ministri per la Sua Chiesa. Quel "seguimi" chiesto a Levi, Gesù lo rivolge ad ognuno di noi, nella varietà delle vocazioni. È questo il modo giusto di porsi nei confronti di Dio: rispondere ad una chiamata. La fede è una risposta. Non siamo credenti poiché siamo più intelligenti, ma perché rispondiamo. Ed è una fede che coinvolge la vita, le dà un indirizzo nuovo. Gesù non dice "vai", ma "seguimi “.
È lui che traccia il cammino, Lui porta alla vita. E dove porta Gesù i suoi discepoli? Gesù non chiama per toglierti da un contesto, ma per inviarti, per mandarti in mezzo al mondo: "Andate e proclamate che il regno dei cieli è vicino". Ecco l'importanza della chiamata! Ancora oggi abbiamo le chiamate di Gesù che dà vita ad un nuovo cammino, una formazione, una comunità di vita. Anche la nostra fede è una chiamata, una proposta a cui noi diamo una risposta che può rappresentare un nuovo indirizzo della nostra vita.
• Come i discepoli dobbiamo andare dietro a Gesù. È Lui che ci indica il cammino e Lui sa dove portarci, aiutati dai nostri Pastori. 
• "Voi non siete del mondo. Andate a predicare, a battezzare" questo il messaggio rivolto ai suoi inviati, chiamati per essere mandati. "Andate" e questo "andate“ ha una sottolineatura. Chiamati per andare, per proclamare la parola e salvare. Andare incontro a quelli che hanno bisogno della cura, della misericordia.
• I nostri pellegrinaggi mariani del primo sabato del mese sono dedicati alla
conversione ed in particolare alle vocazioni sacerdotali. Preghiamo quindi il Signore della messe, affinché mandi operai nella sua messe.
• Domenica 5 marzo - Oggi, alle ore 16, c'è grande presenza di fedeli a Nicola per festeggiare l'ingresso del nuovo parroco, don Carlo Cipollini, che prende possesso dell'antica parrocchia dei Ss.Filippo e Giacomo.
• Sono presenti anche il nostro Vescovo, molti sacerdoti, il diacono Paolo, il Sindaco ed altre autorità civili, compresi i rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri.
• La cerimonia ha inizio nel piazzale della Chiesa che ha le porte sbarrate.
• Elio Gentili, a nome dell'intera comunità, dà il benvenuto a S.E. il Vescovo ed alle numerose autorità presenti che stanno a solennizzare un momento davvero importante per tutti i fedeli: l'ingresso di don Carlo Cipollini.
• Ringrazia il Vescovo per la sua paterna attenzione ed anche don Gianluca per la bella meditazione sul sacerdozio che ha donato durante l'ora di adorazione di giovedì sera. Inoltre ricorda i numerosi sacerdoti discendenti dalla famiglia dei Cipollini, a partire dal 1600 fino a don Dino nel 1900 ed ora don Carlo, augurandosi che non sia l'ultimo prete del Casato.
• Quindi Elio ringrazia don Andrea che è stato pastore di Nicola per quasi tre lustri, servendo la comunità con amore e passione, affannandosi per donare l'Eucaristia sia il mercoledì che la domenica. Inoltre, prima di lasciare Nicola, don Andrea ha fatto un altro grande dono: ha consolidato i tetti della chiesa, mettendo al sicuro le opere d'arte custodite all’interno. Grazie a don Andrea per tutto quello che è riuscito a dare.
• Quindi Elio si rivolge a don Carlo che è tornato a casa. Nella chiesa di Nicola ha maturato la sua vocazione sacerdotale fino a quel 27 giugno 1981 quando il vescovo Siro lo ha consacrato in questa piazza stracolma della sua gente che era felice di aver donato un sacerdote alla Chiesa. Poi don Carlo è stato chiamato a svolgere il suo ministero in altre parrocchie, ma il legame con il suo paese non si è mai allentato. Non c'era festa solenne che non si concludesse col Vespro cantato da don Carlo ed a lui rivolgendosi, Elio conclude: "Caro don Carlo, ora ti sei caricato di un nuovo impegno pastorale, che si aggiunge a quello già gravoso che svolgi in altre due parrocchie. Noi nicolesi ti ringraziamo per tutto il tempo che potrai donarci e quell'entusiasmo gioioso che caratterizza il tuo ministero contagi anche tutta la nostra comunità. Oggi ripetiamo con le parole del Salmo: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore" e ti diciamo con tutto il cuore: bentornato a casa!"
• A questo punto il Vescovo consegna a don Carlo la chiave della chiesa che gli viene affidata. Don Carlo apre la porta e fa il suo ingresso, mentre il coro intona un bellissimo canto.
• Quindi il Vescovo, affidato a don Carlo il decreto di nomina di cui viene data lettura, inizia la celebrazione della Santa Messa. Veramente profonda la sua omelia di cui riporto qualche passo e che richiama il Vangelo appena letto e la vittoria di Gesù sulle tentazioni che scaturiscono anche dal possesso di ricchezze materiali.
