N° 6 - Giugno 2022
CALENDARIO LITURGICO DI GIUGNO 2022
di La Redazione

            CALENDARIO LITURGICO DI GIUGNO 2022

 

5 Dom.   Pentecoste. ( Festa del dono di Dio )   Dal  Salmo 103 : Manda il tuo spirito, Signore, a rinnovare la terra.
In origine era una festa ebraica di ringraziamento per il dono fatto da Dio della Legge consegnata a Mosè e per l’inizio della mietitura e della raccolta dei primi frutti, anch’essi dono di Dio. Si celebrava, e si celebra, 50 giorni dopo la Pasqua. Per i cristiani è il dono dello Spirito Santo che scende su Maria e gli Apostoli riuniti nel Cenacolo. La Chiesa, in questa solennità, tra le maggiori dell’anno liturgico, vede il suo vero atto di nascita ed il suo unico obiettivo: essere missionaria nella diffusione della Parola a tutti gli uomini senza distinzione alcuna.
Nel 2° capitolo degli Atti degli Apostoli si legge che a Maria ed agli Apostoli, all’improvviso, apparvero lingue di fuoco, che si dividevano e si posavano su ciascuno dei presenti ed essi furono pieni di Spirito Santo.
E’ la terza persona della Trinità, principio di santificazione e di unione della Chiesa, che assiste il magistero della Chiesa ed i fedeli nella conoscenza della verità. Per questa sua missione è detto Paraclito, ovvero, Consolatore. Nel Vangelo di Giovanni è rivelata la personalità e la divinità dello Spirito Santo, quando Gesù afferma di pregare il Padre perché mandi il Paraclito per restare sempre al fianco dei suoi discepoli. Paolo nella prima lettera ai Corinzi dichiara che Esso è dato a tutti i battezzati, poiché lo Spirito garantisce l’uguale dignità di tutti i credenti, anche se con carismi diversi. Tertulliano ( 155 – 220 ) è il primo a parlare di una festa solenne dedicata allo Spirito Santo, durante la quale venivano battezzati i catecumeni non battezzati nella Veglia pasquale. La Pentecoste è la festa del dono di Dio per ebrei e cristiani, ma le differenze sono sostanziali.

                         Ebraica Cristiana                                                               

DONO: Dono della Legge. Dono dello Spirito                      

LUOGO: Monte Sinai per mano di Mosè.   Gerusalemme nel Cenacolo

 

A  CHIAntico popolo di Dio, Israele.  Nuovo popolo di Dio,la Chiesa                                                                                  

 

SEGNO: Antica Alleanza con la Nuova Alleanza nel nome di Gesù    
  Legge  data a Mosè.                                 

 

12 Dom.   Solennità della SS. Trinità.  Dal Salmo 8: O Signore nostro Dio, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra.

Festa mobile nell’anno liturgico perché ricorre la domenica dopo la Pentecoste. E’ stata istituita da papa Giovanni XXII nel 1334. Essa ci propone, al termine del tempo pasquale, di guardare a Dio amore e al mistero della salvezza realizzata dal Padre attraverso il Figlio nello Spirito Santo. 

13  Lun.  Sant’Antonio da Padova. (Lisbona 15 /8/1195, Padova 13/6/1231 )                                                  Dal Salmo 8 : Sii attento, Signore, al mio lamento.

Al secolo Fernando Martins de Bulhoes, nasce nel quartiere più antico di Lisbona da una famiglia benestante ed aristocratica con la casa ad un lato della cattedrale dove viene battezzato. Prima di giungere a Padova, la vita del francescano Antonio è abbastanza movimentata; basta solo ricordare che rientrando dal Marocco, dove era andato come missionario, la nave viene sospinta nei pressi di Milazzo dove è accolto dai confratelli locali che si preparavano ad anadare ad Assisi per il primo Capitolo Generale  del maggio 1221. E’ l’occasione di incontrare Francesco e provare l’emozione di ascoltare dal vivo colui che aveva dato la svolta definitiva alla sua vita. Ovviamente in Portogallo è vietato l’uso di Antonio da Padova, ma solo Antonio da Lisbona. “Qui, in terra, l’occhio dell’anima è l’amore, il solo valido a superare ogni velo. Dove l’intelletto s’arresta, procede l’amore che con il suo calore porta all’unione con Dio.”  ( dai Sermones )

19  Dom.  Corpus Domini. Ovvero, Solennità dei SS Corpo e Sangue di Cristo.

Dal Salmo 109: Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.

