N° 11 - Dicembre 2020
N A T A L E 2020
di Antonio Ratti

Caro Gesù Bambino,

sono già 27 anni  che Ti coinvolgo nel fare il punto sull’anno che sta per finire e ti rivelo che, stante la mia età, la confusione che regna sovrana e la scarsa propensione del genere umano a trovare la via giusta (sarebbe sufficiente ascoltarTi ! ),  ho perso  la speranza di vedere la luce che porta fuori da un lungo tunnel tetro. Anzi, i timori crescono, poiché le novità, quando ci sono, sono troppo spesso tristemente di facciata o negative. Lo so che non proprio tutto è da rifare, infatti accadono episodi che aiutano, ma appaiono le classiche eccezioni che confermano un trend senza prospettive. 
Sono giorni che sto cercando di individuare in ogni settore della società umana qualche aspetto rassicurante e positivo. Fatica dura e quasi vana.
Sono tornati i folli attentati. Si parla di una sessantina di guerre e guerriglie, etniche e pseudoreligiose, piccole e grandi, comunque tutte portatrici di sofferenze indicibili e senza fine, alle quali il covid-19 ha fatto un immenso favore: non se ne parla più, sono entrate in un comodo cono d’ombra. E i protagonisti di questi massacri divenuti silenti, sostenuti dai loro sponsor in camicia bianca con polsini inamidati e mani pulite, usando miserie e ignoranze ataviche, diffondono le loro macabre iniziative in ogni continente. Stessa cosa accade per i migranti e il dramma dei femminicidi.
Tecnologicamente è un continuo progredire, eticamente è una ripida discesa senza freni in ogni ambito di azione da parte di coloro che sono stati creati a immagine e somiglianza di tuo Padre. Tra le tante provocazioni-verità che costellano la tua predicazione, hai detto ai perfetti farisei che non è impuro ciò che entra nell’uomo, ma è impuro ciò che esce dall’uomo.  Mai concetto è stato ed è più attuale, così come l’esserti scelto quale apostolo più vicino il traditore.   Basta pensare a quello che in questi mesi affiora - ed è solo la punta di un iceberg – dalla sede della tua casa terrena.  
Papa Francesco parla senza mezzi termini della presenza  nella casa del Signore di corruzione, di prevaricazione e di perdita dello spirito evangelico dietro la teatrale perfezione  dei comportamenti esteriori e dei suoi sforzi per ripristinare un po’ di ordine. Per questa precisa ragione termina ogni Angelus domenicale con la pressante richiesta di pregare per lui.  Il carrierismo, la smania di primeggiare, la voglia di potere da ottenere usando la fede in celati modi impropri, sembrano diventati routine. Le tante e belle omelie tenute da costoro negli anni anche sulla citata pagina evangelica, non somigliano al bacio di Giuda?  Si dice che l’uomo nei secoli sia cambiato. E’ falso. Cambia di frequente abito, ma il suo “dentro”, che è ciò che conta, resta immutato.
Pur di soddisfare il proprio ambizioso Ego non esiste rispetto per niente e per nessuno, né, una volta scoperti, ci si nasconde per tacere e farsi dimenticare; al contrario, ogni mezzo di comunicazione - e sono tanti -  è buono per negare ogni scorrettezza e giustificare il proprio operato. “Burocrati funzionari del sacro”, come li chiama papa Francesco, che dovrebbero legarsi al collo una macina da mulino e gettarsi in mare per evitare di dare scandalo e di trascinare nei gorghi mediatici anche chi opera in perfetta sintonia con Te.
Eppure a costoro anche questa tua dura espressione scivola via con levità nel disinteresse.  Se ho inteso bene le tue parole, i nemici che fanno più male sono quelli che abbiamo “dentro”, cioè in casa. Da queste vicende ho imparato una cosa: la Chiesa è una istituzione divina, perché voluta e istituita da Te, ma è affidata e gestita da uomini, che, senza generalizzare, sono quel che sono.  Il distinguo è essenziale e sostanziale, poiché l’uomo, oltre ai limiti della sua natura, ha la carne e il cervello particolarmente premurosi verso le tentazioni, mentre la Chiesa è tutt’altra cosa: è la testimonianza della costante tua presenza tra il genere umano per guidarlo, non obbligarlo, verso l’obiettivo degli obiettivi, ovvero ad una eternità di luce, la tua Luce.  Caro Gesù hai proprio anticipato ogni cosa, difatti dei perfetti farisei, ma vale per tanti altri che si ritengono perfetti, hai detto anche: fate tutto quello che vi dicono, ma non fate assolutamente quello che fanno.  Pertanto, ti prego, sostieni coloro, più o meno anonimi, che lavorano con abnegazione, onestà e amore nella messe loro affidata. E, se è possibile, fa che aumentino di numero nella fedeltà a Te e ai compiti assegnati.
Infine, aiuta l’umanità a procurarsi gli strumenti per liberarsi dal satanico covid-19 senza le solite discriminazioni di censo ed appetiti economici dei produttori e delle Nazioni più potenti.

Purtroppo tra il lecito e l’illecito, tra l’onestà e la disonestà, tra l’amore e l’odio, le differenze si sono fatte talmente labili e sottili che ormai è difficile distinguerli a occhio nudo. Un agnostico, il Foscolo, sosteneva che la speranza è l’ultima dea a morire, Tu sei andato ben oltre, ci doni la speranza che non muore, perché hai sconfitto la morte. Basta solo impegnarci un poco per capirlo.

Con l’affetto che può darti un aspirante cattolico permanente.

                                                                                   Tonino



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