• L'apostolo Paolo chiarisce che il progetto di Dio passa attraverso il Crocifisso e che bisogna saper dire di no alla ricchezza. Bisogna accogliere il progetto di Dio che è amore, verità, misericordia e conversione.
• Oggi abbiamo un nuovo pastore della comunità. Dio ha voluto che la Chiesa avesse tante membra del corpo vivente e parla ai nostri cuori e si rende presente proprio attraverso la voce ed i gesti del sacerdote. Quindi quella del sacerdote è una presenza essenziale nella Chiesa ed è importante che tutte le comunità abbiano il loro pastore che garantisce l'esercizio di molte funzioni quali, fra le altre, l'annunziare la parola, l’amministrare i sacramenti, custodire il luogo dove viene conservata l'Eucaristia che è il dono più grande, il fonte della vita, il confessionale sede del sacramento della riconciliazione e proclamazione della parola di Dio.
• Terminata la sua profonda omelia, il Vescovo procede al rito del Rinnovo delle promesse fatte nell'Ordinazione. A questo punto don Carlo procede alla professione di fede, dando lettura del Credo e di altre formule, fra le quali l'impegno a conservare la chiesa e ad amministrarla e curarla ai sensi del codice di diritto canonico, invocando l'aiuto di Dio. Quindi il Vescovo accompagna don Carlo al Tabernacolo, al Battistero, al Confessionale ed al campanile, rivolgendo le preghiere e pronunciando le formule di rito e gli affida la comunità parrocchiale di Nicola.
• Dopo il saluto del Sindaco che sottolinea il rapporto di amicizia che lo lega a don Carlo, richiamando alcuni adempimenti importanti che richiedono comunione di intenti ed impegno, prende la parola don Carlo che ringrazia il buon Dio per questo grande dono ed in particolare ringrazia don Andrea per la missione svolta a Nicola, tutti i parrocchiani, i confratelli, il coro e gli organisti e tutte le autorità presenti, comprese le Forze dell'ordine. A questo punto si procede alla lettura del verbale che ha anche valore storico ed all'apposizione delle firme.
• Giovedì 9 marzo - Alle ore 21, nella Chiesa di S. Giuseppe in Casano, si svolge l'Ora di Adorazione per le Vocazioni ed il gruppo interparrocchiale presente è abbastanza numeroso.
• Padre Onildo ci guida nell'Adorazione Eucaristica, avendo predisposto delle bellissime meditazioni su un brano evangelico  molto significativo nel quale Gesù fornisce ai farisei un grande insegnamento sulle ricchezze materiali.
Infatti parla di un uomo molto ricco che vive immerso nel lusso e che si dava a lauti banchetti e di un povero, di nome Lazzaro che, coperto di piaghe, si sfamava con le briciole che cadevano dalla tavola del ricco. Non penso di dover procedere ulteriormente nel riportare il brano evangelico che è molto conosciuto, ma mi limiterò a riportare la conclusione in cui Abramo chiarisce che abbiamo come guida Mosè ed i Profeti e dobbiamo ascoltare loro in quanto altrimenti non saremo "persuasi neanche se uno risorgesse dai morti".
Ma cosa ci vuole insegnare questa parabola?
• "Il primo invito che ne discende è quello di aprire la porta del nostro cuore all'altro, perché ogni persona è un dono, sia il nostro vicino sia il povero
sconosciuto. La Quaresima è un tempo propizio per aprire la porta ad ogni bisognoso e riconoscere in lui o in lei il volto di Cristo. Ognuno di noi ne incontra sul proprio cammino. Ogni vita che ci viene incontro è un dono e merita accoglienza, rispetto, amore.
• La parabola è impietosa nell'evidenziare le contraddizioni in cui si trova il ricco. Questo personaggio, al contrario del povero Lazzaro (nome che alla lettera significa "Dio aiuta"), non ha un nome ed è qualificato solo come "ricco".  La sua opulenza si manifesta nel lusso esagerato dei suoi abiti..........ed ogni giorno si dava a lauti banchetti. In lui si intravede drammaticamente la corruzione del peccato, che si realizza in tre momenti successivi: l'amore per il denaro, la vanità e la superbia". L'apostolo Paolo dice che "l'avidità del denaro è la radice di tutti i mali". La parabola ci mostra anche un altro aspetto: la cupidigia del ricco lo rende vanitoso, nel far vedere agli altri ciò che lui può permettersi. Ma il gradino più basso di questo degrado morale è la superbia in quanto l'uomo ricco si veste come un re e si comporta come un dio ed il possesso del denaro lo rende ceco, tanto che non vede il povero affamato, piagato e prostrato nella sua umiliazione. Ecco perché il Vangelo è così netto nel condannare l'amore per il denaro:

"Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio  e la ricchezza (Mt 6,24)".

Lunedì 20 marzo - Oggi nella Chiesa di S.Giuseppe si festeggia il nostro Patrono, in quanto la festa liturgica di San Giuseppe (19 marzo) coincide con la domenica di Quaresima e quindi viene celebrata il lunedì 20 marzo.

La chiesa è gremita di fedeli che assistono con grande partecipazione alla S.Messa celebrata da don Carlo, coadiuvato da numerosi sacerdoti e dal diacono Agostino. Bellissimi i canti eseguiti dalla locale "corale " e molto commovente l'omelia tenuta da don Carlo che ha puntualmente evidenziato il ruolo fondamentale svolto da San Giuseppe nel progetto di divina redenzione. In questa bellissima festa non posso non ricordare la figura del -l'indimenticabile prof.Giuseppe Franciosi che quel giorno compiva gli anni e che è stato un vero protagonista della redazione del Sentiero e di cui sentiamo molto la mancanza.

Mercoledì 22 marzo - Nella Chiesa di S.Lorenzo, gremita di fedeli, si celebrano le esequie della nostra sorella Anna. Gli abitanti di Ortonovo sono presenti in massa e numerosi sono anche quelli del piano che sono corsi a dare l'ultimo saluto alla cara Anna. D'altra parte non poteva che essere così trattandosi di persona conosciuta e stimata. Moglie del mio caro amico Olimpio che è stato per anni anche consigliere comunale della Democrazia Cristiana e co fondatore dell'Avis, sorella di due grandi monaci (Padre Placido e Padre Oriano) che sono stati dei veri protagonisti nell'aiutare il prossimo e vera madre che ha saputo crescere una grande famiglia.

Basterebbe ricordare i due figli ( Piero e Walter) e la nuora Marcella che l'hanno preceduta in Paradiso e sicuramente hanno organizzato una bella festa al suo arrivo per glorificare il buon Dio. Per questo i figli Giuseppe, Gianni e Paolo e la figlia Oriana, oltre il genero Agostino, pur nella comprensibile tristezza del distacco terreno, non possono che ringraziare il buon Dio del dono della loro madre che anche ora dal Paradiso continua ad assisterli.

La santa messa è stata concelebrata da Padre Mario che, nella sua omelia, ha messo in risalto la profondità della fede della cara Anna che era sempre smaniosa di ricevere Gesù, quando si recava da lei per portarle l'Ostia Divina.

Molto numerosi anche i componenti del coro che hanno elevato al Signore ed a Maria Santissima delle bellissime laudi.

Tutta la Redazione del Sentiero, mentre ricorda il suo indimenticabile ed esemplare organizzatore e capo redattore Walter, partecipa al dolore dell'intera famiglia ed in particolare delle nipoti Elena e Laura che con filiale dedizione hanno ereditato dal padre Walter una grande carica umana e religiosa nel portare avanti i gravosi impegni richiesti dalla redazione del Sentiero.

 



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