Istituita da papa Urbano IV ad Orvieto con la Bolla Transiturus dell’11 agosto 1254. Per la Chiesa cattolica è una delle principali solennità dell’anno liturgico. E’ una festa mobile che si celebrava il giovedì successivo alla festa della SS. Trinità, ora la domenica successiva. La ricorrenza del Corpus Domini nasce nel 1247 nella diocesi di Liegi ( Belgio) per celebrare la reale presenza di Cristo nell’Eucarestia e contrastare le tesi eretiche di Berengario di Tours che sostenevano la presenza solo simbolica. Ecco perché dire che la Messa fa memoria dell’istituzione dell’Eucarestia può essere rischioso: non è memoria ( nel senso di  ricordo), ma è il reale cambiamento del pane e del vino in Corpo e Sangue di Cristo (transustanziazione ), pur mantenendo le loro proprietà organolettiche. Urbano IV estende a tutta la Chiesa la solennità anche sulla spinta del miracolo eucaristico noto come Miracolo di Bolsena.
Protagonista è un prete boemo profondamente tormentato dal dubbio, così durante la consacrazione l’ostia che ha tra le dita comincia a sanguinare copiosamente lasciando abbondanti macchie di sangue sul corporale, la palla e il purificatoio, conservati nel Duomo di Bolsena.

29  Merc.  SS. Pietro e Paolo.   Dal Salmo 33 : Il Signore mi ha liberato dalla paura. 

Sono il primo Papa e l’Apostolo delle genti. Diversissimi per carattere e cultura, sono uniti in un’unica festa liturgica, perché già dall’origini le comunità cristiane li identificano come le salde radici della Chiesa fino ad accettare martirio. Simone è istintivo, parla e agisce d’impulso, tanto che il Maestro lo rimprovera in più occasioni. Ma è il primo dei discepoli ad intuire la natura divina di Gesù: “Io credo, Signore, che tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente.” Da qui la particolarissima chiamata alla guida della comunità: “ Io ti dico che tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa. Ti darò le chiavi del regno dei cieli e tutto quello che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e ciò che scioglierai sarà sciolto nei cieli.”  E’ la palese investitura alla guida del popolo cristiano ed è la chiamata cui l’apostolo consacra la vita diventando il riferimento certo per i cristiani. Da Gerusalemme si sposta a Roma, cuore dell’Impero, dove vive per alcuni anni coordinando le varie comunità che si vanno formando. Muore martire sotto le persecuzioni di Nerone nel 67 d.C.

Molto diversa è la vicenda umana di Saulo ( Paolo di Tarso ) che non conosce Gesù, ma per anni lo combatte ferocemente, perché nel pensiero di Gesù vede un grave pericolo per l’ebraismo. Poi avviene la folgorazione sulla via di Damasco che lo spinge ad una nuova vita: inizia così la sua azione di apostolato missionario. Paolo è il primo a comprendere che il messaggio di Gesù non è riservato alle comunità giudaiche, ma ha una dimensione ed una valenza universali  che gli impedisce di essere una costola dell’ebraismo. “ Non siamo più sotto la Legge, ma sotto la grazia.”     ( Lm 6,15 ) Sostiene questa sua tesi nel famoso incontro-scontro con Pietro, Giacomo, Barnaba e gli altri nel Cenacolo a Gerusalemme nel 49-50, definito il Concilio di Gerusalemme. Uomo infaticabile, caparbio e determinato, di grande cultura ( era rabbino ), ottimo oratore, si apre ai “gentili”, ai pagani, ai lontani. Così la Chiesa si scopre missionaria, perché essa è un dono universale del Padre destinato ad ogni essere umano. “La grazia di Dio e il dono di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini.” ( Rm 5,15 ) Il suo motto è: “ Per me vivere è Cristo.” Fedele a questo, viaggia instancabilmente dall’Arabia alla Grecia, dalla Turchia all’Italia, superando mille difficoltà e ostilità.
Vilmente denunciato, come cittadino romano ricorre all’imperatore, così arriva a Roma dove viene martirizzato nel 67. Le sue 13 lettere, inserite nel Nuovo Testamento, sono un pilastro teologico e dottrinale e un punto di riferimento insostituibile per coloro che vogliono certezze, non parole. Nella loro diversità personale e di azione, Pietro e Paolo ci dicono che si può e si deve arrivare all’unità degli obiettivi solo con una grande fede di cui  l’amore è il denominatore comune.

                                                                               La Redazione 


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